Mese: agosto 2013

“E ora i Cinquestelle il «vaffa» se lo dicono tra loro…”, di Andrea Carugati

C’era una volta il «Vaffa» destinato alla Casta, a Pd e Pdl, ai giornalisti e a tutti i nemici veri o presunti del Movimento 5 stelle. Quel grido era partito da piazza Maggiore a Bologna l’8 settembre del lontano 2007 e ieri, per la prima volta in pubblico, si è sprigionato dentro lo stesso movimento. L’autrice è Laura Bottici, pugnace questore del Senato, considerata uno dei falchi. Ma il messaggio, appunto il «Vaffa» destinato ai colleghi «aperturisti», «dialoganti», o comunque più morbidi, è stato prontamente rilanciato via Facebook da Claudio Messora, responsabile della comunicazione dei grillini al Senato. Ecco il Bottici pensiero: «Oggi abbiamo un governo Pd che protegge il pregiudicato Berlusconi in accordo con il Pdl e alcuni senatori del M5S escono sui giornali affermando che sarebbero disposti ad appoggiare un governo Letta bis per fare la legge elettorale nuova…». «Pensate veramente che il Pd possa ascoltare i vostri consigli? Se le risposte sono positive vi invito a unirvi a loro e trasferire il virus della buona politica anche a loro, per il resto …

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“Anticipare al 2013 la Service tax sulle case di pregio” di Massimo D’Antoni

Chi ha vinto e chi ha perso sull’Imu? L’uso delle metafore bellico-sportive in questi casi non aiuta. La negoziazione nell’ambito di un governo di grande coalizione prevede necessariamente che ciascuna delle parti sia disposta a cedere qualcosa. Il fatto è che larga parte del centrosinistra non ha ancora elaborato la mancata vittoria di febbraio e la decisione di dar vita ad un governo di compromesso, ogni decisione del quale rinnova le ferite aperte. Si aggiunga che anni di retorica sull’elezione diretta del governo rendono difficile accettare un dato di realtà ovvio di una repubblica parlamentare: governo e partiti che lo sostengono non sono tra loro identificabili. Solo così possiamo spiegarci il senso di frustrazione diffuso tra gli elettori di centro sinistra, e una certa difficoltà a riconoscere, tra il bianco e il nero, la gamma dei grigi. Va detto che nella vicenda dell’Imu Berlusconi partiva da una situazione di obiettivo vantaggio: l’accoglimento della sua richiesta di abolire l’imposta sulle abitazioni principali può essere presentato oggi come una vittoria, ma il mancato accoglimento gli avrebbe consentito …

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“Maturità, al Sud i voti più generosi”, di Leonard Berberi

Le polemiche, attese, non sono mancate. Le curiosità nemmeno. Così come le conferme, stavolta supportate da migliaia di informazioni. La prima, su tutte: al Sud è molto più «facile» diplomarsi con un voto alto. Altissimo, in certi casi. E se non ci fosse stato quel vincolo dell’«ottantesimo percentile» — aggiunto dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza — forse ora avremmo migliaia di studenti del Mezzogiorno con in tasca già 8, 9, 10 punti di bonus ancora prima di effettuare il test d’ammissione all’università. Staccando così i colleghi del Nord che da tempo accusano di essere penalizzati dal punteggio finale perché al Settentrione «le commissioni danno voti più bassi». La preoccupazione è legittima. Due o tre punti in più alla prova d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso potrebbero far avanzare nella graduatoria finale anche di mille o duemila posti. A confermare il divario sul voto del diploma tra i due estremi geografici dell’Italia — dopo le indagini e i risultati Invalsi — sono i dati pubblicati ieri dal ministero dell’Istruzione sul sito www.universitaly.it che tengono conto …

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“Lavoro, reddito, tempo libero È il Piemonte la regione rosa Lombardia e Veneto scivolano sotto la media nazionale”, di Corinna De Cesare

Se state decidendo in quale parte d’Italia vivere, pensateci bene. Perché a seconda della Regione, essere uomo o donna può cambiare radicalmente le cose: si possono avere più possibilità in tema di lavoro, reddito, potere decisionale e tempo. Mentre il governo sembra ormai aver rinunciato a un ministero per le Pari opportunità, Banca d’Italia pubblica un’analisi che svela quanto pesa il cosiddetto «gender gap». Il rapporto, firmato da Monica Amici e Maria Lucia Stefani, applica il «gender equality index» a livello locale: partendo da uno studio europeo, l’indice calcola l’uguaglianza di genere nelle varie Regioni. Le studiose lo hanno applicato per la prima volta (scala da zero a uno) da Nord a Sud elaborandolo sui quattro temi di cui sopra. Il risultato? Se l’Italia ha ancora molto lavoro da fare in tema di pari opportunità, alle Regioni non basta lo straordinario. Fermo a un punteggio di 0,30 nel 2005, nel 2010 il nostro Paese è migliorato di poco arrivando a un indice di uguaglianza di genere di 0,36. Più virtuoso il Nord Ovest (0,43), seguito …

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“Siria, i timori della Bonino”, di Antonella Rampino

Con i fantasmi dell’Iraq che agitano sul proscenio tutto il carico di marchiani errori e vergognose bugie ancora vivo nella coscienza delle opinioni pubbliche europee, l’intervento in Siria sembra ormai certo, anche se la guerra americana si derubrica a strike. Le Grandi Potenze, dopo la spettacolare débâcle di David Cameron che ai Comuni non trova né il consenso tory né quello labour, sembrano -come disse Emma Bonino- pulci di fronte alle emergenti potenze arabe e ai loro inesauribili petrodollari. Ad averla vista giusta, più della Francia di Hollande mossa ancora dall’idea di riscattare il proprio onore dall’antico atto mancato di Léon Blum in difesa della Spagna repubblicana dai franchisti, sembra essere una «potenza intermedia», secondo l’eufemismo che si usa per l’Italia -un peso leggerino- nel contesto internazionale. Le cause, saranno pure tutte arcinote e necessitate da intrinseca debolezza, ma sono state maneggiate con lungimiranza geo-strategica. Emma Bonino, ministro da poco più di cento giorni, conosce dal vivo e come pochi altri politici quella regione del mondo e ha subito avvertito il rischio che una guerra …

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“La bella Italia che vorremmo”, di Michele Serra

Una ricercatrice, un Nobel per la fisica, un direttore d’orchestra, un architetto. Tutti e quattro di fama mondiale. Per dare lustro alle istituzioni il presidente della Repubblica non ha scelto neppure un politico. Come se il solo possibile antidoto all’idea depressa che l’Italia ha di se stessa fosse cambiare radicalmente prospettiva. Volgere le spalle ai palazzi del potere e cercare il valore nelle avventure individuali di italiani operosi ed eccellenti. Artisti e scienziati spesso capiti e apprezzati prima all’estero che in patria. Al di là dei nomi dei quattro senatori a vita (il cui calibro è comunque cento volte maggiore di molti degli esponenti politici che ne commentano la nomina), nella scelta di Napolitano ciò che colpisce è questo compatto rivolgersi “altrove”, a un’Italia cosmopolita e dunque sprovincializzata, che ha vissuto, lavorato, avuto fama e successo a distanza siderale dalle beghe miserabili che paralizzano la vita nazionale, e che cento metri oltre i nostri confini paiono insignificanti, penosi dettagli rispetto al battito del mondo. Che magari sa cosa accade a Parigi o a Londra o …

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Letta: «Non è il governo che sognavo. Farò di tutto per evitare aumenti Iva», di Nini Andriolo

«Voglio impegnarmi per un Partito democratico più unito, più grande e in grado di vincere perché dopo le prossime elezioni non si faccia più un esecutivo di larghe intese…». Enrico Letta si candida per guidare il governo del futuro, quello di centrosinistra che piace al popolo democratico che affolla il tendone della festa. E mentre Renzi si propone da Forlì per governare il Pd, il premier tocca le corde giuste per superare l’esame di chi affolla il tendone dedicato a Sandro Pertini della festa di Genova, microcosmo di un partito che vuole tornare a vincere per cambiare il Paese. Letta cita argomenti e nomi appropriati e suscita applausi, ripetuti, affettuosi e convinti: Giorgio Napolitano, Cecile Kyenge, i leader progressisti europei seduti in prima fila. Guglielmo Epifani che sale sul palco alla fine dell’intervento del premier e saluta battendo assieme a «Enrico» le mani alla gente. Per il premier una lunga giornata in città prima dell’intervista pubblica nella cittadella democratica installata nel Porto antico, ristrutturato dal genovese Renzo Piano che – lo ricorda il governatore della …

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