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Scuola, Ghizzoni “In una scuola bella e sicura si impara meglio”

La parlamentare modenese Pd sulla messa in sicurezza del patrimonio scolastico pubblico. “In una scuola bella e sicura si impara meglio”: la messa in sicurezza del patrimonio scolastico pubblico, insieme alla sua modernizzazione, è uno degli obiettivi fondamentali per assicurare una didattica efficace e un tempo scuola soddisfacente per gli studenti. Il tema, di grande attualità, è uno di quelli su cui, da tempo, è impegnata la parlamentare modenese del Pd Manuela Ghizzoni, vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera dei deputati. Ecco la sua ricetta:

“Scuole accessibili, sicure, belle e funzionali alle nuove metodologie didattiche sono condizione per una buona istruzione e, quindi, per un Paese migliore. Pochissime scuole italiane, però, rispondono a questi requisiti, per una serie di ragioni, prima di tutte la scarsità delle risorse disponibili e della capacità di spesa. Troppo spesso fondi stanziati non si riescono a spendere, mentre enti proprietari come Province e Comuni devono rinunciare a interventi già preordinati a causa dei vincoli del patto di stabilità. Due questioni dirimenti devono quindi essere affrontate e risolte: occorre rimuovere dal patto di stabilità gli investimenti per le scuole e bisogna rendere finalmente operativa l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Solo con un’Anagrafe funzionante sarà possibile conoscere le priorità di intervento, territorio per territorio. E’ necessario, poi, procedere all’accorpamento delle numerose linee di finanziamento che ora coinvolgono ben quattro diversi ministeri: si potrebbe destinare risorse, ad esempio per cinque anni, nella legge di stabilità, disponibili in tempi certi, in modo da attivare tutti gli interventi che residuano dalle diverse linee di finanziamento oggi esistenti, conferendo, nel contempo, specifici poteri commissariali a sindaci e presidenti delle Province. A quel punto, perno del sistema diventa la regia unica istituita presso Palazzo Chigi, con l’obiettivo di raccordare esigenze territoriali ed erogazioni dei fondi. In questo modo diventa più facile monitorare periodicamente l’efficienza del sistema e gli esiti raggiunti e anche, ad esempio, emanare linee guida nazionali sui capitolati capaci di introdurre innovazioni tecniche, come la lotta all’inquinamento acustico. Del resto a noi cosa interessa? Mettere in sicurezza il patrimonio scolastico pubblico, modernizzarlo attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, elevarne il livello di benessere e di accessibilità così che anche le esigenze didattiche e pedagogiche ne traggano un concreto vantaggio. In una scuola bella e sicura si impara meglio”.

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