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In pensione a 67 anni, ma con "Active ageing", di Anna Maria Bellesia

Pur rivolgendosi all’elettorato italiano, Monti ce lo dice in inglese. “Active ageing” fa molto più “Europe” (in inglese). Vuoi mettere rispetto a un banalissimo “invecchiamento attivo” nostrano che potrebbe perfino preoccupare gli elettori!
“È falso – dice – che per dare lavoro ai giovani sia necessario prepensionare gli anziani, ma è vero esattamente il contrario: i Paesi con tasso di occupazione degli anziani più alto sono anche quelli con tasso di occupazione giovanile più alto”.
Ecco la ricetta dunque: forti incentivi economici (sgravi fiscali e sgravi contributivi, sulla linea inaugurata con la legge Fornero) e normativi se si assumono cinquanta-sessantenni, maggiore flessibilità nella fase 62-67 anni, con possibilità di combinare part-time con mezza pensione. Veramente questa possibilità c’era già, ma in futuro sarà spostata più avanti negli anni.
Insomma i docenti italiani, la cui età media è fra i 50 e i 60 anni, si rassegnino all’“Active ageing”, invecchiando attivamente ancora per molti anni nelle loro scuole. Naturalmente aumentando la produttività e la flessibilità.
Immaginiamo come. La didattica sarà sempre più personalizzata, con attenzione ai bisogni educativi di ciascuno. L’insegnante dovrà farsi in 30-60-90 (tanti quanti sono gli studenti che ha in carico e con cui deve relazionarsi “produttivamente” in un giorno). Dovrà capire ogni minimo segnale di disagio dei suoi alunni, prendersene cura e ricorrere ad ogni sua risorsa professionale per farvi fronte. Dovrà padroneggiare le tecnologie e farsi “facilitatore” di conoscenze strutturate. Dovrà essere disponibile e aperto verso genitori sempre più aggressivi (v. le cronache recenti). Le classi diventeranno open groups in open space, si utilizzeranno open educational resources con la metodologia del bottom-up.
I docenti dovranno aprirsi alle novità, diventare flessibili dalle 8 di mattina alle 8 di sera, e guai a protestare per difendere “privilegi” da ancien regime e “interessi corporativi”. E chi è ancora abbastanza giovane non si dimentichi di “finanziare volontariamente una forma di previdenza complementare”, perché adesso funziona così, lavorare di più per prendere di meno.
Buon “Active ageing” a tutti.

da latecnicadellascuola.it

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Nino
Ospite

Scusate l’errore volevo scrivere 31/12/1951 e 01/01/1952

Nino
Ospite
Come puo’ essere ritenuto competente, giusto e credibile chi ha fatto si che con la riforma delle pensioni non si sia tenuto conto del caso che cito con enfasi, ma esplicativo, dei due gemelli prossimi alla pensione(ma possono essere anche lavoratori per nulla imparentati).Quello nato entro la mezzanotte del 31/12/2011 autorizzato alla pensione con 36 anni di lavoro .Quello nato il 01/01/2012 con 42 e vari mesi! In questa riforma abbiamo superato la Germania .Percio’all’ “active ageing” io sostituisco, andando a prestito dal povero Toto’e dal congiuntivo di Fantozzi: Ma mi faCCI il piacere! …. per non dire di peggio.
Silvana
Ospite

Concordo esattamente su tutto!
…..E mi piacerebbe sapere in quanti la pensano allo stesso modo!…..
Saremmo anche stanchi di sentirne sparare una nuova ogni giorno , sulla pelle dei Soliti Noti!
Quanti Doveri sono bravi a citare! Ma i Nostri Diritti Acquisiti, Chi ce li ha tutelati?… DUNQUE?…..

Marcello Palattella
Ospite

Ovviamente questo insegnante superman, Monti continuerebbe a pagarlo come uno sguattero, vero? Bene, mi auguro che questo malato di mente venga ridimensionato il 24-25 febbraio e scompaia nel nulla con la coda tra le gambe!!!!!!!!

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