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“Cassa in deroga firmato il decreto. Pronti 550 milioni”, di Valerio Raspelli

Mentre il Pd presenta un dossier con gli ultimi dati sulla crisi, il ministro Saccomanni e Giovannini firmano il decreto sugli ammortizzatori in deroga che assegna 550 milioni a Regioni e Province autonome per la concessione o la proroga della cassa integrazione in deroga per il 2013 ai lavoratori delle aziende in crisi. L’importo, che trova copertura nel Fondo sociale per l’occupazione, comprende il trattamento di sostegno al reddito e il riconoscimento della contribuzione figurativa.

TRE PUNTI CHIAVE Un provvedimento atteso e dovuto, specie se si guarda al dossier presentato ieri dall’associazione Lavoro e Welfare. Negli ultimi quattro anni l’occupazione in Italia è scesa, in valori assoluti, da 23 milioni e 376mi1a a 22 milioni e 919mila unità. Un calo di 465mila lavoratori, che rappresentano il 2 per cento. Occorre evidenziare che, nel solo quadriennio 2008-2012, il calo dei lavoratori dell’industria (senza le costruzioni) è stato di 392.562 unità lavorative. E questo nonostante il fatto che il numero delle persone in età di lavoro sia nel frattempo aumentato di circa 500mila unità. Sintetizzando: più aspiranti lavoratori, meno posti di lavoro. Matteo Colaninno, responsabile Economia del Pd, Cecilia Carmassi responsabile Lavoro del Pd e Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera hanno illustrato i dati ieri in una conferenza stampa. «Abbiamo ritenuto – spiegano – fosse utile illustrare, a grandi linee, il tema della crisi analizzando nel dettaglio la situazione attuale ed evidenziando l’andamento di occupazione e cassa integrazione dal 2008, anno di inizio della recessione economica, ai giorni nostri. Con questi dati la crisi cessa di essere generica ed astratta, e quindi per certi versi distante, e diventa tangibile». Una situazione di tale gravità impone, dicono i parlamentari, «l’adozione di misure coerenti di carattere generale per gli ammortizzatori sociali e le politiche attive per il lavoro, insieme con interventi specifici per i settori e i territori maggiormente in preda alla crisi e un piano straordinario per l’occupazione». Tre i punti chiave su cui intervenire, indicati da Colaninno: internazionalizzazione, capitalizzazione e innovazione, per crescere e reggere la concorrenza in una economia globalizzata. Il responsabile economico del Pd ha evidenziato due punti positivi, ossia la disponibilità ad ampliare i rimborsi dello Stato alle imprese in debito con la Pa, e la maggiore flessibilità di bilancio annunciata da Barroso per il 2014. Sul fronte del lavoro non ci sono soltanto i dati drammatici contenuti nel dossier. È di ieri la notizia della condanna dell’Italia, da parte dell Corte europea di giustizia per l’incompleta applicazione dei principi Ue in materia di diritto al lavoro per le persone disabili. La condanna della Corte segue una procedura di infrazione avviata perché «le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione dalla normativa italiana non riguardano tutti i disabili, tutti i datori di lavoro e tutti i diversi aspetti del rapporto di lavoro». Il nostro Paese deve adeguarsi, altrimenti rischia pesanti multe. Si potrebbe cominciare, propone la Cgil, dall’abolizione dell’articolo 9 della legge 138/11 (la cosiddetta manovra di ferragosto targata Tremonti-Sacconi): «Quella legge – spiega Serena Sorrentino – sterilizza le norme sul collocamento per i disabili e ripropone il rischio dei reparti confino».

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