Mese: maggio 2014

"Puntiamo sull’economia della conoscenza", di Pietro Greco

L’economia basata direttamente sulla scienza fisica ha prodotto in Italia 118 miliardi di euro di fatturato nell’anno 2011, pari al 7,4% del Prodotto interno lordo (Pil) del nostro Paese. Dando impiego a 1,51 milioni di persone, pari al 6,1% del totale dei lavoratori italiani. Ciascuno di questi lavoratori, dunque, ha prodotto valore aggiunto per 78.100 euro, con una produttività del 22% superiore a quella media italiana. I 118 miliardi di euro sono stati realizzati per il 49% nell’industria manifatturiera, per il 22% nel settore trasporti, per il 16% nei servizi di pubblica utilità (energia, acqua, rifiuti) e per l’8% negli altri servizi, ricerca scientifica compresa. A tutto questo, sostengono gli analisti mobilitati dalla Sif, vanno aggiunti circa 2 milioni di posti di lavori creati indirettamente dai settori economici fondati sulla fisica per una quotadi Pil difficile da definire. È questa, ridotta in pillole, l’analisi che una società privata indipendente, la Deloitte, ha realizzato per conto della Società Italiana di Fisica (Sif), in analogia a due indagini sull’impatto della fisica sull’economia dell’Unione Europea e del Regno …

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"Il Pd e l’unità del partito plurale", di Claudio Sardo

Quel 40 per cento segna un passaggio. Una linea di discrimine. Nulla sarà più come prima, per Renzi e per l’intero Pd. Si discuterà ancora se la nuova stagione abbia avuto inizio con le primarie che hanno lanciato Renzi senza però vederlo vincitore, o successivamente con il plebiscito a favore del «cambiare verso», o ancora con l’azzardo della sostituzione di Letta. Ma la verità è che dopo le europee inizia un tempo nuovo anche per il governo. Un capitolo è finito e un altro è stato cominciato dagli elettori. Gran parte degli italiani hanno fatto un investimento, hanno «legittimato» Renzi per una via traversa e lo hanno fatto attribuendogli una forza politica che forse mai era stata concessa ad altri leader nella seconda Repubblica (a dispetto della bolsa retorica sull’elezione diretta del premier). Stando alle cose che ha detto nella conferenza stampa di lunedì e nella direzione Pd di ieri, il premier è ben consapevole delle speranze che ha suscitato e del valore aggiunto che ha portato al suo partito, aprendolo a ceti sociali tradizionalmente …

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"L'università ai tempi della crisi: si iscrive solo il 30%, calano i fuori corso, l'età media dei laureati è 25 anni", di Marzio Bartoloni

La prima notizia è scontata: complice anche la crisi il pezzo di carta più ambito continua a perdere appeal e così l’emorragia di laureati e di iscrizioni alle università non si ferma, solo 3 diciannovenni su 10 si immatricolano. Le altre notizie in arrivo dal pianeta atenei sono invece meno scontate: aumentano gli studenti stranieri, calano i fuori corso e si ringiovanisce l’età dei laureati, complice anche la riforma del 3+2 che ha abbassato l’età dei dottori. Che comunque alla fine trascorrono più tempo del dovuto nelle facoltà, visto che l’età media alla laurea è oggi pari a 25,5 anni per i laureati di primo livello (dovrebbero concludere gli studi a 22 anni). L’ultima fotografia delle nostre università arriva dal XVI rapporto Almalaurea presentato oggi a Torino. Un’indagine che ha coinvolto 230 mila laureati, dei 64 atenei aderenti. Quasi tre laureati su quattro da famiglie senza “titolo” La condizione di instabilità e precarietà per il futuro hanno influenzato inevitabilmente le scelte e i comportamenti degli studenti. E così dopo l’aumento delle immatricolazioni dal 2000 al …

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"La lezione italiana per il debole Hollande", di Alexander Stille

Lo straordinario successo del Front National di Marine Le Pen in Francia e di altri partiti populisti e di destra è stato, a buon motivo, la notizia principale delle elezioni del Parlamento europeo dello scorso weekend. Facendo campagna elettorale con una piattaforma anti-euro e anti-immigrazione, Le Pen ha conquistato uno storico 25 per cento dei voti, sconfiggendo agilmente il più importante partito conservatore francese, l’Ump, che ha ottenuto soltanto il 21 per cento delle preferenze, e stracciando il Partito Socialista del presidente François Hollande, che ha incassato un misero e preoccupante 14 per cento. Ma i risultati elettorali di domenica hanno prodotto anche un altro risultato storico sorprendente, che ha riscosso molta meno attenzione: in Italia Matteo Renzi del Partito Democratico ha vinto con il 40,8 per cento dei voti, ottenendo il maggior numero di consensi mai conquistati da un partito di centrosinistra in Italia, curiosa controtendenza in una giornata segnata dall’avanzamento della destra. Se raffrontiamo questi esiti elettorali, il risultato in Italia ci aiuta a comprendere perché il voto in Francia sia andato come …

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"Dirsi addio in sei mesi Il divorzio diventa breve", di Michela Marzano

Sono quarant’anni che in Italia è possibile sciogliere giuridicamente il vincolo matrimoniale. È solo ora, però, che la Camera dei deputati è riuscita ad approvare una legge sul divorzio breve. Dopo anni di polemiche e resistenze, anche il Parlamento italiano si è pronunciato quasi all’unanimità in favore di procedure più flessibili e meno complicate. Senza più costringere coloro che hanno di fatto già deciso di divorziare ad aspettare anni e anni prima di poterlo fare. Perché la legge dovrebbe costringerli a trascinarsi, e magari anche a rovinare i ricordi più belli della vita in comune? Nonostante tutto, non si divorzia mai a cuor leggero. Anche quando lo si fa di comune accordo, si tratta sempre di un momento di rottura e di lacerazione. Talvolta la storia d’amore è finita già da tempo, e il divorzio è solo un atto formale. Talvolta, anche dopo il divorzio, alcune persone non riescono a elaborare il lutto della perdita dell’altro, e continuano a non separarsene psicologicamente. Si tratta di lasciarsi alle spalle un progetto di vita comune, talvolta tanta …

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"Parte la fase 2 del governo la nuova road map di Renzi “Subito il decreto Expo ecco i poteri per Cantone”, di Goffredo De Marchis e Liana Milella

Per questo, a Palazzo Chigi, Renzi e i suoi collaboratori stanno ragionando sulla road map del dopo voto. Partendo da una scommessa vinta, quella dell’Expo del 2015. In campagna elettorale il premier ci “aveva messo la faccia” nonostante le inchieste devastanti della procura. Grillo gli aveva risposto a modo suo proponendo di mandare tutto a monte. È finita col Pd al 40 per cento e il Movimento 5stelle al 21. L’esecutivo farà subito il decreto «per dare i poteri a Raffaele Cantone» permettendogli di vigilare sulla trasparenza e gli appalti di Milano. E «amplieremo le competenze dell’anticorruzione ». Subito significa tempi brevissimi. Il consiglio dei ministri di domani ancora in preparazione, forse. Al massimo, vista la complessità del testo, quello della prossima settimana. La prima mossa sarà quella di completare la squadra dell’Autorità nazionale. Proprio in queste ore, a palazzo Chigi, si stanno valutando gli identikit dei quattro componenti che andranno ad affiancare Cantone nella sua caccia agli appalti sporchi e alla violazione della trasparenza. Massimo riserbo sui nomi che andranno nella struttura di piazza …

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Franceschini: “Non sparate sul marketing della cultura torneremo ad assumere”, di Francesco Erbani


È appena un varco. Nel decreto cultura varato dal Consiglio dei ministri, che è in attesa degli ultimi passaggi formali, spunta una norma che consente a musei, biblioteche, archivi di assumere a tempo determinato giovani laureati in storia dell’arte e in altre discipline. E ciò in deroga ai limiti imposti alle amministrazioni diverse dai beni culturali. Niente più che uno spiraglio di luce, occorre aspettare per capire quanto grande, in strutture che però già impiegano tanti precari, dove il personale è scarsissimo e quello che c’è supera, in media, i 55 anni. È comunque una misura che il ministro Dario Franceschini inserisce in quelle che vorrebbe riportassero la cultura al centro di una politica assolutamente distratta. «Quando ha governato il centrodestra, lo slogan era “con la cultura non si mangia”, ma anche il centrosinistra ha responsabilità. Io ho voluto occuparmi di questo ministero perché credo che i beni culturali siano ossigeno per le menti, l’anima e anche per l’economia». Di nuovo l’analogia con il petrolio? «Ho detto ossigeno. Il petrolio è una risorsa che si …

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