Mese: settembre 2013

“I diversamente berlusconiani”, di Francesco Merlo

Alfano “diversamente berlusconiano” sembra il Sordi dell’otto settembre: «Inaudito. L’alleato è passato al nemico». Di sicuro nessuno ha il linguaggio degli Scilipoti e dei Di Gregorio, ma tutti hanno quello della sofferenza vera. Certo, il «siamo e restiamo berlu- sco-nia-ni» ci fa sorridere perché è un paradossale rimprovero a Berlusconi di non essere più berlusconiano, con l’idea pasticciona e comica che il vero Berlusconi sono loro. E tuttavia il loro lessico non è da traditori ma da traditi e da umiliati. Cicchitto, per esempio, che è stato il primo a tirare fuori la testa dalla trincea, si sente ferito, non solo nella sua intelligenza e nella sua storia, ma anche nella sua qualità di consigliori: «Una decisione così importante non si può prendere senza discuterne con il gruppo dirigente», cioè con lui. E si capisce che Cicchitto, come dice, resterà con Berlusconi, o per lo meno con il Berlusconi a immagine e somiglianza di Cicchitto, il quale a sua volta pare diventato improvvisamente Habermas e dunque non più fedele a quell’altro Berlusconi al quale giura …

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“Università, decreto di programmazione: stop all’apertura di nuovi atenei”, di Corrado Zunino

Un ministro dell’Istruzione iperattivo, malgrado i venti di crisi che soffiano sul governo, ha firmato la nuova versione del decreto sulla programmazione triennale (2013-2015) delle università. Dice alcune cose importanti, il decreto ministeriale. Dice che in Italia non ci sono le condizioni per aprire nuove università pubbliche: le sessantotto esistenti (più tre promosse da enti pubblici non statali) sono sufficienti, e sufficientemente indebitate. Un nuovo ateneo potrà nascere solo da una fusione: uno al posto di due, come già è accaduto con l’Università di Modena e Reggio Emilia. Maria Chiara Carrozza non ha cancellato alcuna università (in Grecia, per confronto, ne sono state cancellate otto), ma ha scritto che i finanziamenti di Stato arriveranno tenendo conto delle sforbiciate che i singoli atenei daranno ai loro rami secchi: corsi di laurea senza pubblico e con scarso appeal per il mondo del lavoro, corsi di laurea realizzati oggi in sedi decentrate. Il blocco ai nuovi atenei riguarda anche le “realtà telematiche”. La possibilità di aprire nuove università private sarà invece “subordinata a un rigido controlli del ministero”. …

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“La via Emilia ferita dal terremoto riprende la marcia”, di Aldo Bonomi

Continuo a cercare, per continuare a capire la metamorfosi, territori resilienti, capaci di adattarsi al trauma del cambiamento, smart land e piattaforme produttive che intrecciano funzioni urbane e distretti produttivi in cambiamento e geocomunità di area vasta dove cambiano e si evolvono le comunità locali fatte di campanili, capannoni e il Comune, con il sindaco a cui si torna per ricercare uno spazio di posizione adatto al competere. La via Emilia, la piattaforma emiliana che va dalla logistica di Piacenza fino a Bologna mi pare terreno fertile per i miei microcosmi. Nel 2011, dentro la crisi, rappresentanze del lavoro e delle imprese in mutamento e la Regione si impegnarono per un patto per la crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. È di questi giorni il rappresentarsi in fiera, al Cersaie, di un distretto storico, quello ceramico di Sassuolo, che si evolve aprendosi agli investimenti stranieri, senza con questo perdere identità produttiva locale e anzi usando i flussi in entrata per aumentare i flussi in uscita. Per il mutamento della comunità locale basta citare Novellara, che tiene assieme, …

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“Dignità”, di Roberto Napoletano

Il comportamento di Silvio Berlusconi non è dignitoso e suggella un’esperienza politica che si chiude sotto il segno di un permanente conflitto di interessi. Invece di occuparsi di cose serie (il lavoro che non c’è e il risparmio da proteggere) chiede al “suo” partito di spendersi in toto per occuparsi dei problemi giudiziari di una persona (cioè lui) che ha avuto tre gradi di giudizio per difendersi e rifiuta il verdetto finale ponendo se stesso (grave) e l’Italia (gravissimo) fuori dalle regole dello stato di diritto. Questa è la realtà. Sbaglia Berlusconi (molto) e sbaglia (soprattutto) chi nel suo partito lo incoraggia o gli va dietro voltando le spalle al Paese e confermando l’impronta padronale di una forza politica che rischia di congelare sotto una cappa nefasta la rappresentanza di istanze di centro e di centrodestra attente alle vere emergenze degli italiani e ancora molto diffuse nel corpo vivo del Paese. Due anni fa l’Italia era uscita da tutti i portafogli e questo giornale si è assunto la responsabilità di segnalarlo con un titolo a …

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“Una stangata da 210 euro a famiglia e può tornare in ballo la prima rata Imu”, di Valentina Conte

Una stangata da 3,7 miliardi. Che può salire a 7 miliardi. Questo il conto immediato scaricato su famiglie, lavoratori e imprese dalla grave crisi politica aperta ieri dalle dimissioni dei ministri pdl. Il rincaro dell’Iva (dal 21 al 22%, a partire da martedì) e il saldo natalizio dell’Imu sulle prime case, entrambe misure ormai inevitabili senza un governo al timone, insieme valgono 3,7 miliardi. E cioè circa 210 euro in media nei prossimi tre mesi: 65 di Iva, 145 di Imu. Ma se il caos politico portasse a un cambio di maggioranza o allo scioglimento delle Camere, il forte rischio di non convertire il decreto Imu in tempo – quello che cancellava la prima rata, rifinanziava la Cassa integrazione in deroga, copriva altri 6.500 esodati – farebbe balzare quel conto a 7 miliardi. Obbligando gli italiani a pagare per intero tutta l’Imu. Lasciando i lavoratori senza Cig, gli esodati scoperti da gennaio e le imprese orfane di altri 7 miliardi di crediti che lo Stato in quel decreto si impegnava a saldare. Inoltre, privi di …

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Camusso: «Difendere le istituzioni. Berlusconi suscita orrore», di Rinaldo Gianola

«Siamo agli ultimi giorni di Pompei, c’è Berlusconi invece del vulcano». Susanna Camusso, leader della Cgil, trova una battuta amara parlando con l’Unità appena dopo la notizia delle dimissioni dei ministri Pdl dal governo. «Questa decisione conferma che la destra è pronta a sacrificare tutto per l’interesse personale di Silvio Berlusconi. Non c’è alcuna ragione di governo, ma solo la volontà di rompere. Viene prima Berlusconi e poi tutto il resto, con disprezzo verso il Paese, le istituzioni democratiche, le persone che soffrono. Mi allarma la disinvoltura con cui si ignorano volutamente le difficoltà delle imprese, dei lavoratori». Camusso,c’è la crisi di governo, nata dalla necessità di salvare il condannato Silvio Berlusconi. Cosa ne pensa? «La Cgil e tutto il sindacato sono ovviamente molto preoccupati. La crisi scoppia mentre si provava con grande fatica a ridare un po’ di smalto al Paese, si tentava di risollevarlo dagli effetti di una crisi lunga e devastante. Invece, niente. Vincono ancora gli interessi personali, individuali. Perché in una logica politica populista quello che conta è il destino del …

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Chi paga i costi della «follia», di Paolo Guerrieri

Lo spread tra i rendimenti dei titoli italiani e dei titoli tedeschi riprenderà a galoppare accompagnato da una crescente perdita di fiducia sui mercati e da un sensibile impatto negativo sulla stabilità del nostro stock di debito. In questo modo si vanificano in larga misura le speranze di agganciare la ripresa internazionale, spingendo l’Italia verso un periodo di prolungata stagnazione. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la fotografia dei rischi economici molto gravi legati all’apertura della crisi di governo decisa ieri da Silvio Berlusconi con le dimissioni dall’esecutivo dei ministri del Pdl e rendendo immediatamente operativa la decisione dei parlamentari del centrodestra di disertare le aule del Parlamento. Il rischio concreto è rimettere in discussione non solo i risultati raggiunti fin qui, ma anche la formidabile opportunità di voltare pagina rispetto agli ultimi cinque anni di crisi. Sembra proprio una scelta ai limiti della follia. Per spiegare il perché la posta economica in gioco di una crisi di governo sia oggi così elevata si deve guardare alla peculiare fase di transizione attraversata dalla nostra economia …

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