Mese: febbraio 2014

“Non si risanano i conti gravando troppo sui Comuni”, di Roberto Giovannini

Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, perché il sistema dei Comuni sta saltando? «Veniamo da sette anni caratterizzati da continue riduzioni delle risorse a disposizione dei Comuni. Si è caricato sulle nostre spalle molto del peso del risanamento dei conti pubblici, anche andando al di là del giusto. I Comuni hanno generato solo il 2,5% del debito pubblico del Paese, e gestiscono solo il 7,6% della spesa pubblica nazionale. Si capisce come non si possa pretendere di risanare i conti pubblici gravando esageratamente sui Comuni, che sono stati messi in ginocchio senza peraltro produrre risultati significativi sul versante del risanamento». Spesso voi sindaci venite accusati di sprecare risorse pubbliche come e peggio degli altri. Come replica? «Sono critiche francamente ingenerose. I sindaci hanno un rapporto diretto con i cittadini e rispondono direttamente a loro. A Torino come altrove la gente è perfettamente in grado di valutare come la città è amministrata e come sono spesi i soldi. Gli altri livelli istituzionali hanno invece forme di controllo assolutamente inesistenti. Qualcuno dice che anche i …

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"Perché la Rete non è la piazza", di Massimo Luciani

La rete è una grande risorsa democratica: attiva e stimola la partecipazione, consente il dialogo tra persone molto lontane, semplifica le procedure di discussione. Ma siamo sicuri che la piazza virtuale si possa sostituire alla piazza reale? Davvero agorá fisica e agorá telematica sono la stessa cosa? Davvero l’ateniese del quinto secolo avanti Cristo e il cittadino di una democrazia pluralistica contemporanea si possono paragonare? Non credo. Le obiezioni all’equiparazione so- no molte. Lasciamo stare quelle tecniche (non tutti, ancora oggi, sanno o possono partecipare ad una discussione in rete; non ci sono garanzie di segretezza delle opinioni espresse o dei voti dati, etc.) e vediamo quelle più sostanziali. La prima riguarda il tempo. Si dice che la consultazione in rete ha il pregio di essere «in tempo reale». È vero. Ma questo è anche il suo limite, perché, procedendo così, questioni anche delicatissime e complesse possono essere affrontate senza essere sufficientemente studiate e meditate. E basta leggere i commenti a caldo ad alcune notizie di cronaca (anche politica) per capire quanto spesso siano imprudenti …

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"Istat, nuovo record per la disoccupazione: a gennaio il tasso balza al 12,9 per cento", da repubblica.it

Il dato è il peggiore dall’inizio delle serie dell’Istat, che per quelle trimestrali risale al 1977. Tra i giovani che lo cercano, i senza lavoro sono al 42,4%: 690 mila persone. L’anno scorso il peggiore della crisi: mezzo milione di occupati in meno. Renzi: “Cifra allucinante, subito il JobsAct”. Nuovo record per la disoccupazione in Italia, dove gli effetti del peggior anno dall’inizio della crisi per il mercato del lavoro (il 2013) si fanno sentire a pieno nel primo mese del 2014. A gennaio il tasso di disoccupazione è balzato al 12,9%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su dicembre e di 1,1 su base annua. In Europa, invece, il dato resta fermo al 12%. I disoccupati italiani, secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, sfiorano i 3,3 milioni. Il tasso registrato in Italia a gennaio manda in soffitta la piccola inversione di tendenza di dicembre, dove si scontava più che una ripresa degli occupati l’aumento degli inattivi; è il livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. …

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"Il sisma che porta il Pd nel socialismo europeo", di Piero Ignazi

Alla vigilia della riunione del Partito socialista europeo per la preparazione del programma elettorale il Pd, finalmente, supera quelle ritrosie che l’hanno lasciato a lungo in un limbo indefinito e aderisce alla famiglia dei socialisti (e democratici) europei. Questo passaggio, che non era riuscito alle precedenti leadership “di sinistra”, da Veltroni a Bersani, viene ora attuato da un segretario che proviene da tutt’altra tradizione politica. Anche questa decisione segnala la crisi verticale del vecchio establishment di derivazione Ds-Ppi. I ritardi, le incapacità e le debolezze di quelle tradizioni si erano talmente incrostati negli ultimi due decenni da aver prodotto un collasso per estenuazione. Non c’era più linfa vitale: si era esaurita la capacità di definire progetti, saldare alleanze, incrociare domande della società civile. Il leader del Pd, nonostante le sue origini politiche, possiede una carica rivoluzionaria: non ha tabù né reverenze. Se l’adesione al Pse è una condizione necessaria per poter giocare un ruolo in Europa grazie al sostegno dei partiti socialisti, allora al bando le pruderie post- democristiane. Questa disinvoltura, nel bene e nel …

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"Il bivio tra Irpef e Irap", di Stefano Lepri

Irpef o Irap? In pochi giorni, il tempo delle belle parole sta già finendo. Chiarire che cosa in concreto significherà ridurre il «cuneo fiscale» richiede una scelta non facile. Questo tecnicismo arcano ma gradito a molti potrà essere riempito con più o meno soldi per le imprese, più o meno soldi per i lavoratori. Se le risorse sono limitate, ha ragionato il presidente del Consiglio ieri l’altro, meglio concentrarle dove l’effetto è più pronto e più visibile: sull’Irap, ovverosia sulle imprese. Invece il suo partito gli aveva appena consegnato un progetto dove la fetta più grande andava all’Irpef, ossia ai lavoratori. Ieri si è tornato a parlare di un misto. Per preferire l’una o l’altra opzione possono essere invocati motivi ideologici, destra e sinistra. Si possono confrontare calcoli di politica spicciola, quale scelta fa più colpo, quale allarga i consensi al governo. E purtroppo spingono in direzioni opposte differenti scuole di pensiero economico. Una crisi senza precedenti non aiuta a trovare consenso sui rimedi. Chi produce è più danneggiato dalla scarsa competitività, o dalla debolezza …

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"Primo passo per un sistema più equo", di Enrico De Mita

Il governo ha espresso una fiduciosa attesa per la delega fiscale, finalmente approvata dal Parlamento. In questi primi giorni di vita del nuovo esecutivo, è emersa più volte la volontà di un’azione politica di tipo strategico in materia tributaria. Il governo, ora, avrà un anno di tempo per mettere mano, secondo l’indicazione della legge, alla «revisione dell’intero sistema tributario». La delega, a dire il vero, non consente un intervento così ampio e così radicale tale da ridefinire l’intero sistema fiscale o, anche, le parti più importanti di esso. E, con realismo, sarebbe già un successo se il governo riuscisse in dodici mesi – vale a dire il periodo concesso per l’approvazione dei decreti legislativi – a dare concreta attuazione a tutte le tematiche disciplinate dalla legge approvata ieri. Come più volte si è detto, non si tratta di una vera riforma fiscale, quanto piuttosto di una legge che tocca aspetti assolutamente rilevanti e cruciali per i contribuenti, ma non riconducibili a uno schema unitario attuabile con decreti tra loro coordinati. Tutt’altra cosa rispetto alle “vere” …

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"Splendori e miserie della scienza italiana", di Pietro Greco

I ricercatori italiani fanno sempre di più, con sempre meno. Tre recentissimi rapporti internazionali ci danno la misura di questa condizione paradossale in cui ormai verso la scienza italiana. Il primo è il rapporto sulla “Consolidator Grant 2013 Call” con cui l’European Research Council (ERC) ha finanziato 312 progetti di ricerca scientifica, europei. Questi i risultati. La Germania ha visto premiati 48 suoi ricercatori. Subito dopo, l’Italia: con 46 ricercatori. Pochi giorni prima il rapporto International Comparative Performance of the UK Research Base – 2013, elaborato dagli esperti della Elsevier: nell’anno 2012 con l’1,1% dei ricercatori del mondo, con l’1,5% l’Italia ha prodotto il 3,8% degli articoli scientifici del pianeta che hanno ottenuto il 6% delle citazioni. I ricercatori italiani fanno sempre di più, con sempre meno. O, se volete, continuano a celebrare con fichi sempre più secchi nozze di sempre maggiore successo. Tre recentissimi rapporti internazionali ci danno la misura di questa condizione paradossale in cui ormai verso la scienza italiana. Il primo è il rapporto sulla “Consolidator Grant 2013 Call” con cui l’European …

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