Mese: dicembre 2013

“I sonnambuli dell’Europa”, di Barbara Spinelli

«Verrà il momento in cui sbanderemo, come i sonnambuli d’Europa nell’estate 1914»: lo ha detto Angela Merkel, nell’ultimo vertice europeo, citando un libro dello storico Christopher Clark sull’inizio della Grande Guerra, tradotto in Italia da Laterza. I sonnambuli descritti da Clark sono i governi che scivolarono nella guerra presentendo il cataclisma, simulando allarmi, ma senza far nulla per scongiurarla. Da allora sono passati quasi cent’anni, e molte cose sono cambiate. L’Europa ha istituzioni comuni, l’imperialismo territoriale è svanito (resta solo l’Ungheria di Orbàn, residuo perturbante del mondo di ieri, a proclamare compatrioti a tutti gli effetti gli ungheresi di Slovacchia, Romania, Serbia, Austria, Ucraina). Non si combatte più per spostare confini ma l’Unione non è in pace come si dice, e la crisi che traversa la sta squarciando come già nel 1913-14. È simile lo stato d’animo dei governi: allo stesso tempo deboli e pieni di sé. Impotenti sempre, anche quando mostrano arroganza o risentimento. Gli anniversari sono un omaggio che si rende al passato per accantonarlo. Meglio sarebbe celebrarli con parsimonia. Ma sul significato …

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Casatenovo/Monticello brianza (LC) – Incontro: la proposta di legge 553 e il nuovo ruolo delle scuole di musica

una giornata di studio per direttori, insegnanti e utenti ore 10.00 – 12.30 – incontri operativi tra direttori e docenti villa d’adda mariani – via don buttafava, 54 ‐ casatenovo ore 14.00 – 16.30 – incontro aperto a operatori e utenti villa greppi – via monte grappa, 21 – monticello brianza La proposta di legge 553 (“Disciplina dell’accreditamento delle scuole di musica e disposizioni per la loro valorizzazione” http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0002291.pdf) “intende valorizzare il lavoro svolto dalle molte agenzie educative diffuse e distribuite in tutto il territorio nazionale che offrono adeguate opportunità e occasioni di studio musicale.” Questo intendimento della proposta di legge disegna di fatto un nuovo ruolo per le scuole di musica nel rapporto sia con le scuole della fascia dell’obbligo che con i Conservatori, riconoscendone il ruolo fondamentale nella formazione musicale sia professionalizzante che di base. La giornata di studio vuole essere innanzitutto una manifestazione dell’interesse che gli operatori delle scuole hanno nei confronti della necessità che a queste venga riconosciuto lo statuto di vere e proprie agenzie educative in grado di rispondere alla …

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“Troppe leggi poche regole”, di Michele Ainis

La madre dei cretini è sempre incinta, diceva Flaiano. Anche la patria del diritto, però , farebbe bene usare qualche pilloletta anticoncezionale. Perché le sue creature sono troppe, e ciascuna indossa l’ermellino di Sua Maestà la Legge. Abbiamo in circolo leggi sui tosaerba, sulle camicie da notte, sulle galline, sui pedaggi stradali dei camionisti. Il virus legificatore ha contagiato pure i prosciutti, con tre leggi sul San Daniele (rispettivamente del 1970 , del 1990 , del 1999) e un’altra sul pignoramento dei prosciutti (vi si provvede «con l’apposizione sulla coscia di uno speciale contrassegno indelebile»: legge n. 401 del 1985). Tuttavia non basta, non basta mai. E il parapiglia normativo che s’è scatenato attorno al decreto salva Roma ne è solo l’ultima esibizione: regole sulle lampade a incandescenza, sulle slot machine, sui chioschi in spiaggia, sulle sigarette elettroniche. Non regole qualunque, no: regole di legge. Quelle che Calderoli, nel 2010, finse di bruciare col suo lanciafiamme spento. Quelle che Bassanini, nel 1997, voleva eliminare attraverso un ampio processo di delegificazione, rimpiazzandole con altrettanti regolamenti. Senza …

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“Noi intimoriti perché fragili” di Gian Antonio Stella

Lo sanno, quelli che hanno vissuto ieri in Campania momenti di spavento, d’essere esposti al rischio. Non ci vogliono pensare, ma lo sanno. Sanno che è pericolosa la loro terra, da sempre colpita dai terremoti. Sanno che sono pericolose, troppo spesso, le loro case fragili. E non serve a niente affidarsi alla buona sorte. È da tempo, spiega Emanuela Guidoboni che con Gianluca Valensise ha scritto un saggio monumentale sui terremoti avvenuti in Italia dall’Unità a oggi, che viene registrata una intensificazione di attività sismica. Tutto normale, per i sismologi. È la storia del nostro Paese. Meno a rischio del Giappone, dell’Armenia, del Cile o di alcune aree della Turchia, ma comunque da sempre colpito da tremendi scossoni: 34 terremoti devastanti più 86 «minori» dal 1861 ad oggi, per un totale di circa 200 mila morti e 1.560 Comuni (uno su cinque) bastonati più o meno duramente. Spiega il rapporto Ance/Cresme del 2012 sullo stato del territorio italiano che una delle aree più soggette ai fenomeni sismici è appunto l’Appennino a cavallo tra la Campania …

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“Disuguaglianza, finalmente presa sul serio”, di Maurizio Franzini

Di recente Obama ha, senza mezzi termini, affermato che la disuguaglianza economica costituisce la «questione decisiva del nostro tempo». In un lungo articolo, pubblicato a ottobre sull’inserto domenicale del Corriere della Sera, il presidente Letta ha scritto: «La disuguaglianza sgretola la società perché la fa marcire al proprio interno … minando alla base sia la democrazia sia il mercato». Letta e Obama non sono i soli uomini politici con grandi responsabilità ad aver parlato negli ultimi mesi della disuguaglianza con toni accorati. Queste dichiarazioni autorizzano a pensare che nei piani più alti della politica, o almeno in alcuni di essi, si è fatta largo la consapevolezza che la disuguaglianza – non quel- la astratta e indefinita di cui spesso vanamente si discute, ma quella concreta di questi anni, con la sua altezza e con il suo carico di poveri e di ricchi, spesso tali per tutt’altro che i loro meriti o demeriti – sia non un problema marginale, ingigantito da qualche eccentrico che ha a cuore la giustizia sociale, ma un ostacolo strutturale in grado …

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«I cittadini devono vedere la spinta Pd sull’esecutivo» di Maria Zegarelli

È impegnatissimo, neanche fosse candidato alla segreteria del Pd. Fabrizio Barca, neotesserato Pd, gira il territorio, apre contatti, crea gruppi di lavoro e sulla sua pagina web ( www.fabrizio- barca.it) ha lanciato la campagna «I luoghi idea(li)», sei o sette progetti per il territorio, con tanto di raccolta fondi, moduli di domanda (richiesta di cose materiali che arrivano dal territorio) e offerta (competenze, disponibilità di tempo e movimento pre realizzarle) per «dare finalmente una risposta concreta alle persone, restituire fiducia e far sì che il Pd faccia delle cose là dove servono». E in pochi giorni, la campagna è partita il 2 dicembre scorso, è stato raggiunto il 75% dell’obiettivo, cioè quei 40mila euro, oltre alle competenze, necessari per i luoghi ideali a cui pensa l’ex ministro. Dice che il suo impegno nel partito lo vede così, in mezzo alla gente, tanto che con- divide la voglia del neosegretario di non «romanizzarsi», di non farsi risucchiare dalle logiche della politica di palazzo che hanno mangiato e volatizzato energie e entusiasmo in tanti potenziali leader. Barca, …

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“Missione 2014 non a tutti i costi”, di Claudio Sardo

Il brutto pasticcio del decreto salva-Roma ha messo a nudo – oltre agli errori politici – due problemi strutturali che condizioneranno le sorti e la durata della legislatura. Il primo problema riguarda la sclerosi del nostro procedimento legislativo, aggravata dai ripetuti fallimenti delle riforme. Il secondo consiste nello slittamento dell’opposizione di Grillo, di Berlusconi e della Lega in un’opposizione di sistema. Enrico Letta ha confermato l’obiettivo del semestre di presidenza italiana dell’Ue e si prepara a negoziare il «contratto» della nuova maggioranza: ma, dopo quanto è accaduto, serve un serio approfondimento prima di predisporre il calendario del 2014. Le nostre istituzioni non funzionano. Ci sono intoppi ad ogni snodo. Da tempo si invoca una revisione che restituisca all’ordinamento efficienza, trasparenza, capacità di decisione democratica. Ma siamo arrivati al punto che parlare di riforme suscita persino rabbia. Per- ché non si conclude mai nulla. E perché intanto la crisi colpisce duramente il lavoro, le famiglie, i giovani, le imprese. Tuttavia, senza un governo e un Parlamento rilegittimati da riforme sensate, senza un bilanciamento dei poteri, senza …

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