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"Crescono le facoltà che parlano inglese", da Il Sole 24 Ore

Università italiane sempre più aperte all’internazionalizzazione con corsi di laurea che fanno dell’inglese la lingua base. Per il prossimo anno accademico sono 142 i corsi interamente svolti in lingua straniera riconosciuti dal Miur e attivati in 39 atenei, dieci in più rispetto al 2013. Tra gli ultimi corsi presentati che prenderanno il via il prossimo settembre c’è quello in political science dell’Università statale di Milano: l’ateneo aveva già dei corsi in inglese alla facoltà di medicina, ma per il prossimo anno lo ha introdotto anche a scienze politiche dove tutti i corsi di primo livello si svolgeranno sia in italiano sia in inglese, mentre quelli di secondo livello esclusivamente in lingua saranno in economics and political science e in management of human resources and labour studies.
Quella che fino a poco tempo fa era prerogativa soprattutto dei master, adesso diventa un’occasione anche per le matricole: studiare sin dal primo anno in inglese, in un contesto di respiro internazionale perché le classi sono spesso frequentate da studenti italiani e stranieri. Un’opportunità offerta soprattutto per le facoltà di ingegneria ed economica, ma ormai estesa un po’ a tutte le aree di studio, come architettura e design, scienze, medicina e persino nell’area umanistica e in giurisprudenza. È il caso del corso di secondo livello in scienze storiche organizzato dall’università di Padova o del corso di laurea in giurisprudenza proposto dall’università Lumsa di Roma.
In Italia tra i primi atenei che hanno deciso di offrire corsi in inglese sono stati l’università Ca’ Foscari di Venezia, la Bocconi e il Politecnico di Milano, ma nel corso degli anni l’ampliamento dell’offerta in lingua ha interessato un numero sempre crescente di atenei che sono riusciti così ad ampliare lo spettro delle immatricolazioni attirando studenti da altri Paesi.
Ne è un esempio il caso dell’Università di Pavia: qui nel 2009 per la prima volta in Italia è stato attivato un corso in medicina e chirurgia interamente in lingua. Negli anni successivi ne sono stati attivati altri come i corsi di laurea magistrale in molecular biology and genetics (Scienze), in international business and economics, in world politics e, per ingegneria, in computer engineering ed electronic engineering: un impegno che ha fatto crescere il numero degli studenti stranieri nell’università veneta da 829 a quasi 1.300 in 4 anni, con una percentuale di immatricolati non italiani superiore alla media nazionale.

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Lauree con vista sul mondo del lavoro”, di Francesca Barbieri e
Eleonora Della Ratta

Scegliere per il proprio futuro non è semplice, soprattutto se, terminate le scuole superiori, ci si trova davanti a un ventaglio di proposte molto ampio come quello offerto dagli atenei italiani, tra università pubbliche, private e telematiche.
Per chi decide di intraprendere gli studi universitari, dopo aver superato lo scoglio degli esami di maturità, si pone innanzitutto il problema di quali criteri utilizzare per trovare la strada giusta: interessi personali per una determinata area di studi, ma soprattutto prospettive occupazionali e qualità dei corsi.
Per il prossimo anno accademico gli atenei propongono 4.672 corsi, tra primo, secondo livello e ciclo unico. Un aumento dell’offerta formativa soprattutto sui corsi di primo livello, con circa 200 corsi in più rispetto allo scorso anno, mentre resta sostanzialmente invarita l’offerta per quelli di secondo livello, quando lo studente già ha avuto una formazione di base che permette di affrontare con adeguata preparazione le diverse specializzazioni.
Con questa guida, cartacea e online, Il Sole 24 Ore propone una bussola per orientarsi nella scelta, tenendo conto non solo delle offerte formative delle diverse facoltà, ma anche delle caratteristiche dei singoli corsi, a cominciare dalle caratteristiche di internazionalizzazione. Un curriculum spendibile sul mercato del lavoro si costruisce sin dal momento dell’immatricolazione, quando è bene tenere presenti le opportunità da cogliere per avere una formazione il più possibile di respiro internazionale.
Nelle pagine a seguire troverete gli approfondimenti su ogni area disciplinare, con le figure professionali più richieste dalle imprese e le novità sui corsi e i test di ammissione.
Si parte con l’area tecnica: gli ingegneri, in barba alla crisi, continuano ad avere buone opportunità, oltre 40mila nell’ultimo anno, soprattutto per progettisti e disegnatori meccanici, ingegneri elettronici e gestionali. Secondo AlmaLaurea il tasso di occupazione, pari al 67,4% a un anno del titolo, sale al 92% a cinque anni, con uno stipendio mensile netto di oltre 1.700 euro, più di tutte le altre categorie.
Anche per chi intraprende la strada di economia ci sono buone possibilità: la figura più gettonata è il controller di gestione, un vero e proprio “arbitro” del conto economico capace di tenere sotto controllo il bilancio aziendale. Mentre per i laureati in giurisprudenza alla libera professione si affianca la possibilità di entrare negli uffici legali delle grandi aziende. E anche per lauree tradizionalmente deboli come quelle in ambito umanistico è possibile concretizzare opportunità di lavoro nell’ambito delle risorse umane e nell’area vendite. Infine, per l’area scientifica non c’è solo la ricerca ma si aprono nuove strade tracciate dalla stella polare dell’innovazione: dalla consulenza alla moda, dalla finanza al risk management.
A livello di didattica, sono tante le opportunità offerte, sia con corsi che rilasciano un doppio titolo o un titolo congiunto e che prevedono parte della frequenza nell’università italiana e parte in una straniera, sia con corsi svolti esclusivamente o in parte in lingua inglese. Una scelta che le università stanno abbracciando con sempre maggiore convinzione, visto il successo tra gli studenti italiani e l’aumento di attrattività per quelli che si iscrivono dall’estero (si veda anche l’articolo più sotto).
Per le principali aree di studio, come detto, vengono presentati i corsi più nuovi e maggiormente utili per entrare sul mercato del lavoro dei prossimi anni, oltre a informazioni di carattere pratico per l’iscrizione, le tasse universitarie e le borse di studio. Infine, tramite il motore di ricerca sul sito Internet www.ilsole24ore.it/universita, è possibile indicare i criteri di ricerca per area geografica, classe di laurea, livello, numero chiuso e così via, impostando una o più chiavi. Un modo pratico e veloce per riuscire a trovare il percorso di studi migliore per le proprie esigenze

Il Sole 24 Ore 16.06.14

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