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"Tutte le sfide che ci attendono da lunedì", di Paolo De Castro

Gli elettori non cadano nella trappola di euroscettici come leghisti e grillini. Combattere la retorica dell’Europa dei tecnocrati e dimostrare che a Bruxelles pagano doti come impegno, capacità negoziale, studio approfondito delle tematiche in discussione. Questo è l’impegno che dobbiamo assumere dal giorno dopo le elezioni europee. Rappresentando ai cittadini cosa è davvero l’Europa, quali sfide possiamo affrontare per migliorarla, quanto è indispensabile per il futuro nostro e dei nostri figli. Dobbiamo recuperare un deficit di comunicazione e di impegno che ha pregiudicato in larga parte il rapporto tra cittadini e politiche europee.
L’irresponsabile uso dell’Europa come capro espiatorio di ogni male, di cui una politica demagogica e irresponsabile ha abusato, ha portato l’Europa ad essere un concetto addirittura inviso ad una buona parte di elettori.

La mia esperienza al parlamento europeo mi ha insegnato che il lavoro paga e che la tecnocrazia europea è una balla che fa comodo raccontare all’occorrenza. Mi ha insegnato anche un modo diverso di fare politica: pochi riflettori e molta concretezza. Non c’è l’eco mediatico a cui siamo abituati guardando ai temi della politica nazionale, i tempi sono serrati e il lavoro negoziale necessario e mettere insieme le visioni di paesi profondamente diversi tra loro richiede costanza e studio. In un processo democratico nel quale il parlamento europeo può anche “ribaltare” le proposte della Commissione.

Significa che i deputati che eleggiamo hanno un potere enorme e non sono semplici spettatori. Significa – come spesso diciamo – che l’Europa siamo noi, anzi noi e tutti gli altri cittadini dei 28 paesi membri e il parlamento europeo ci rappresenta tutti.

Una politica responsabile ha il dovere di raccontare innanzitutto questo ai cittadini. Come Pd abbiamo assunto questa missione come prioritaria. Un po’ scomoda, ma chiara e soprattutto responsabile. Senza peraltro fare finta che tutto vada bene, ma sottolineando quelle criticità che pure esistono e che oggi pesano come macigni. Attorno alla candidatura di Martin Schulz abbiamo deciso di scrivere un nuovo corso per il futuro dell’Europa più solidale, meno ragionieristico, più ancorato ai valori e ai principi ispiratori di quello che è un grande e ambizioso processo d’integrazione.

Noi abbiamo deciso di coltivare questa ambizione ripartendo dall’Europa come impegno prioritario. Su questa idea di futuro gli elettori decideranno domenica e sarebbe un peccato sprecare questa occasione cadendo nella trappola dell’euroscetticismo, di cui si stanno alimentando, non avendo altri argomenti, leghisti, grillini e altri. Una trappola il cui unico vero effetto sarebbe quello di mortificare le aspettative e le prerogative del nostro paese in Europa.

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