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"Scuole da sistemare. Sbloccati i primi 150 milioni di euro", di Rosaria Talarico

Migliore considerazione sociale per gli insegnanti ed edifici scolastici più sicuri. L’istruzione, da sempre negletta tra le priorità dei governi che si sono succeduti, si appresta a recuperare la centralità che le spetta. «Da emergenza diventa il cuore dell’agenda politica di questo Governo» promette il neo ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. E per dimostrare che non si tratta solo di un intento ieri, al termine del Consiglio dei ministri, ha fornito alcune cifre. «Nel grande piano dell’edilizia, che sarà concordato con le amministrazioni locali, si stanzieranno non meno di 4 miliardi, e anche più di questi, come risultato dello sblocco del patto di stabilità interna» ha detto il ministro. Un Paese avanzato «non può permettersi di avere bimbi che vivono e studiano in condizioni di insicurezza».

I soldi sono immediatamente disponibili poiché già stanziati nel decreto Fare (150 milioni di euro). Il punto è che a essere inadempienti questa volta non è il ministero, ma sono le Regioni che in molti casi non hanno speso in tempo i soldi assegnati previa organizzazione delle gare d’appalto. Il risultato era il rischio di dover restituire i fondi perché proprio ieri era il termine ultimo per la scadenza. I numeri (vedere grafico a destra) dicono che sono stati aggiudicati poco più di 35 milioni (il 23,8) per 207 interventi, rispetto ai 692 ammessi al finanziamento (circa il 30%). La maglia nera va alla Sardegna (un intervento aggiudicato su 24 ammessi) e alla Campania (4 milioni aggiudicati sui 16 assegnati). Regioni virtuose il Friuli e l’Emilia che sono riuscite a spendere e a realizzare la metà di quanto era nella loro competenza.

Una boccata d’ossigeno anche per i circa 24 mila lavoratori che si occupano delle pulizie nelle scuole e che da oggi potevano trovarsi in mezzo a una strada. È stata, infatti, approvata una norma che concede la proroga per un mese, fino al 31 marzo, della corresponsione degli «emolumenti» al personale delle organizzazioni che gestiscono contratti di servizi di pulizia e altri servizi ausiliari stipulati dalle scuole per sopperire alla mancanza di personale. Una misura-tampone per la quale il ministero ha fornito una copertura finanziaria di circa 20 milioni, ma è solo il primo passo.

Martedì prossimo il ministro Giannini assieme al suo collega del Lavoro, Giuliano Poletti, avvierà un tavolo interministeriale per la «progettazione rapidissima» di un piano biennale di riqualificazione e ricollocazione del personale addetto alle pulizie.

La Stampa 01.03.13

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lorenzo ponte
Ospite

Non perdo tempo neppure a leggere l’articolo che ormai sappiamo a memoria. Signora Gianni, si compri le caramelle con quei soldi. Ci vogliono azioni diverse. Prima rinnovate il personale e poi gli edifici scolastici poichè i secondi possono aspettare, i primi NO.

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