memoria, politica italiana

"Questione morale e austerità. Quel che resta di Enrico", di Jolanda Bufalini

A giugno sono trent’anni che è morto Enrico Berlinguer, significa che una giovane donna di trent’anni, o un giovane uomo, non ha il ricordo fisico della sua presenza. A novembre sono venticinque anni che è crollato il Muro di Berlino. Dunque per una ragazza o un ragazzo appena usciti dalla scuola il mondo diviso in due, la guerra fredda, il comunismo sono un periodo appreso sui libri, piuttosto complicato e difficile da immaginare nelle sue tensioni, nelle sue passioni. Non c’è da stupirsi se alla domanda «Chi era Enrico Berlinguer?» solo il 25% degli intervistati dà la risposta giusta «il capo del Partito comunista italiano» mentre il 30 per cento non sa proprio chi fosse (il 26 non sa, il 4 risponde in modo non pertinente).
Golpe in Cile, Salvador Allende esce dalla Moneda con il mitra in spalla. Gli articoli di Berlinguer sul compromesso storico. Vietnam, grappoli umani appesi ai pattini dell’elicottero militare Usa in fuga da Saigon. Italia, il referendum conquista la legge sul divorzio. Europa, crollano le dittature in Grecia, Spagna, Portogallo. Eurocomunismo, in Italia il più grande partito comunista dell’Occidente conquista il 34,4% dei voti, è a un soffio dalla Dc ma fallisce il sorpasso. I salari agganciati all’inflazione, il diritto allo studio. Governo di unità nazionale, la foto mostra una stretta
di mano fra Berlinguer e Moro. Il terrorismo. Rapimento e morte di Aldo Moro. Tremila morti nel terremoto in Irpinia, la svolta di Berlinguer: questione morale e alternativa democratica.
Le gigantesche trasformazioni del mondo al tempo di Berlinguer scoloriscono per densificarsi a quell’ultimo scorcio, il politico lascia il passo
alla figura morale.
Quali immagini avranno presenti i giovani intervistati dal sondaggio Ixè di Roberto Weber, fra i mille del campione dai 18 ai 64 anni? Berlinguer
nella cerata bianca da velista? Berlinguer in braccio a Roberto Benigni? Berlinguer andava a vela come giocava a calcio e si arrampicava sugli alberi,
senza nessuna spocchia, da ragazzo cresciuto in Sardegna. Una volta, già segretario del più grande partito d’occidente, sparì con il mare grosso
lasciando tutti col fiato sospeso. Dal sondaggio a campione viene fuori una figura atemporale, che difficilmente potrebbe dire qualcosa oggi: per il 38 la sua figura «appartiene al passato» anche se per il 33% «figure come la sua non tramontano ». Alla domanda «di lui cosa resta?» il 20%
risponde «la statura morale», il 32% «il carisma personale», solo il 22% risponde «l’opera politica» mentre per il 26% «non resta nulla di particolare
». La «grande onestà individuale» è di gran lunga il suo merito maggiore (27%) contro il 12% che gli riconosce di «avere posto il tema della corruzione
dei partiti e della politica», il compromesso storico è ricordato come un merito dal 6% del campione, l’8% gli riconosce l’aver resistito alle Br, altrettanti di «avere rotto con l’Unione sovietica », ma sono molti di più (il 12%) quelli che ritengono che «non ruppe abbastanza con l’Unione sovietica».
Sul piano della notorietà la figura di Enrico Berlinguer è superata da quella di Aldo Moro. La fama dello statista Dc appare però legata alla sua
tragica fine, infatti il 47% del campione risponde esattamente «il leader della Democrazia cristiana ucciso dalle Br» contro il 39% degli intervistati
da 18 a 64 anni che ricordano esattamente chi fosse il segretario del Pci. E solo il 32 % ricorda con esattezza chi fosse Bettino Craxi. Anche nel legame affettivo Aldo Moro è il più ricordato (36%) mentre il 23% ricorda «con affetto» Berlinguer che è, comnque, considerato «un grande leader
politico» (43%) e «l’ultimo grande leader comunista» (30%). Interessante che, nella valutazione della sua azione, i più giovani, dai 18 ai 29 anni,
che evidentemente hanno già inforcato gli occhiali della storia, valorizzano il compromesso storico (il 54 % pensa sia la sua azione più efficace). I
vecchi (45-64), al 75% ritengono la «questione morale» la battaglia ancora attuale di Berlinguer contro il 66% dei giovani.
Lo studio Ixè è stato commissionato in occasione della giornata di studi che si svolgerà oggi, dal titolo «Enrico Berlinguer. La serietà della politica
», a Roma, h 10 – 17, Aula dei Gruppi Parlamentari, via di Campo Marzio 78.
La Giornata di studio è promossa da Associazione per il rinnovamento della sinistra, Cespe, Crs, Associazione Berlinguer, Futura Umanità. Il
confronto, presideuto da Aldo Tortorella, sarà intessuto su 5 relazioni: Francesco Barbagallo (Enrico Berlinguer nella storia d’Italia), Laura Boella
(La politica e la vita), Lucio Caracciolo (Il mondo di Berlinguer), Giorgio Lunghini (L’austerità come filosofia sociale), Alberto Melloni (Chiesa e
questione cattolica in alcuni scritti di Enrico Berlinguer).
da L’Unità

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