Mese: settembre 2012

"Il Mausoleo della crudeltà", di Gian Antonio Stella

«Mai dormito tanto tranquillamente», scrisse Rodolfo Graziani in risposta a chi gli chiedeva se non avesse gli incubi dopo le mattanze che aveva ordinato, come quella di tutti i preti e i diaconi cristiani etiopi di Debra Libanos, fatti assassinare e sgozzare dalle truppe islamiche in divisa italiana. Dormono tranquilli anche quelli che hanno speso soldi pubblici per erigere in Ciociaria un sacrario a quel macellaio? Se è così non conoscono la storia. L’11 agosto scorso è stato inaugurato ad Affile (Roma) un sacrario «al Soldato M.llo d’Italia Rodolfo Graziani». L’opera è stata finanziata dalla Regione Lazio, con fondi in principio destinati al completamento del parco in cui l’opera è stata costruita, ed è costata circa 127 mila euro. Il deputato Pd Jean Leonard Touadi ha firmato una interrogazione parlamentare sull’opportunità della costruzione. Rimuovere il ricordo di un crimine, ha scritto Henry Bernard Levy, vuol dire commetterlo di nuovo: infatti il negazionismo «è, nel senso stretto, lo stadio supremo del genocidio». Ha ragione. È una vergogna che il comune di Affile, dalle parti di Subiaco, …

Condividi

“Questa è la crisi di una classe dirigente subito interventi o trionfa l’antipolitica”, di Alberto d'Argenio

Ministro Riccardi, quanto giudica grave il problema della corruzione nell’Italia di oggi? «Ai tempi di Mani pulite ero già abbastanza vecchio, come cittadino la mia sensazione è che allora il sistema dei partiti stesse tragicamente implodendo per la perdita della sua forza politica e propulsiva. La corruzione era la conseguenza di una crisi ideologica e di sistema più profonda. Oggi mi sembra diverso, mi sembra che la corruzione sia connessa ad un imperante cattivo gusto, mi sembra rivelatrice di fenomeni antropologici e di costume. Non sminuisco quanto sta accadendo, anzi. Si tratta di fenomeni assurdi ed esibiti in un Paese che sta soffrendo, che non trovano nemmeno una motivazione o una attenuante legate a qualche disegno di politica o di potere ». Non le sembra una visione troppo ottimista? «Affatto e sono preoccupato perché i fatti che leggiamo sui giornali screditano le istituzioni di fronte alla gente, fanno crescere l’antipolitica, portano le persone a dire che non vale più la pena di partecipare, di votare e così i cittadini sono ancora più soli e rabbiosi». …

Condividi

"Salvate la geografia che cambia il sapere", di Franco Farinelli

Lettera aperta al ministro. La globalizzazione impone per la prima volta nella storia dell’umanità di fare i conti con la Terra così come davvero essa è: da qui l’urgenza di pensare nuovi modelli per scendere a patti con il mondo. Ministro ancora uno sforzo: «Geography is better than divinity», e non vi è alcun bisogno di tradurre. Si legge così nella prefazione alla Cosmographia di Peter Heylin, apparsa a Londra nel 1649 dunque due anni prima del Leviatano di Thomas Hobbes, il libro che fonda il moderno concetto di Stato. E testo, quello di Heylin, di cui ancora si parla nella aule universitarie anglosassoni, le stesse dove i colleghi ascoltano tra l’incredulo ed il divertito le attuali vicende del nostro sistema scolastico, incapaci di credere davvero che da noi ci si ostini a rischiare di dilapidare fino in fondo la nostra straordinaria capacità di manipolazione simbolica, accumulata in millenni di pratica culturale. Anche se semplici «valutazioni personali», come ha spiegato a Giovanni Reale sul Messaggero, le sue osservazioni sulla necessità di revisione dei programmi d’insegnamento …

Condividi

"All’Italia non serve il Monti bis", di Claudio Sardo

Il governo Monti bis non può diventare l’obiettivo di un grande Paese come l’Italia. Sarebbe anzi una sconfitta, un certificato di minorità, una dichiarazione di impotenza. E, si badi bene, la sconfitta non riguarderebbe soltanto il centrosinistra, come taluni sostengono, ma anche i cittadini, le istituzioni, gli uomini e le imprese che più di altri si trovano ad affrontare la competizione globale e che dell’Italia sono di fatto ambasciatori. Perché il nostro Paese non può avere un governo, nato da una competizione democratica tra alternative legittime ed europee? Perché non può scommettere su un nuovo progetto, per l’Italia e per il Continente, che cerchi di correggere l’inerzia (peraltro drammatica) delle politiche economiche e sociali e, al tempo stesso, dia garanzie sugli impegni assunti come nazione? Perché bisogna cancellare dall’orizzonte ogni speranza di cambiamento e vanificare la partecipazione (persino le elezioni) nel timore di recare fastidio al conducente? Mario Monti è molto più saggio dei suoi sostenitori, e nel dichiarare la propria disponibilità a restare premier oltre le elezioni del 2013, ha aggiunto: «Speriamo di no». …

Condividi

Errani «Noi i primi a tagliare i vitalizi Ora il governo vari il decreto», di Andrea Carugati

Sono giornate di fuoco per Vasco Errani, governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, finite nel mirino delle Procure in po’ in tutta Italia per le spese dei gruppi consiliari. Anche a Bologna la Procura ha aperto una indagine sulle spese del consiglio. E il rischio che le Regioni finiscano tutte in un unico calderone di discredito, sulla scia del Lazio dei Batman, è altissimo. Presidente Errani, che sta succedendo nella sua Emilia Romagna? «La magistratura ha aperto un’indagine conoscitiva. È giusto che siano fatti tutti gli approfondimenti necessari. La Regione, come sempre, darà piena collaborazione. L’assemblea ha delle regole: si verificherà se queste regole sono state applicate e rispettate. In ogni caso, l’Emilia Romagna è, come dimostrano i fatti, una Regione virtuosa e non può entrare nel frullatore». Può fare qualche esempio di questa virtù? «La nostra Regione, negli ultimi anni, ha fatto scelte molto nette in direzione della sobrietà e di una secca riduzione dei costi della politica, a partire dagli emolumenti, che sono di fatto i più bassi insieme a …

Condividi

Trasparenza nuova sfida dei partiti", di Federico Geremicca

Fa certamente sensazione, soprattutto se rapportata alla grandinata di scandali in arrivo da molte Regioni italiane, la nettezza con la quale la quasi totalità dei partiti ha rivendicato – dopo l’annunciata disponibilità di Mario Monti ad un nuovo mandato – il diritto della politica a tornare alla guida del Paese. Si tratta, infatti, di una rivendicazione che – pur essendo del tutto legittima – fa tuttora a pugni con la condizione in cui versa il sistema politico italiano, con la confusione che regna in materia di leadership e alleanze, e la persistente vaghezza (quando non peggio) sul piano dei programmi e delle cose da fare. Ciò nonostante, non è affatto da escludere che – dopo il voto della prossima primavera – sia appunto un governo sostenuto da una maggioranza politica a prendere in mano il destino del Paese. Del resto, stando ai più recenti sondaggi, è quel che chiede una parte non più minoritaria dell’elettorato. Che invoca, però – e questo è il punto – un rinnovamento profondo di uomini e modi d’agire, la riduzione …

Condividi

"Quei capannoni nel cratere dell’Emilia", di Rinaldo Gianola

«Adesso è dura. Arriva il freddo, tanta gente vive ancora nelle tende, dobbiamo trovare un’assistenza per le persone anziane. Però noi non ci arrendiamo, abbiamo le spalle larghe. Teniamo botta. Scrivilo, mi raccomando». Certo che lo scriviamo. Teniamo botta è un fior di programma, uno slogan efficace. Andrebbe bene non solo per l’Emilia Romagna colpita, offesa dal terremoto, ma anche per la nostra Italia debole, impaurita, incerta sul futuro.Potremmo prenderlo in prestito da Barbara Anconelli, dipendente della multinazionale delle vernici Cps, una coraggiosa striscia viola nei capelli e una maglietta assai british punk, che nel salone al piano di sotto della Camera del lavoro di Mirandola racconta i giorni difficili della ricostruzione e della ripresa di una grande comunità di persone, di famiglie, di imprese e di lavoro. Il sisma ha colpito il nostro cuore industriale, l’Emilia Romagna dei distretti produttivi, quel modello di sviluppo che tanto ha dato al Paese e che è stato ammirato e studiato in tutto il mondo, con i giapponesi che mandavano i loro migliori professori universitari per cercare di …

Condividi