Mese: marzo 2014

Treno per Auschwitz, Ghizzoni “Quelle storie che ci appartengono”

La deputata modenese del Pd saluta i ragazzi che salgono sul treno diretto a Auschwitz. La deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni, vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera, saluta i ragazzi che martedì 1° aprile saliranno sul treno diretto ad Auschwitz, il progetto promosso dalla Fondazione ex Campo di Fossoli e giunto ormai alla sua decima edizione. Ecco la sua dichiarazione: «Ragioni organizzative impongono, ancora una volta, che il treno parta non a ridosso del Giorno della memoria, ma qualche settimana dopo. Eppure il grande valore dell’idea che sta alla base del progetto non viene scalfito: ripercorrere in treno quel lungo viaggio che dal campo di transito di Fossoli portava ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, quel viaggio dell’orrore che il Novecento, così apparentemente “moderno” e così temporalmente vicino, ha saputo partorire. Come ogni anno, desidero augurare “buon viaggio” ai ragazzi delle scuole superiori che si accingono a vivere un’esperienza che, sono certa, rimarrà a lungo nei loro cuori, oltre che nei loro occhi e rappresenterà un pilastro della loro coscienza …

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Renzi: «No, il Senato non sarà più elettivo», di Aldo Cazzullo

«Il Senato non deve essere eletto, se non passa la riforma finisce la mia storia politica. Se Pera o Schifani avessero lanciato avvertimenti come Grasso, la sinistra avrebbe fatto i girotondi sotto Palazzo Madama». Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere, reagisce così alle parole del presidente del Senato sulla riforma. «Basta con i professionisti dell’appello – insiste -, ho giurato sulla Costituzione non su Rodotà e Zagrebelsky. Se vogliamo ribaltare burocrazia ed establishment dobbiamo partire dalla politica». Matteo Renzi, il presidente del Senato è contro la sua riforma costituzionale. La leader della Cgil è contro la sua riforma del lavoro. Più in generale, l’impressione è che l’establishment, il sistema, non sia entusiasta dell’esordio del suo governo. «L’impressione è che se ne siano accorti, che facciamo sul serio. Ci hanno messo un po’, ma se ne sono accorti. Domani (oggi per chi legge) presenteremo il disegno di legge costituzionale per superare il Senato e il titolo V sui rapporti Stato-Regioni. Sarà uno spartiacque tra chi vuole cambiare e chi vuole far finta di cambiare. Entriamo nei …

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"La riforma del Senato in tre mosse conservando nome e tradizione", di Michele Ainis

Tre settimane fa il governo ha diffuso una bozza di riforma costituzionale. Oggi la bozza uscirà dal bozzolo, sicché vedremo di che colore è la farfalla. Mentre attendiamo il lieto evento, tuttavia, c’è già chi organizza i funerali. E infatti si moltiplicano gli altolà e gli appelli contro tale decisione. L’appello a prescindere, avrebbe detto il buon Totò. Perché fin qui ne conosciamo i contorni, non i dettagli, che in queste faccende sono invece l’essenziale. Per esempio: quanti sindaci nel nuovo Senato? Erano 108 nella prima idea di Renzi, poi 60, magari domani diventeranno la metà. E ci sarà spazio per correzioni sui poteri del premier, oltre che sul bicameralismo e le Regioni? Infine: il governo scriverà un unico progetto oppure un paio? Quest’ultima domanda solleva un problema di metodo, e il metodo è a sua volta essenziale. Se accorpo in un testo tutti gli interventi lo rendo più efficace, perché in una Costituzione tout se tient . Ma al primo intoppo perderò le capre insieme ai cavoli. Viceversa se scrivo testi separati ho buone …

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"Elettori di sinistra in fuga: pessimo segnale per le Europee", di Paolo Soldini

Parigi resterà alla sinistra ed è già qualcosa. Il secondo round delle amministrative francesi conferma il disastro dei socialisti, l’avanzata della destra «normale» e lo sfondamento, dove si è presentato, del Front National di Marine Le Pen. Pessimo presagio per le elezioni europee ormai quasi imminenti. Un centinaio di comuni con più di 10 mila abitanti passano dalla sinistra alla destra e nell’elenco i socialisti debbono amaramente annotare città importanti come Strasburgo, Tolosa, Metz, Reims, Amiens, Roubaix e tantissimi centri più piccoli considerati, fino al terremoto di domenica scorsa, roccaforti tranquille. Tre città importanti, Bezières, Frejus e Hayange vanno al Front National, che fallisce, comunque, il tentativo di conquistare Avignone. Nella capitale però la socialista Anne Hidalgo riesce a spuntarla nonostante il salasso dei voti sottratti al PS soprattutto da un’astensione con un chiaro marchio politico e potrebbe continuare l’opera di rinnovamento e la buona amministrazione (riconosciuta dai più) del sindaco Bertrand Delanöe. Si può anche leggere il risultato in negativo: più che di una vittoria della candidata di Hollande si sarebbe trattato di una …

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"La guerra energetica di ieri e di oggi", di Mario Pirani

È iniziata una nuova grande guerra energetica, diversa dalle precedenti, ma, pur sempre segnata da strategie più o meno mascherate di attacco e difesa. Come per il passato finiranno per determinare i grandi equilibri della politica interna. Ma sarà proprio così o, secondo la tradizione, le battaglie di oggi avranno contenuti assai diversi da quelli di ieri? È probabile che il copione odierno sia destinato ad essere molto diverso da quelli degli scontri passati. Negli anni 70-90 lo scontro vedeva da un lato i socialisti e dall’altro i dc; le poste in gioco erano costituite dai permessi di costruzione di nuove grandi centrali energetiche, del controllo sulle grandi vie di comunicazione petrolifera, dalla creazione di nuovi multi centri petrolchimici, ecc. Questo fiorire di nuova industrializzazione s’incrociava coi poteri attribuiti alla Programmazione e alle Regioni, col fiorire di nuove aziende tessili, rifornite da materie prime di ultima generazione petrolifera, ecc. La politica e i nuovi capitani d’industria s’incrociavano in duelli all’ultimo sangue: Rovelli contro Ursini, Cefis contro Ruffolo e soprattutto socialisti contro tutti. Alla fine i …

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Nella scuola senza maestri “Qui ognuno impara da sé”, di Ursula Eichenberger

Una bimba di nove anni ha chiesto alla direttrice : «Rosie, mi presti le tue chiavi?». Con le sue amiche voleva andare a scuola anche nel fine settimana. Accade a Villa Monte, scuola privata che si ispira a Maria Montessori e Rebeca Wild nel Canton Svitto. “SE mi è permesso di fare solo il mio dovere, ma non posso mai farlo quando voglio, non mi va di farlo nemmeno quando devo. Se invece mi è permesso di farlo quando voglio, lo faccio volentieri anche quando devo. Perché per fare il proprio dovere bisogna poter aver voglia di farlo”. Citazione di anonimo accanto al telefono a Villa Monte, la scuola privata autorizzata e vigilata dal Canton Svitto, fondata nel 1983 dalla pedagogista Rosmarie Scheu e basata sul principio “ciascuno sa da sé”. “Già le quattro? Che palle!” I due bambini sono seduti sul pavimento in un angolo della stanza, ciascuno con una clessidra poggiata sul palmo della mano. Guardano quanto tempo impiega la sabbia a cadere. Le clessidre sono di dimensioni diverse e i bimbi vogliono …

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"D’Ambrosio, una vita a difesa della giustizia", di Oreste Pivetta

La strage di Piazza Fontana, la morte di Giuseppe Pinelli, lo scandalo di Tangentopoli, momenti indimenticabili e insuperati, malgrado gli anni trascorsi comincino ad essere tanti, momenti per tutti di rottura e di svolta. Li affrontò con senso di responsabilità, con profondo rispetto non solo della legge ma della cultura democratica e civile di un Paese, con la consapevolezza di un ruolo che non poteva essere tradito da opinioni personali, buone o cattive, per amore della verità ben conoscendo i limiti di ogni ricerca della verità. Anche con fatica (aveva sofferto di gravi malanni cardiaci). «Un uomo sopra le parti, nonostante i suoi convincimenti politici», lo ricorda Francesco Saverio Borrelli. Un «magistrato integerrimo»: la definizione sarebbe giusta se non tradisse ritualità, abitudine, esercizio retorico. Gerardo D’Ambrosio era soprattutto un uomo colto e onesto, verso se stesso, per gli altri, davanti ai codici. Lo hanno contato tra le «toghe rosse» milanesi. O addirittura qualcuno lo ha apostrofato alla stregua di «capo delle toghe rosse». Un pallido insulto, che faceva e fa sorridere, considerando le qualità di …

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