Mese: febbraio 2013

"Scienza gratis per tutti le scoperte solo sul web", di Elena Dusi

«I cittadini americani devono poter accedere alle ricerche scientifiche che sono state portate avanti grazie al loro contributo ». Se un esperimento ha usufruito di soldi pubblici, non potrà più essere coperto da tariffe o abbonamenti. La decisione appena presa dalla Casa Bianca sembra un deciso passo avanti verso la libera circolazione della scienza. MA È ancora poco rispetto a quel che chiedono i ricercatori. L’accesso gratuito agli studi scientifici finanziati con le tasse degli americani avverrà infatti solo un anno dopo la pubblicazione. Per i primi 12 mesi gli esperimenti potranno essere letti a pagamento. Dal giorno successivo entrerà in vigore quel regime di libera circolazione delle scoperte che i ricercatori cominciano a chiedere con una voce che ormai assomiglia a un boato. In Europa un provvedimento simile a quella della Casa Bianca è stato preso l’anno scorso dalla Commissione ed entrerà in vigore gradualmente a partire dal 2016. Ma prima di arrivare alla decisione è stata necessaria una petizione firmata da 13mila scienziati che si sono impegnati al boicottaggio di una delle più …

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"Così lavora un sindaco a 5 Stelle", di Paolo Scarpa

Il dialogo con il Movimento 5 Stelle sembra l’opzione scelta dal Pd per superare lo stallo politico dell’Italia del dopo-elezioni. Utile allora vedere come vanno le cose laddove la formazione di Beppe Grillo è al governo di una città. Un resoconto sui primi mesi della giunta Pizzarotti a Parma. L’ORIGINE DELLA VITTORIA Federico Pizzarotti è stato eletto sindaco di Parma al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra del 21 maggio 2012 con oltre il 60 per cento dei voti, dopo che al primo turno il Movimento 5 Stelle avevano ottenuto il 19 per cento. Il centrosinistra sulla carta era ampiamente favorito, a causa dello sfacelo provocato dalla giunta precedente di centrodestra, con arresti, scandali e un forte indebitamento del comune. La vittoria di Pizzarotti è ascrivibile a due cause principali: un bisogno diffuso di discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti di centrodestra e l’errore del centrosinistra nella scelta del candidato. Non insignificante anche il fatto che Pizzarotti fosse giovane, del tutto nuovo alla politica, mentre il suo avversario era il navigato presidente della provincia, politico di …

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"Se la propaganda fa i conti con la Costituzione", di Enrico De Mita

La proposta di trattenere il 75% delle imposte riscosse nelle regioni del Nord appartiene a una forma di propaganda che non è idonea ad essere proposta politica. Non è stata alla base del successo elettorale della destra nelle ultime competizioni elettorali. È una proposta di una piccola parte dello schieramento politico sulla quale non c’è stata discussione e accettazione delle forze che contano di più nel Nord. Basta qui ricordare che quando il centro-destra è stato al governo ha tentato una ipotesi di federalismo fiscale che è stato un autentico fallimento, soprattutto per mancanza di idee sui concetti di autonomia fiscale, di tributi propri degli enti locali e di partecipazione al gettito dei tributi erariali. La verità è che con proposte come quella di «trattenere le imposte riscosse» nel territorio di un indefinito Nord si allude a un’ipotesi di secessione sulla quale non c’è accordo di una larga parte dello schieramento politico. E, poi, la secessione, si realizza con la forza, non è una proposta politica che possa essere negoziata. Giuridicamente la vaghezza della proposta …

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#GrilloDammiFiducia, di Viola Tesi

Caro Beppe, scrivo a te e intendo parlare a tutti i nuovi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Mi chiamo Viola, ho 24 anni. Ho votato, e l’ho fatto con molta speranza, il M5S. Sono tra quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile: in un Paese solidale, più pulito e giusto, capace di tutelare i cittadini, il loro lavoro, l’ambiente in cui vivono. Io vorrei un’Italia in cui le persone tornino a essere cittadini e smettano di essere sudditi, un’Italia che rispetti i nostri sogni e li sostenga. Vi ho votati con queste speranze nel cuore. Il M5S ha ottenuto una vittoria alla quale in pochi credevano. Ma un sistema elettorale malato ha prodotto un risultato che non garantisce governabilità. Il mandato del Presidente della Repubblica Napolitano è in scadenza, le Camere non possono essere sciolte, non da lui: non si può tornare subito alle urne. Questo Parlamento avrà forse vita breve, ma non brevissima. Ti scrivo, e spero saranno in tanti a sottoscrivere questo mio appello, perché gli eletti del M5S hanno …

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"È in gioco l’unità del Paese", di Alfredo Reichlin

Cerchiamo di capire i massaggi molto seri e gravi che ci manda questo Paese. Essi interrogano non solo le capacità politiche di chi dovrà mettere insieme una maggioranza di governo, investono il pensiero sull’Italia di oggi e il sentimento di ciò che è in gioco. Spero che alla luce del terremoto elettorale sia più chiaro che cosa era (ed è) in discussione. Non una normale scelta tra progressisti e conservatori ma un problema costituente, di futuro della nazione. Il dilemma era chiaro. Non c’era (e non c’è) altra speranza di evitare un destino di decadenza e di marginalità rispetto al mondo nuovo che non sia quella di ricollocare il grande, ma sempre più dissipato patrimonio storico italiano (produttivo, culturale, di capacità umana), in una vicenda più vasta; che è la creazione di una federazione europea, cioè uno strumento senza il quale e fuori dal quale un Paese come l’Italia non ha le risorse per affrontare i suoi problemi. Insomma il rischio di finire ai margini del mondo nuovo e di non contare più niente. Questo …

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"Così le reti Mediaset hanno creato il voto Pdl", di Riccardo Di Grigoli

Le frequenze televisive incidono sul voto. Riuscire a sintonizzare il proprio apparecchio sui canali delle reti Mediaset ha consentito a Forza Italia di guadagnare negli anni numerosi elettori. A incidere sarebbe stata soprattutto l’esposizione a un modello culturale compatibile con la retorica berlusconiana, caratterizzata dall’assenza, almeno nei primi anni di vita di Fininvest, di programmi di informazione. Secondo una ricerca promossa da tre ricercatori (Ruben Durante, Paolo Pinotti e Andrea Tesei), nei comuni esposti ai canali Fininvest prima del 1985, quindi da più tempo esposte alle telenovelas e ai quiz degli esordi della tv commerciale, Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, ottenne una percentuale di voti più elevata nelle elezioni del 1994 della “discesa in campo” del Cavaliere. Il confronto viene effettuato con i centri raggiunti dai canali Mediaset solo dopo: l’effetto è, in media, di circa un punto percentuale. Quasi doppio al Sud e nei comuni più piccoli. Una differenza che persiste anche nelle successive elezioni del 1996, 2001 e 2006 (fino allo scioglimento di Forza Italia nel Pdl). Sembra quindi che …

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"Bersani replica agli insulti ma non cambia linea", di Maria Zegarelli

La doccia gelata arriva nel primo pomeriggio, sul blog: «Questo smacchiatore fallito ha l’arroganza di chiedere il nostro sostegno». Niente fiducia al Pd, avvisa Beppe Grillo mentre nel partito di Pier Luigi Bersani si ragiona attorno all’unico scenario possibile (ieri “benedetto” anche da Monti) per dare vita ad un governo: presentarsi in Parlamento con pochi ma incisivi punti programmatici e chiedere la fiducia anche e soprattutto al M5s. Grillo, a supporto delle cannonate che lancia, posta tutte le dichiarazioni del leader Pd contro il Movimento in campagna elettorale ma non basta a fermare l’onda di protesta della sua base per questa posizione di chiusura totale e al Nazareno non sfugge quello che succede sul web, il luogo dove oggi sembra essersi spostato il nuovo fermento della politica. «Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E li’ ciascuno si assumerà le proprie responsabilità», replica Bersani, ormai sotto il tiro del fuoco nemico e di quello amico (Scalfarotto lo invita a dimettersi, idem Civati che annuncia la corsa per la segreteria). …

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