Mese: Agosto 2013

“Un passo avanti con incognite”, di Ruggero Paladini

L’accordo sull’Imu avviene in un clima politicamente molto difficile Da quanto hanno detto Letta e i suoi ministri la prima rata sulla casa di residenza (finora solo sospesa) scompare, mentre la situazione è più incerta sulla seconda rata, per la quale c’è un impegno di eliminazione ma con problemi di copertura. È sicuro in- vece l’Imu verrà poi sostituita (a partire dall’anno prossimo) dalla Service tax, che assorbirà la Tares, l’imposta che finanzia la nettezza urbana. È’ chiaro che un prezzo alle richieste del Pdl è stato pagato, e che un governo di rinnovamento avrebbe fatto scelte molto diverse. Non bisogna scordarsi che quando s’impegnano delle risorse pubbliche in una direzione, si annullano altre scelte possibili, cioè nel caso specifico interventi sull’Irpef a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati di reddito medio-basso. Il provvedimento illustrato dal premier Letta stanzierà delle risorse anche per una parte degli esodati e cassintegrati, ma necessariamente con risorse più limitate, oltre a rinviare l’aumento dell’Iva anche per l’ultimo trimestre. Angelino Alfano ha già trovato il modo di presentare il …

“Imu «prima casa » cancellata in tre tappe”, di Marco Mobili e Marco Rogari

Con un decreto legge il Governo ha deciso l’abolizione dell’Imu, che avverr à in tre passaggi: la cancellazione della rata di giugno (già sospesa) sulla prima casa, quindi lo stop alla rata di dicembre con la futura legge di stabilità e infine il passaggio alla service tax dal 2014. Letta: «Ora possiamo guardare al futuro del Governo con maggiore fiducia». L’Imu finisce in soffitta. Ma per cancellarla definitivamente occorrerà attendere il completamento di un’operazione in tre tappe. Che scatta subito per le abitazioni principali, per i terreni agricoli e le case rurali con l’immediato azzeramento della rata di giugno, fin qui congelata, per la quale sono già disponibili i 2,4 miliardi di risorse necessarie. E che prevede la cancellazione anche del versamento di dicembre, ma per il momento solo sulla carta seppure con un impegno politico su cui è d’accordo tutta la “strana maggioranza” che dovrà tradursi nell’individuazione di altri 2,4 miliardi con un prossimo decreto da collegare a met à ottobre alla legge di stabilità. La terza fase prenderà poi il via il 1° …

“Salvi 6500 esodati. Cassa integrazione, c’è mezzo miliardo”, di Antonio Pitoni

L’ emergenza doveva essere affrontata. Disinnescando la bomba sociale che, tra cassa integrazione in scadenza e lavoratori intrappolati nel limbo degli esodati, rischiava di esplodere tra le mani del governo. E nonostante la coperta decisamente corta a disposizione, alla fine le risorse necessarie sono state trovate. In gran parte con tagli di spesa, per il resto ricorrendo alla leva fiscale sulle imprese operante nel settore dei giochi e delle scommesse. In tutto, 1,2 miliardi rastrellati nelle pieghe del decreto-Imu per la copertura delle misure adottate ieri dal Consiglio dei ministri. A dare un titolo alla giornata ci ha pensato allora il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini: «I più deboli al centro del decreto legge varato dall’esecutivo». Nel dettaglio, 500 milioni saranno destinati al rifinanziamento della Cig (2,5 miliardi il totale degli stanziamenti nel 2013), altri 700 (spalmati però tra il 2014 e il 2019) daranno respiro agli esodati, quei lavoratori cioè senza più impiego né pensione, prodotto (distorto) della riforma Fornero. Come chiarito dal premier Enrico Letta ne beneficeranno circa 6.500 …

“Il nodo irrisolto della destra”, di Michele Prospero

Dopo i giorni del ricatto, che spruzzavano venti di tempesta su un esecutivo malconcio che pareva ormai alla deriva, sono arrivati per la destra i momenti del trionfalismo più smisurato. Falchi e colombe fanno tra loro a gara nel cantare vittoria e nel promettere una più agevole navigazione della legislatura ora che è pervenuto l’annuncio fatidico della abolizione dell’Imu. I provvedimenti varati dal governo diventano quindi l’occasione per il Pdl di un repentino (e alquanto propagandistico) cambio di rotta. Alle minacce di far saltare tutto in aria, in assenza di segnali chiari sulla sorte di Berlusconi, seguono gesti di euforica esultanza, che paiono però degni di miglior causa. Il positivo compromesso, raggiunto a fatica nel consiglio dei ministri di ieri, non autorizza la destra a mettere delle bandierine di propaganda su misure molto attese, che si tramutano maldestramente in un simbolo partigiano da vendere nel marketing politico. L’Italia continua ad essere una polveriera sociale (circa dieci milioni di persone sperimentano il cupo male di vivere indotto dalla disoccupazione, dalla precarietà, dalla incertezza) e i consumi …

“Se la Costituzione viene dimenticata”, di Gianluigi Pellegrino

Il maggior danno che si sta facendo al Paese è quello di dare per plausibile ciò che pacificamente non lo è. Plausibile che un Parlamento violi smaccatamente un norma anticorruzione che ha appena approvato. Plausibile chiedere al capo dello Stato di abbuonare la pena ad un conclamato evasore fiscale, plurinquisito e pluricodannato in vari gradi di giudizio. E questo perché è «un leader politico al quale assicurare agibilità», costituzionalizzando cosi il principio che fare politica garantirebbe uno statuto legale privilegiato, una minore soggezione alla legge. E dimenticando che il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale (art. 87 della Costituzione) e non può certo mettere i suoi poteri a servizio della pretesa di una parte politica che abbia pure il dieci, il venti o il trenta per cento dei voti. I pareri affannosamente depositati ieri dalla difesa di Berlusconi in realtà già nel loro affastellarsi e nello sforzo comprensibilmente titanico dei redattori, finiscono con il dar conto di come davvero non vi sia nessuno spazio per il Senato, di non dichiarare la dovuta decadenza dal seggio …

“Un altro sparo nel buio”, di Rocco Cangelosi

I venti di guerra sono tornati a soffiare violentemente verso la Siria. Il discorso del segretario di Stato americano John Kerry, pronunciato ieri, aveva tutta l’aria di un ultimatum e sembrava preannunciare una decisione già presa. Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia nel giro di 48 procederanno probabilmente ad attaccare la Siria. Ma se l’intervento militare è ormai scontato, non si riescono a comprendere le finalità e le modalità dell’attacco. Secondo le ultime informazioni si procederebbe con bombardamenti dall’aria e dal mare, utilizzando droni e missili, nell’intento di creare una no fly zone come avvenne con l’Iraq di Saddam Hussein. Ma è proprio il precedente dell’Iraq che desta le maggiori perplessità sia per quanto riguarda la solidità delle prove esibite o ancora da esibire sull’uso da parte dell’esercito siriano di armi chimiche, sia per quanto riguarda gli obiettivi che si intenderebbero perseguire nei confronti del regime di Damasco, facendo ricorso alla forza. Ancora una volta la politica medio orientale americana, apparsa inconsistente e contraddittoria di fronte ai recenti avvenimenti in Egitto, sembra destinata a finire …

“Quella legge non è da buttare”, di Francesca Izzo

Su questioni come la violenza contro le donne e i femminicidi, i toni netti e trancianti non sono certo i più adeguati. E questo vale anche per il giudizio sull’attuale decreto governativo all’esame del Parlamento. Il movimento Snoq, molto responsabilmente, non lo ha osannato alla sua uscita e non lo rigetta ora che inizia il suo iter parlamentare. È in corso al suo interno, come racconta l’Unità del 26 agosto, una discussione vivace e non potrebbe essere diversamente, trattandosi di un movimento articolato, composito, plurale. Ma alcuni punti fermi mi pare utile richiamarli. La lotta alla violenza è sempre stata una priorità nell’azione di Snoq, un’azione che mira a modificare la cultura e le modalità con le quali combatterla. Quando, in un clima di rassegnazione dell’opinione pubblica, lanciammo l’appello Mai più complici nel maggio 2012, (contribuendo a diffondere la parola femminicidio nel linguaggio dei media e ottenendo un larghissimo sostegno di donne e uomini) volevamo che tutti comprendessero che i femminicidi e la diffusa violenza contro le donne non erano frutto di una loro antica …