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Renzi: "Andiamo a vincere"

“Noi che stiamo rinnovando l’Italia siamo under 40 e abbiamo bisogno di avere persone, come Chiamparino, più esperte, sagge e autorevoli che ci prendono da parte e ci dicono che cosa stiamo sbagliando. Non montiamoci la testa, rimaniamo noi stessi”. Così Matteo Renzi ha esordito dal palco del Palaisozaki a Torino, dove il Pd ha aperto la campagna elettorale per le elezioni europee e amministrative del 25 maggio, insieme al candidato presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

“Sono d’accordo con Sergio – ha aggiunto -, la sinistra che non cambia non è sinistra, diventa destra e perde la dignità di essere sul fronte del progressismo. E noi anche in Europa andiamo per cambiarla”.

Ai candidati a sindaco del Pd nei 4000 Comuni al voto il 25 maggio, Renzi ha suggerito: ” Siate coraggiosi, siate curiosi, e soprattutto circondatevi di persone che sappiano dirvi di no e segnalarvi quando state sbagliando. Siate attenti agli ultimi – ha aggiunto – ma anche al fatto che intorno a noi c’è una società che sta cambiando”.

Nel suo discorso Renzi ha poi toccato tutti i temi caldi dell’agenda di governo, a partire da quello delle riforme: “Entro il 25 maggio dobbiamo arrivare al superamento del bicameralismo perfetto”, ha detto il presidente del Consiglio, sottolineando e scusandosi per il fatto che, per questa ragione, non avrà molto tempo per la campagna elettorale.

A proposito del taglio degli stipendi dei manager, per Renzi: “Chiedere un sacrificio ai manager non è una punizione. E’ inaccettabile che i super stipendi siano aumentati del 170 per cento mentre le famiglie sono in sofferenza. Pensavo di essere criticato per il
tetto, troppo alto, a 238mila euro. Accusateci pure di demagogia ma è una questione di credibilità delle istituzioni, noi resteremo in contatto con la realtà”.

Passando a parlare di lavoro, il segretario del Pd ha detto: “’Sul lavoro il centrosinistra deve discutere sul modello per il futuro, non dividersi sul passato. Noi siamo pronti a cambiare noi stessi ma le regole che raddoppiano la disoccupazione non funzionano, non è la ricetta che salva l’economia. E’ inutile essere il partito del lavoro se non diamo occupazione”.

E a proposito di pensioni, il premier ha annunciato che il 2015 sarà l’anno dell’intervento sulle pensioni, “con un aiuto a chi guadagna meno di mille euro”.

Renzi è poi tornato sul tema a lui caro della scuola: “Se non siamo capaci di restituire
dignità sociale alla scuola – ha detto – , il Pd non ha senso. Nessun Paese esce dalla crisi se non mette l’istruzione al centro. Noi abbiamo fatto una cosa semplice, mettendo a disposizione 3,5 miliardi di euro perché entro la prossima estate possano essere fatti tutti gli interventi chiesti dai Comuni. Ma il Pd deve andare casa per casa, piazza per piazza ad ascoltare insegnanti e genitori per capire cosa va fatto per restituire dignità all’istituzione scuola. Su questo il Pd deve tornare a fare il Pd”.

Nella parte finale del suo intervento, Renzi ha detto: “Noi non abbiamo firmato un contratto, stiamo a palazzo Chigi solo se si può cambiare l’Italia, altrimenti si fa un altro mestiere”.

“Nei prossimi mesi – ha esortato – non perdiamo tempo a litigare tra noi,

In chiusura, un accenno a Grillo: “Non possiamo fare campagna elettorale inseguendo ogni giorno il blog di Beppe Grillo – è stato il ragionamento di Renzi -.Lasciamolo fare, lasciamolo nel suo brodo: dovevano cambiare il palazzo e il palazzo sta cambiando loro. La bellezza della politica la riporteremo a casa noi, ma per fare questo il Pd non perda tempo a litigare al proprio interno. C’è tanto da fare, dobbiamo andare pancia a terra per cambiare l’Italia”.

“Andiamo a vincere. Il futuro è già iniziato, il futuro siete voi”, ha concluso Renzi.

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