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"Emilia, sgravi fiscali per attirare le imprese", di Andrea Bonzi

Ostacoli e penali per chi delocalizza nei Paesi extraeuropei, sgravi fiscali – due anni di Irap abbonati – per chi crea lavoro con nuove imprese innovative. Oltre a sconti sul costo degli oneri di urbanizzazione per chi costruisce su zone già “compromesse”, provvedimenti contro le inadempienze e i ritardi delle Pubbliche amministrazioni, garanzie tramite Consorzi fidi e assistenza – da parte degli enti locali, ma anche dell’Università – per le aziende che decidono di fare in- vestimenti sul territorio. In sintesi, è questo il contenuto della «Legge sull’attrattività» che la Regione Emilia-Romagna licenzierà già domani in giunta e che dovrebbe essere approvata dall’Assemblea legislativa entro l’estate.

SCOMMETTERE SULLA VIA EMILIA

Negli ultimi mesi, la voglia di scommettere sulla via Emilia da parte delle gran- di imprese non è mancata: nel Bolognese, Philip Morris punta 500 milioni di
euro per uno stabilimento da 600 posti, a regime nel 2016, Toyota studia la trasformazione in senso ecologico i carelli prodotti in Cesab e Ducati Motor investe 15 milioni nella fabbrica di Borgo Panigale; a Ferrara la Luis Vuitton sta ridisegnando la Manifattura Berluti; in fila per un incentivo di viale Aldo Moro (fino a 4 milioni per chi prevede l’assunzione di 300 addetti) ci sono nomi come Lamborghini, Vm Motori e Liu Jo.

Bene, la Regione vuole continuare a incentivare questo trend, gli investimenti e i posti di lavoro collegati, un po’ come hanno scelto di fare territori quali la Carinzia, in Austria, verso cui sono tentati di emigrare molti imprenditori italiani. «Il nostro obiettivo è promuove- re l’Emilia-Romagna, contribuendo, da un lato, alla ripresa e, dall’altro, aumentando la competitività e il tasso di innovazione delle imprese. Crediamo che tutto questo creerà un’occupazione qualificata e duratura», spiega Giancarlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive, in queste settimane impegnato anche come candidato sindaco alle amministrative di Modena.

Se il limite principale dell’iniziativa è il budget a disposizione, che al momento ammonta a 2 milioni di euro per la seconda parte del 2014 e a 7 milioni per il 2015, al netto ovviamente delle facilitazioni fiscali previste, i punti qualificanti sono diversi.

ACCORDI PER LO SVILUPPO

Il fulcro della norma (in bozza) sono gli «Accordi per l’insediamento e lo sviluppo» che prevedono stimoli per le imprese tecnologicamente più avanzate. «È un sistema intero che si mette a disposizione dell’impresa», chiarisce Muzzarelli. Ecco dunque che vengono fissati – coinvolgendo le parti sociali e gli enti locali – l’ammontare degli investimenti, il sostegno attraverso i Consorzi fidi e i tempi in cui effettuare i lavori per il progetto, nonchè le penali a carico delle parti inadempienti, anche se il ritardo fosse imputabile alla Pubblica amministrazione.

Incentivi a chi non consumerà nuovo territorio per le strutture: «Saranno ab- battuti gli oneri di urbanizzazione, raddoppiati invece se l’impresa dovesse decidere di sfruttare aree “ vergini”», puntualizza Muzzarelli. Inoltre, nel capitolo dedicato alle agevolazioni fiscali, spicca «l’esenzione per due anni dal pagamento dell’Irap per le imprese particolarmente innovative». Tramite Lepi- nnda, poi, la Regione si mette a disposizio- nnne per colmare il digital divide, favoren- nndo la copertura della banda larga.

Ultima, ma non per importanza, la clausola anti-delocalizzazioni: se l’impresa che “scappa” verso uno Stato extra-Ue e taglia di almeno il 50% il personale dovrà restituire i contributi eventualmente ricevuti nei tre anni prece- denti. E se dovesse sradicare lo stabili- mento, non otterrà il cambio di destinazione d’uso per l’area su cui insisteva.

L’Unità 26.03.14

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