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“Decreto scuola al giro di boa”, di Alessandra Ricciardi

Nuove assunzioni e ampliamento dell’offerta formativa, dall’ora in più di geografia all’apertura anche pomeridiana delle scuole, osservate speciali. Tra i rilievi del Servizio Bilancio e le richieste di chiarimento della V commissione della camera, è toccato al vice ministro dell’economia, Stefano Fassina, intervenire in parlamento per spiegare fin dove si spinge la copertura finanziaria delle misure proposte con il decreto scuola.

Una sorta di controrelazione tecnica al provvedimento oggetto di conversione in legge alla camera. Provvedimento che, superata la crisi di governo, oggi è al suo giro di boa: in mattinata il parere proprio della commissione bilancio presieduta da Francesco Boccia, e nel pomeriggio il termine per il deposito degli emendamenti nella commissione cultura presieduta da Giancarlo Galan. Quelli parlamentari, ma non si escludono governativi che nell’immediato dovrebbero limitarsi ad alcune correzioni poco più che formali. Intanto sempre oggi proseguono gli incontri informali tra i vertici del dicastero dell’istruzione e le altre forze politiche della maggioranza, Pdl e Scelta civica. Già avvenuto infatti quello con il Pd, che ha caldeggiato la necessità di un intervento sui docenti inidonei per affidare alla contrattazione la definizione del passaggio del personale in altri profili. Per il Pdl, invece, sembrano decisive alcune integrazioni sul fronte delle scuole paritarie, in crisi tra tagli ai finanziamenti e difficoltà delle famiglie a pagare le rette. Gli interventi richiesti riguardano Imu e Tares. Ma restano i dubbi sulle coperture finanziarie che avevano già stoppato le misure al consiglio dei ministri.

Il dicastero dell’economia ha risposto a molti rilievi, e si vedrà oggi se le risposte saranno sufficienti per il parere favorevole della commissione bilancio. Per quanto riguarda per esempio il potenziamento dell’offerta formativa, geografia e laboratori didattici, Fassina ha precisato che lo stanziamento di 9,9 milioni di euro fa parte del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche statali e che tocca al ministero guidato da Maria Chiara Carrozza fare, con decreto, il riparto tra le varie voci.In quella sede «si potrà quindi stabilire l’importo assegnato alle nuove finalità».

Il Servizio bilancio di Laura Boldrini aveva anche chiesto conto dei parametri della stima dei 3,6 milioni di euro per il 2013 e degli 11,4 per il 2014 destinati a coprire l’apertura pomeridiana degli istituti contro la dispersione scolastica, in particolare al Sud. Si tratta di un tetto massimo di spesa, ha precisato l’Economia, nel quale non rientrano le spese per il maggior impegno richiesto al personale: «Flessibilità oraria, attività aggiuntive di insegnamento e funzionali all’insegnamento, prestazioni aggiuntive del personale Ata», il tutto «è remunerato nell’ambito del fondo dell’istituzione scolastica». Il nuovo stanziamento del dl serve a pagare infatti i materiali e le prestazioni d’opera. Sarà la contrattazione integrativa, agendo sul Fis (che ammonta, rileva la relazione tecnica, a 762,47 milioni), a individuare quanto andrà per le nuove attività al personale scolastico impegnato anche il pomeriggio. E poi, dulcis in fundo, le coperture per le assunzioni di docenti e Ata sui posti vacanti e disponibili per il prossimo tirennio: il decreto rinvia a un apposito contratto il compito di garantire l’invarianza di spesa. A chi chiedeva dettagli, l’Economia risponde che toccherà all’autonomia delle parti in sede negoziale decidere cosa fare. Ricorda solo che, nella precedente tornata, sindacati e governo hanno concordato di sopprimere il primo scatto di anzianità che va dai 3 agli 8 anni di servizio.

ItaliaOggi 08.10.13

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Angelo
Ospite
Nello specifico facevo e faccio riferimento ai propagandati 69.000 “nuovi” posti di docenti nella scuola per il prossimo triennio. 27.000 sarebbero destinati agli insegnanti di sostegno e 42.000 agli insegnamenti curriculari. I 42.000 posti curriculari altro non sono che il fisiologico turnover che si ha nella scuola, quindi niente di nuovo e niente di più. Anzi, a tal proposito, si sottolinea pure che tale “turnover” può verificarsi solo in capienza di bilancio. Il che significa, che se tutto va bene, faccio fronte al turnover, se va male sono più quelli che andranno in pensione che quelli che entreranno. Mi auguro… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member
Questa specifica affermazione non è destituita di fondamento, ovviamente, lo è invece quella precedente “Intanto per la scuola altro che nuovi fondi, si tratta solo di una partita di giro”, come ho dimostrato e come lei non ha smentito. E’ vero, il piano di immissione in ruolo fa fronte al turn over: ma, a questo proposito, ricordo che in tempi non molto lontani (Moratti) non si è provveduto nemmeno a quello. Credo però che ci sia una questione importante, da sottolineare. I 27.000 posti per gli insegnanti di sostegno, che lei cita, sono un AMPLIAMENTO dell’organico di diritto: è la… Leggi il resto »
Angelo
Ospite

Il governo del rinvio…….
Intanto per la scuola altro che nuovi fondi, si tratta solo di una partita di giro.

Manuela Ghizzoni
Member

Il decreto Scuola, agli articoli 25-26, prevede nuove coperture quindi finanziamenti aggiuntivi per scuola e diritto allo studio: 615 milioni dal 2013 al 2016 mediante le accise dei prodotti alcolici, 168 milioni a regime dal 2014 con imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Pertanto, la sua affermazione è destituita di fondamento.

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