Mese: ottobre 2012

Bersani: "Vince il patto progressisti-moderati", di Adolfo Pappalardo

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dice «bisogna evitare che alcune candidature solitarie, come in Sicilia, diventino pura testimonianza», perché i progressisti, ragiona, hanno un’ispirazione di governo e non di testimonianza. Imprimendo un’accelerazione per un patto con moderati e centristi e dando una stoccata a Vendola. «Insisto: la nostra proposta è quella di un’alleanza dei progressisti che si apra al confronto con le forze politiche e civiche moderate per ricostruire il Paese», dice l’ex ministro mentre viaggia in un mini tour tra Caserta, Avelli no e Benevento in vista delle primarie che «fanno bene ai partiti. Anche il Pdl dovrebbe farle a dispetto di un Berlusconi che si rimette in campo anche se quel campo oggi mi pare piuttosto malmesso». Segretario, addirittura una “cosa da pazzi” la vittoria in Sicilia. Ma vince l’astensione più che un partito. «Suvvia siamo seri: quella era solo una battuta. Ma la vittoria c’è perché in un mare di sfiducia bisogna riconoscere che il Pd e i suoi candidati sono all’incrocio dell’esigenza di cambiamento e di un nuovo governo. …

"Stop alla legge sulla diffamazione. Ostruzionismo PD", di Natalia Lombardo

Non solo un «bavaglio», il testo di legge sulla diffamazione sta diventando una vera museruola per la stampa, per di più rappezzata in mille modi. Un «pasticcio», a detta di molti senatori, una «legge mostro» per il Pd D’Ambrosio. Il ddl comunque ieri è stato rinviato in commissione Giustizia dopo che la discussione nell’aula del Senato si era impantanata sulla durata e le modalità dell’interdizione dalla professione, chiesta in modo più restrittivo dai pidiellini Balboni e Mugnai (uno degli avvocati berlusconiani). In un clima delirante, hanno riformulato la proposta ben sette volte, con sofismi tra «lo stesso reato» o il «reato della stessa indole» sul quale avrebbe dovuto decidere un giudice. Il rinvio è «un passo avanti», per il Pd, dopo che la stessa richiesta di un ripensamento sul ddl era stata bocciata per un voto lunedì. Ieri pomeriggio in commissione Giustizia i democratici hanno messo in atto una forma di ostruzionismo, prolungando i tempi della discussione, perché l’intero testo sia rivisto e non solo l’articolo 1. In realtà Domenico Nania, che presiedeva l’aula, sostiene …

"Quell’altrove culturale dove vivono gli studenti", di Marco Lodoli

«Io non esisto più, sono diventata invisibile», mi dice una professoressa con la voce spezzata e gli occhi umidi. «Entro in classe, comincio a spiegare e subito mi accorgo che nessuno mi ascolta. Nessuno, capisci? E così per giorni, mesi, forse per tutto l’anno. La mia voce non gli arriva, parlo e vedo le parole che si dissolvono nell’aria, e dopo un poco mi sembra che anch’io mi dissolvo, resta solo un senso di impotenza, di fallimento». Quante volte negli ultimi anni ho raccolto dai miei colleghi sfoghi di questo genere: professori di lettere, storia, filosofia, arte che si sono ben preparati per la loro lezione e che finiscono a parlare nel vuoto, come radioline lasciate accese in un angolo, e a poco a poco si scaricano, si spengono malinconicamente. Perché accade questo, perché sembrano saltati i ponti e le rive si allontanano sempre di più? A riguardo mi sono fatto un’idea. Finita, esaurita, muta, forse non proprio morta e sepolta ma di sicuro messa in cantina tra le cose che non servono più: la …

"Napolitano sferza i partiti: prendetevi le responsabilità e fate nuove regole", di Mariantonietta Colimberti

Ancora una volta, il capo dello stato ha gettato il sasso nello stagno. E lo ha fatto proprio mentre, più o meno esplicitamente, nelle forze politiche si andava diffondendo la convinzione che – volenti o nolenti – a votare si andrà con il Porcellum. Il testo Malan all’esame della commissione affari costituzionali del senato, infatti, che non piace al Pd, sta compiendo i suoi passi molto lentamente, ma soprattutto senza il sostegno di un vero accordo politico che lo espone a qualsiasi imboscata. Ieri, ad esempio, per un solo voto (assente l’Idv) è stato bocciato il doppio turno alla francese contenuto in un emendamento dei radicali votato anche dai dem. A dimostrazione di come la riforma apparentemente voluta dal Pdl e dall’Udc sia appesa a un filo. In una situazione siffatta, la prospettiva che tra una decina di giorni in aula arrivi un testo non condiviso è più che mai verosimile. Giorgio Napolitano, però, che della riforma della legge elettorale ha fatto una questione prioritaria, è tornato ieri a bacchettare le forze politiche, sgombrando il …

"Quando in gioco è il Paese", di Pietro Spataro

Dalla Sicilia arriva un bastimento carico di messaggi. Bisogna leggerli con attenzione per trarne le indicazioni giuste e per cogliere, oltre alle incognite, anche le possibilità che si aprono per evitare che l’Italia diventi un «clone greco». La vittoria (anche se di misura) di Rosario Crocetta è un fat- to straordinario e ci dice due cose. La prima: scegliendo le persone giuste e le alleanze adeguate si possono combatte- re anche battaglie che sembrano impossibili. Se una regione, dove la mafia è ancora un osso duro, ha il coraggio di affidarsi a un uomo che ha fatto della guerra contro i boss il centro della sua storia politica, vuol dire che ci sono, anche nelle zone più a rischio, gli anticorpi per resistere al declino. La seconda: il centrodestra perde pezzi consistenti del suo blocco sociale che aveva, proprio nell’isola, la sua cassaforte principale e non riesce più a contenere uno smottamento ormai catastrofico. Queste tendenze – che, diciamo la verità, erano abbastanza imprevedibili nella loro effettiva dimensione – possono favorire nuovi scenari. C’è una …

"Immigrati, i numeri e la realtà", di Giovanna Zincone

Radiografando l’immigrazione con occhi aperti al mondo, il Dossier Statistico Caritas anche quest’anno ci parla dell’Italia. Rende evidenti emergenze del presente, pecche radicate, problemi strutturali. Secondo le stime Caritas, un po’ più generose come sempre di quelle Istat, gli stranieri nel nostro paese sono 5 milioni, una cifra appena più alta dell’anno precedente. La crisi, quindi, ha diminuito solo di poco il tasso d’incremento degli ingressi, ma non ha ancora intaccato il totale dei presenti. Siamo ormai sopra alla media europea, e la rapidità con cui il fenomeno si è sviluppato specie nell’ultimo decennio ha generato contraccolpi. Stando a vari sondaggi, per gli italiani gli immigrati sono troppi. In questa opinione si profilano due pecche nazionali: la riluttanza a fare i conti con la realtà e l’incongruenza dei giudizi. Questi 5 milioni sono troppi rispetto a cosa? Non rispetto alle esigenze della nostra economia: gli immigrati sono circa l’8% della popolazione, ma il 10% della forza lavoro. Si tratta di una componente poco concorrenziale, collocata in larga misura nelle fasce basse dell’occupazione e del reddito: …