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"Dalla verità su Ustica nasca una nuova politica estera", di Daria Bonfietti *

Nel XXXIV anniversario della strage di Ustica il nostro pensiero deve andare ainnanzitutto alle 81 vittime innocenti e nello stesso tempo affermare con determinazione che c’è ancora bisogno di verità. C’è bisogno di scrivere l’ultima pagina, la definitiva.
Per questo sento di rivolgermi direttamente al presidente del Consiglio perché l’impegno per la verità su Ustica diventi un tema dominante della politica estera e perché proprio nel semestre di presidenza Italiana, che sta per cominciare, l’Europa, nel suo complesso e nelle sue istituzioni, comprenda che il confine italiano è il confine dell’intera comunità e che quindi, quella notte, sono stati lesi i diritti di tutti i cittadini europei.
Ustica è la storia di una verità immediatamente comprensibile già dai tracciati radar di Ciampino e dalle telefonate nei siti militari di quella stessa notte, ma fatta scomparire, inabissata come il relitto, sottratta, prima con la grande menzogna di un cedimento strutturale in un cielo che si afferma completamento sgombro, poi con una vergognosa catena di falsità, soppressione di prove, depistaggi, false informazioni, occultamenti e distruzioni di documenti.
Dopo tanti anni di impegno civile dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, dopo una straordinaria mobilitazione che ha visto coinvolti la società civile, il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo, esponenti prestigiosi della politica, possiamo ben dire di aver conquistato la verità.
La magistratura, pur con un percorso lungo e pieno di ostacoli, con le sentenze definitive della Cassazione, ha definitivamente affermato: il DC9 Itavia è stato abbattuto e i ministeri dei Trasporti e della Difesa sono responsabili, l’uno per non aver saputo difendere la vita di innocenti cittadini, l’altro, perché i comportamenti di tanti militari hanno ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Ma da oggi l’impegno deve essere quello di creare le condizioni per poterla scrivere tutta la verità, ci vogliono anche i responsabili materiali e lo scenario nel quale ha potuto verificarsi l’abbattimento di un aereo civile in tempo di pace.
In concreto questo significa fare in modo che abbiano successo le indagini che sta svolgendo la Procura della Repubblica di Roma per delineare il quadro preciso degli aerei in volo sul Tirreno e la dislocazione di altri «mezzi» militari (ad esempio portaerei) che possono aver avuto un ruolo determinante nell’accaduto. Ma la momento–al di là di una qualche disponibilità francese si deve denunciare che non hanno avuto la minima risposta le rogatorie rivolte ad altri Stati.
Si tratta, tra gli altri, degli Stati Uniti, che avevano ad esempio in volo nella zona della tragedia un aereo speciale proprio per i rilevamenti radar, del Belgio che aveva aerei in esercitazione in quei giorni nella zona e della Libia, da sempre collegata alla tragedia.
È chiaro che per le sue indagini la Magistratura italiana può avvalersi soltanto di rogatorie internazionali la cui «forza» deve essere affidata alla determinazione della politica estera del governo. E bisogna prendere atto che fino ad ora non sono stati adeguati né l’impegno degli esecutivi italiani nel chiedere né la disponibilità alla collaborazione degli altri Stati.
È questo cambiamento che chiedo al presidente Renzi e alla politica tutta. Prendo atto che su interessamento della presidente Boldrini in questi giorni alla Camera fa passi importanti il provvedimento presentato dagli onorevoli Verini -Amendola e Migliore per la ratifica della Convenzione europea per la collaborazione in materia giudiziaria del 2000. Ma ci vuole davvero un diverso impegno e al Presidente Renzi, che ha messo in atto una apprezzabile iniziativa per la trasparenza sui documenti riguardanti le stragi nel nostro Paese, voglio chiedere un impegno particolare perché sulla strage di Ustica, sulla quale ripeto è in atto un’inchiesta giudiziaria, sia fatto da subito ogni sforzo, per la disponibilità di ogni genere di documentazione in giacenza presso Ministeri e altre Istituzioni dello Stato.
Oggi, mi sento di dire, la verità sulle cause della tragedia è conquistata, ma l’ultima pagina può scriverla la magistratura soltanto con l’aiuto forte e determinato del governo. Ed è quello che chiediamo.
*Presidente Ass. parenti vittime strage di Ustica

da L’Unità

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