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"Estate 2012, fuga dalle vacanze più della metà degli italiani a casa", di Maria Novella De Luca

Brevi, e più modeste che mai. Più corte, più sobrie, più povere. Portafoglio sigillato e acquisti all’osso, le vacanze dell’estate 2012 raccontano se possibile l’Italia che verrà. E cioè risparmio assoluto e consumi a zero. Gli esperti del settore lo avevano previsto, i numeri di questa caldissima fine estate lo confermano: tracollo di presenze, fatturato in calo, taglio netto su ogni piccolo extra, dal gelato all’ombrellone, e tanto tanto turismo casalingo. A casa dei parenti, day-by-day nel litorale più vicino, magari in campeggio o a sorpresa in crociera, unici settori con il segno più, grazie anche ad un serio “contenimento” di tariffe. Presenze in calo del 20% dappertutto, fatturato in picchiata del 30%, o addirittura peggio in regioni come la Sardegna.
«È l’estate nera del turismo — dice sconfortato Franco Giovannoni, presidente della Fiavet, la Federazione degli agenti di viaggio — gli italiani hanno tagliato su tutto, e temo che non pochi alberghi o stabilimenti a settembre saranno costretti a chiudere. Partiamo dal dato principale: è aumentato il numero di chi non ha fatto nemmeno un giorno di vacanza, il 60% della popolazione del nostro paese. E chi invece si è potuto permettere una piccola “fuga” ha ridotto notti in albergo e pranzi al ristorante, ma anche ombrelloni e lettini allo stabilimento, consumi al bar, insomma ogni tipo di spesa non strettamente necessaria ». Attenti al centesimo dunque, perché la vita fa paura, “la sensazione è che molti abbiano deciso di risparmiare sulle ferie, perché non si sa che cosa accadrà in autunno”, aggiunge Giovannoni. E sulle vacanze già all’osso hanno pesato e non poco l’aumento della benzina, le tariffe “monstre” dei traghetti verso la Sardegna, e adesso, a penalizzare la Sicilia (e migliaia di lavoratori) il fallimento di Wind Jet. Per fortuna, dicono gli operatori turistici, il numero degli stranieri in Italia è rimasto stabile, mentre ciò che è crollato è stato il cosiddetto “mercato domestico”.
A leggere i dati si scoprono comunque alcune controtendenze: se da una parte calano le presenze negli alberghi (da 7 a 5 notti in media) ma anche negli agriturismi e nei villaggi turistici, diventati forse troppo cari, tornano in auge le “case vacanza”, più 3% di prenotazioni, ma soprattutto le crociere, più 15% di viaggiatori, e i campeggi, più 6% di presenze, un giro d’affari da 5 miliardi di euro e da 70 milioni di presenze l’anno. E se l’appartamento in affitto permette di abbattere i costi, dividendo le spese con amici e parenti e cucinando in casa, è il successo del settore “open air” la vera novità dell’estate 2012. «Sì, è vero, il nostro settore ha tenuto, anzi in alcune regioni abbiamo avuto un incremento grazie agli stranieri, ma anche alle prenotazioni last minute degli italiani», conferma soddisfatto Maurizio Vianello, presidente della Faita federazione che raggruppa i campeggi di tutta Italia. «Il mondo del turismo open air, cioè i camping, ma anche le crociere, resiste alla crisi perché con un costo ragionevole riesce a dare una vacanza a 360 gradi, che è proprio quello che le persone ci chiedono. Facciamo l’esempio del campeggio: si può arrivare con una tenda canadese da pochi euro, cucinare sul proprio fornellino e spendere pochissimo. O alloggiare in un bungalow con l’aria condizionata. I servizi del camping però poi sono uguali per tutti…».
Una voce positiva, nell’estate nera del turismo italiano. «E noi speriamo molto nei viaggiatori stranieri di settembre e ottobre», conclude Vianello.

La Repubblica 24.08.12

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