Mese: gennaio 2014

"Sulla pelle dell’Italia", di Massimo Adinolfi

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. I duri e i grillini. Solo che il gioco si chiama democrazia parlamentare e troppa durezza rischia di ammaccarlo seriamente. Le cronache di queste giornate raccontano di insulti, risse, occupazioni: del deputato che insulta in maniera greve le colleghe e si becca una sfilza di denunce; di quell’altro che insulta invece il Presidente della Repubblica senza preoccuparsi di sconfinare nel vilipendio. Raccontano di molti deputati pentastellati che tentano l’assalto a questa o a quell’aula, con l’obiettivo di bloccare i lavori e di oscurare i passi compiuti nel lavoro parlamentare, sull’Imu e sulla legge elettorale, approdata finalmente alla Camera. Poi ci scappa lo spintone, lo scappellotto, la manata: uno chiede scusa, un altro nega l’intenzione, un altro, invece, se la ride. Ma non è lo scompiglio, creato ad arte in queste ore, a destare preoccupazione. Prima dei grillini, a inizio secolo erano stati i socialisti a praticare l’arte dell’ostruzionismo. Nel dopoguerra sono stati i comunisti, contro la legge truffa e l’adesione alla Nato, e ancora …

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"La strategia del caos", di Claudio Tito

Tanto peggio, tanto meglio. È ormai evidente che il vero obiettivo del Movimento 5Stelle non è altro che questo. Far sprofondare il sistema istituzionale e il Paese stesso nella confusione assoluta. Il proliferare del “grillismo” è direttamente proporzionale all’incapacità della politica di fornire risposte ai cittadini- elettori. Grillo e il cofondatore pentastellato, Casaleggio, hanno bisogno del caos, della paralisi per dimostrare la loro ragione di esistere. Ma il paradosso, adesso, è proprio questo. La loro essenza si nutre esclusivamente della inattività. Hanno anzi bisogno di provocarla. Anche a costo di essere la causa stessa — e non l’esito — dell’inerzia. È come un organismo che aumenta la sua forza in modo parassitario con gli insuccessi altrui. L’escalation di questi giorni, del resto, non trova altre spiegazioni. La violenza dei toni, l’aggressività dimostrata ieri e mercoledì alla Camera, l’impeachment del capo dello Stato, tutto trova origine esclusivamente in questa esigenza primaria. Il nucleo dell’azione studiata dalla coppia Grillo-Casaleggio è orientato a provocare una sorta di shutdown della politica. Una specie di arresto cardiaco del sistema in …

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"Noi, insultate a Montecitorio", di Michela Marzano

Doveva essere una sera come tante. Una seduta notturna in Commissione Giustizia per lavorare al decreto sui diritti dei detenuti e il sovraffollamento carcerario. Due volumi pieni di emendamenti ostruzionistici presentati dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, cui però ormai si è fatta l’abitudine. E invece è andato tutto per traverso. Gli emendamenti, la seduta, i voti, il dibattito. Perché invece di discutere, si è finito con il litigare. Invece di votare, si è occupata l’aula della commissione. Invece di licenziare il provvedimento, si sono licenziati l’educazione e il rispetto. Le cose hanno cominciato a mettersi male fin dall’inizio. Quando la Presidente Ferranti ha aperto la seduta e i deputati del M5S hanno cominciato ad accalcarsi davanti la porta. A differenza di quanto accade di solito, anche chi non fa parte della commissione pretende di assistere ai lavori, e non accetta che per ragioni di sicurezza non sia possibile entrare in un’aula già stracolma. Mentre la Presidente cerca una soluzione, il malcontento aumenta. C’è chi sbuffa esasperato dalla giornata interminabile. C’è chi provoca. C’è …

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"Fiat se ne va, ci lascia la cassa integrazione", di Giuseppe Vespo

Torino, 11 luglio 1899 29 gennaio 2014. Dopo 115 anni il marchio Fiat va in pensione. «Inizia un nuovo capitolo della nostra storia», dice John Elkann. Che non verrà più scritta sotto la Mole. Fca Fiat Chrysler Automobiles sarà una società di diritto olandese con sede fiscale in Gran Bretagna, quotata in Borsa a New York e a Milano. La rivoluzione sarà completa entro la fine dell’anno, mentre a maggio verrà presentato un piano strategico di lungo termine alla comunità finanziaria. È quanto ha deciso ieri il cda di Fiat Spa, l’ultimo del gruppo così come si conosceva fino a oggi. L’organizzazione resterà la stessa, dice l’azienda, divisa in «quattro regioni operative. Tutte le attività che confluiranno in Fca proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo, e non ci sarà nessun impatto sui livelli occupazionali». Possono dunque stare tranquilli sindacati e operai, tra i quali i circa tremila cassintegrati (su cinquemila) di Mirafiori e i lavoratori di Cassino, che aspettano nuovi modelli da produrre? «Abbiamo lavorato …

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"ANVUR: ecco i «criteri che porteranno a una diminuzione molto netta» dei dottorati di ricerca", da www.roars.it

l 17 gennaio scorso, l’ANVUR ha pubblicato la versione preliminare dei criteri per l’accreditamento dei dottorati di ricerca. Fino al 10 febbraio gli atenei potranno inviare osservazioni, commenti e suggerimenti che l’ANVUR “esaminerà con attenzione” prima di elaborare la versione definitiva che sarà pubblicata entro il 15 febbraio 2014. In questo articolo, spieghiamo e analizziamo alcuni dei criteri, indicatori e soglie adottati per l’accreditamento, evidenziando le forti criticità che essi comportano e proponendo alcuni correttivi. 1. Criteri. indicatori e soglie Fra le attività intraprese da Anvur in questi anni c’è anche quella dell’accreditamento dei dottorati di ricerca, con l’ottica ben espressa da Sergio Benedetto nell’articolo su Repubblica, di una drastica riduzione del numero dei corsi. I corsi di dottorato in Italia erano 1.531 per il 28°. Ciclo e sono poco più di 900 per il 29°. ANVUR ha partecipato a diversi incontri nelle Università italiane per presentare la procedura di accreditamento dei dottorati (criteri, indicatori e soglie). Il 17 gennaio, con un paio di settimane di ritardo sulla tabella di marcia è stato pubblicato il …

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"L'ipoteca dell'estremismo", di Claudio Sardo

La tagliola finora non era mai stata usata in Parlamento. I grillini hanno deciso di farla scattare, spingendo il loro ostruzionismo fino al limite estremo: se Laura Boldrini non vi avesse fatto ricorso, gli italiani sarebbe stati costretti a pagare anche la seconda rata dell’Imu, dopo aver già pagato il conto del pasticcio voluto da Berlusconi e troppo supinamente accettato dal governo. La «tagliola» è una norma estrema del regolamento della Camera, introdotta nel ’97 dopo la famosa sentenza della Consulta che vietò la reiterazione dei decreti-legge, divenuta una scandalosa consuetudine incostituzionale. L’effetto della tagliola è lo stop all’ostruzionismo parlamentare e la messa in votazione del decreto, un attimo prima che scada il termine e ne decadano tutti gli effetti giuridici. Le opposizioni, ovviamente, hanno il diritto di usare ogni strumento legale a loro disposizione per contrastare i provvedimenti che non condividono, ma non hanno il diritto di impedire alla maggioranza (e al Parlamento) di pronunciarsi su un decreto. Finora, anche nelle battaglie politiche più aspre, non si era mai arrivati al punto di costringere …

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"I nuovi contadini under 35 tra scelta di vita e impresa", di Camilla Gaiaschi

Un po’ per vocazione e un po’ per necessità, il ritorno dei giovani in agricoltura ai tempi della crisi è come un Giano bifronte. I numeri non sono da capogiro: secondo i dati elaborati da Inea (l’Istituto nazionale di economia agraria), tra il 2000 e il 2010 i proprietari di aziende agricole con meno di 40 anni sono scesi del 40,8 per cento, più della media (37,4) e più di chi ha già compiuto 65 anni (-38,3 per cento). Solo negli ultimi anni si sono registrati alcuni importanti segnali di ripresa, con gli under 34 stabili al 20 per cento sul totale degli occupati e un piccolo aumento al Sud dove quelli tra 18 e 35 anni sono cresciuti del 5,8 per cento (dati Inea). Secondo i dati di InfoCamere, inoltre, tra il primo e il secondo semestre 2012 le imprese agricole condotte da giovani con meno di 35 anni sono cresciute in tutte le regioni italiane. Ma al di là di questi timidi segnali di ripresa, che cosa c’è dunque di vero nel tanto …

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