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"Attacco al Colle: Forza Italia contro M5S nella competition anti-Palazzo", di Francesco Maesano

Le ragioni dell’attacco sferrato al Quirinale dal partito di Berlusconi sono almeno due: l’operazione di maquillage del Cavaliere e la competizione con i Cinquestelle

Debutta così la strana alleanza. Ieri Forza Italia ha messo la freccia e superato il M5S nel livore dello scontro con il Quirinale. L’innesco per le polemiche l’hanno dato le ricostruzioni di Alan Friedman comparse ieri sul Corriere della Sera nelle quali si spiega che Mario Monti era stato contattato dal presidente della repubblica per verificare la sua disponibilità ad accettare l’incarico di formare un nuovo governo già nell’estate del 2011, quattro mesi prima dell’arrivo del professore della Bocconi a palazzo Chigi.
I Cinquestelle hanno messo agli atti le anticipazioni del Corriere e hanno chiesto un rinvio del voto di archiviazione “per manifesta infondatezza”. La capigruppo della camera si è riunita per decidere solo ieri in tarda serata. «Non siamo assolutamente dell’idea di chiudere la discussione affrettatamente – spiegava ieri Lucio Malan di Forza Italia dando man forte al M5S –quando si è in presenza di un elemento nuovo, molto importante che sarà completamente leggibile mercoledì».
Il Quirinale ha risposto con una lettera indirizzata al quotidiano di via Solferino nella quale ha ribadito che «i veri fatti – l’espressione è sottolineata nel documento originale inviato al direttore De Bortoli – i soli della storia reale del paese nel 2011, sono noti e incontrovertibili. Ed essi si riassumono in un sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008».
Il premier Letta si è detto «stupito dalla contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della presidenza della repubblica», mentre il segretario Pd Renzi ha inviato al Colle «l’affettuosa solidarietà delle democratiche e dei democratici».
Le ragioni dell’attacco sferrato al Quirinale dal partito di Berlusconi sono almeno due. Una, più evidente, legata al tentativo di maquillage dell’immagine del Cavaliere che dalle rivelazioni del Corriere cerca di isolare il dato per lui più interessante, quell’anticipazione temporale che, secondo lui, conferma la tesi del complotto ordito dalla potenze europee ai danni del suo ultimo governo.
L’altra, più elettorale, che si spiega con la competizione tra Forza Italia e Cinquestelle (ieri dati testa a testa nei sondaggi) per accaparrarsi quel voto animato da un generico sentimento anti-palazzo che poco distingue tra lo scenario di un complotto e le legittime prerogative della presidenza della repubblica. Ieri mattina da Forza Italia era partita addirittura l’ipotesi di aggiungersi alla richiesta di impeachment del M5S, ma Berlusconi non pare intenzionato a compromettere la tela delle riforme per come l’ha intessuta al Nazareno con il segretario Pd. L’Italicum piace al Cavaliere. Altamente improbabile che decida di compromettere gli equilibri che ne sorreggono il cammino parlamentare sostenendo apertamente un’iniziativa velleitaria come la messa in stato d’accusa.

da www.europaquotidiano.it

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