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"Serve un colpo di reni, Renzi vuole il jobs act entro luglio" di Francesco Losardo

Pesante dato Istat sul primo trimestre: il tasso dei senza lavoro è del 13,6 per cento. Il governo vuole estendere il bonus di 80 euro alle famiglie numerose, cercasi coperture. Estensione del bonus di 80 euro al mese alle famiglie numerose monoreddito, per cui il governo è in caccia di 60-70 milioni per le coperture. Ma nel giorno dei cupi dati dell’Istat sulla disoccupazione in Italia nel primo trimestre 2014 – 13,6 per cento, in crescita di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013 – l’altra notizia, che correda l’impegno del governo a procedere speditamente sui fronti della riforma del fisco e della pubblica amministrazione, è il colpo di reni della maggioranza in senato dov’è incardinato il Jobs Act, la turbina del decreto lavoro Renzi-Poletti.

Il Jobs Act, cioè la rivoluzione del sistema di tutele sociali saldata al pacchetto di disposizioni per il riordino e la semplificazione dei rapporti di lavoro, potrebbe approdare nell’aula del senato il 24 giugno per essere poi trasmesso alla camera che lo varerebbe entro luglio. Trattandosi di un disegno di legge delega, il governo dovrebbe attenderne l’approvazione prima di porre mano ai decreti attuativi. A quanto pare però la drammaticità della situazione occupazionale avrebbe suggerito di avviare fin d’ora la predisposizione di bozze dei decreti, a partire da quello più complesso sotto il profilo tecnico-giuridico: la delega sugli ammortizzatori sociali che disegna un sistema sociale assicurativo universale senza maggiori oneri per la finanza pubblica.

Con un’accelerazione rispetto alla tabella di marcia prevista, la commissione lavoro completerà oggi il calendario delle audizioni. Subito dopo si aprirà la discussione, termine per la presentazione degli emendamenti una settimana. Obiettivo, secondo l’auspicio del presidente Sacconi, trasmettere il Jobs Act all’aula l’ultima settimana di giugno, due-tre settimane prima del previsto. Nessuno teme ostacoli sull’iter del disegno di legge nell’aula del senato, che dispone di tutti gli strumenti per fronteggiare possibili rischi di ostruzionismo.

Rispetto ai dati sulla disoccupazione «il nostro obiettivo è procedere per produrre il cambio di segno a fine anno», ha detto ieri il ministro del lavoro Giuliano Poletti convinto che il numero dei senza lavoro risenta «degli esiti riferiti al trimestre in cui il Pil è sceso dello 0,1 per cento». Occorrono «scelte straordinarie», ripete Renzi impegnato nel pressing europeo – oggi il premier è a Bruxelles per partecipare al G7 – per una fase di politiche economiche espansive.

«Ci aspettiamo un accordo su misure concrete pro-crescita durante il nostro semestre di presidenza Ue», annuncia il ministro dell’economia Padoan ricevuto da Renzi che ha voluto fare un punto anche sulla delega fiscale. «Siamo di fronte ad un bivio: vivacchiare o accelerare la crescita», dice Padoan. «Occorrono riforme strutturali e il governo è impegnato a farle. Riforme che vanno viste nel loro insieme e vanno implementate». Riforme che, sul versante Jobs Act, si traducono in regole semplici e certe rispetto a quelle che hanno accelerato la distruzione di posti di lavoro.

da Europa Quotidiano 04.06.14

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