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“Ai congressi locali votano solo gli iscritti”, di Vladimiro Fruletti 

Via l’automatismo fra segretario e candidato premier. Congressi dei circoli, di federazione e regionali solo fra gli iscritti e prima di quello nazionale. Elezione del segretario nazionale attraverso l’albo degli «aderenti», non più degli «elettori» del Pd. Dimezzamento dell’assemblea nazionale (da mille a 500 persone) che sarà in parte scelta dai territori. In estrema sintesi è questa la proposta che il responsabile organizzazione del Pd, Davide Zoggia, ha in mente per il prossimo congresso. Una riforma, rispetto ai congressi di Veltroni e Bersani, che necessariamente dovrà passare attraverso la modifica di varie norme statutarie. E quindi dal voto a maggioranza assoluta dei componenti l’assemblea nazionale.
Del resto i cambiamenti sono sostanziali. Perché non si cambia solo la norma che prevede che il segretario sia anche candidato premier («è cambiato lo scenario politico e il segretario potrebbe farlo anche per 3 anni se il governo dura» esemplifica), ma tutto il rapporto fra leader nazionale e base. Per Bersani (e gli avversari Franceschini e Marino) c’era stato prima il voto nei circoli, dei soli iscritti, e poi le primarie aperte a tutti. Questa volta il segretario nazionale sarebbe eletto dopo i congressi di base. In più mentre l’altra volta i segretari regionali erano collegati ai candidati alla segreteria nazionale e erano stati scelti con le primarie, questa volta verrebbero eletti solo dagli iscritti e separati dalla sfida nazionale. In più l’assemblea nazionale che prima era eletta in base alle liste collegate al candidato segretario nazionale e la cui composizione quindi era proporzionale ai voti presi da ciascun candidato alla segreteria, domani verrebbe scelta per «il 40-50%» dai territori, cioè dai soli iscritti. Quindi tramite la sfida nazionale, cioè dagli elettori alle primarie, ne verrebbe eletto il restante 60-50%. Ed è l’assemblea che poi elegge la direzione nazionale.
Inoltre alle primarie ci sarebbe l’albo degli «aderenti» come lo definisce Zoggia. Non degli elettori perché, appunto, non ci sarà più da scegliere oltre al segretario anche il futuro candidato premier. Quindi chi vorrà votare, oltre a versare un contributo (2-3 euro, «5 mi sembrerebbero troppi», dice), dovrà sottoscrivere un manifesto di adesione ai valori e ai principi del Pd. Una specie di comune minimo denominatore ideale che sarà condiviso anche dai candidati alla segreteria. Un segnale di unità pur nelle differenti opzioni che ogni candidato proporrà nella propria mozione congressuale.
Quanto agli iscritti (oggi sono circa 500mila, nel 2009 erano 750mila) Zog-gia spiega che si potrà prendere la tessera anche prima del congresso del proprio circolo. Ma non la mattina stessa, «non un’ora prima, perché i controlli vanno fatti. Diciamo 15 giorni prima. Se si vota il 30 novembre, quindi almeno il 15 novembre si dovrà essere iscritti».
Il pacchetto insomma è complesso. Ma «i tempi ci sono» assicura Zoggia che già martedì vedrà i segretari regionali per presentargli queste idee. Sempre in settimana, probabilmente giovedì, poi è prevista la riunione della commissione che sta studiando le regole che entro lunedì 21 dovrebbero essere ufficialmente partorite. Il via libera formale poi avverrà alla direzione nazionale del Pd convocata per il 31 luglio. Non caso il giorno dopo la prevista sentenza della Cassazione su Berlusconi. Perché la premessa su cui si regge tutta la road map studiata da Zoggia è che «la situazione politica non cambi». È ovvio cioè che in caso di crisi del governo tutto lo scenario cambierebbe.
Ma stando così le cose l’intenzione è di celebrare il congresso, come promesso dallo stesso Epifani, entro l’anno. «Andare oltre – spiega Zoggia ai segretari di circolo della Toscana- sarebbe un problema visto che avremo da affrontare le elezioni amministrative». Da qui l’indicazione del 15 settembre per la riunione dell’assemblea nazionale chiamata a modificare lo statuto. E poi dal primo al 15 ottobre (indicativamente) il tempo per depositare ufficialmente le candidature alla segreteria nazionale. A seguire i congressi di circolo, quelli di federazione e, nelle intenzioni di Zoggia, anche quelli regionali. Infine la sfida, e saremo a dicembre, per la leader- ship nazionale.
LE INTENZIONI DI RENZI
Tempi che sembrerebbero coincidere con le intenzioni di Renzi che ha già prenotato per il 27 ottobre la stazione Leopolda di Firenze per quello che s’annuncia come l’avvio della sua corsa alla segreteria nazionale. Difficile però che il sindaco dia il suo ok alle proposte di modifiche statutarie ideate da Zoggia. Anche perché, casomai vincesse il congresso, rischierebbe di trovarsi senza maggioranza né nei territori, dalle regioni in giù, né negli organismi dirigenti nazionali.

L’Unità 14.07.13

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roberto
Ospite

credo che debbano votare anche i non iscritti ai congressi dei circoli, e li che si esprime veramente le nuove idee e non soffocate dagli unti soliti del signore. prima vediamo lavorare all’interno dei cirdoli poi si prende la tessera. Vedi cosa è successo con le elezioni di Bersani. E’ stato tredito proprio dai circoli

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