Mese: giugno 2014

“Dobbiamo costruire gli Stati Uniti d’Europa” Il debutto di Renzi per il semestre italiano, di Alberto D'Argenio

Ci siamo, da domani per l’undicesima volta dal 1959 toccherà all’Italia guidare l’Unione europea. Un semestre cruciale per Renzi, che mercoledì presenterà davanti al Parlamento di Strasburgo le sue priorità politiche per l’Europa. Una traccia del discorso al quale il premier lavora di persona da qualche giorno si trova su italia2014. eu, il sito della presidenza italiana preparato dallo staff di Palazzo Chigi: «Il tema dell’Europa è dire ai nostri figli, noi che siamo la generazione Erasmus, che è possibile che l’Europa oggi sia il luogo in cui è possibile la speranza». Insomma, ricreare intorno al progetto comunitario quell’alone di sogno spazzato dalla crisi. «Non provate un brivido pensando di essere chiamati oggi a realizzare quel sogno degli Stati Uniti d’Europa avuto da quella generazione che nelle macerie del dopoguerra iniziò la creazione di un nuovo soggetto?». Si spinge avanti Renzi evocando gli Stati Uniti d’Europa, e il suo sogno nascosto è di dare il via a una nuova costituente che riapra i Trattati per far avanzare il progetto continentale dopo gli anni della crisi, …

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Allarme cassa integrazione “Per quella in deroga manca ancora un miliardo”, di Roberto Mania

Il governo non sta preparando alcun intervento di correzione sui conti pubblici, ma entro quest’anno dovrà, tra l’altro, reperire un miliardo di euro per fronteggiare l’emergenza dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità in deroga. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spiega che ancora non è stata presa una decisione su come attuare quella parte della riforma Fornero sul mercato del lavoro che fissa criteri più rigidi per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga (quelli pagati dalla fiscalità generale e non dai versamenti delle imprese) e ne limita la durata anche con l’obiettivo di ridurne gli abusi. La Cgil stima che, da qui alla fine dell’anno, c’è il rischio che perdano il sostegno al reddito circa 50 mila persone. Si aggraverebbe ulteriormente la situazione occupazionale. Fronte delicatissimo anche sul piano politico. Poletti ribadisce che il Jobs Act non prevede alcun intervento diretto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori come invece propongono alcuni settori della maggioranza. E alla affermazioni del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, ex presidente dei Giovani di Confindustria, secondo cui la legge …

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Carpi, Festa PD – Chi e perchè ha ucciso Aldo Moro

In occasione dell’approvazione della legge per la costituzione della commissione d’inchiesta sul rapimento e uccisione di Aldo Moro: “Chi e perchè ha ucciso Aldo Moro”. Incontro con Gero Grassi, vicepresidente gruppo PD alla Camera e i deputati democratici Manuela Ghizzoni e Edo Patriarca. Presso lo spazio dibattiti della Festa PD intercomunale dell’Unione Terre d’argine (Carpi, Area Zanichelli) Condividi

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"Chi ha vinto chi ha perso", di Rocco Cangelosi

La nomina di Jean-Claude Juncker a presidente della Commissione europea, rappresenta almeno in apparenza la vittoria del Parlamento europeo che, nonostante l’opposizione di Cameron e dell’ungherese Orban, è riuscito a far passare il principio sancito nell’articolo 17 del Trattato di Lisbona. In quell’articolo, si stabilisce infatti che la scelta del presidente della Commissione è fatta dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, tenuto conto delle elezioni europee. Spetterà adesso al Parlamento europeo confermare con il suo voto Juncker alla presidenza della Commissione e, secondo gli accordi presi, Schulz alla presidenza del Parlamento europeo per un mandato di due anni e mezzo (dopo dovrebbe subentrare Lamassoure) sulla base dell’accordo di coalizione con il Ppe, accordo che verrà probabilmente rafforzato dall’apporto del gruppo dei liberali e democratici (Alde) guidato da Verhofstadt, per blindare il voto contro eventuali derive di qualche parlamentare della maggioranza verso posizioni euroscettiche. La nomina di Juncker non è stata invece completata (il che da un punto formale è assolutamente corretto perché occorre attendere prima la nomina definitiva del presidente della Commissione), con l’approvazione di …

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"Metti un’Europa a cena", di Luca Landò

Se il fantasma di Giustiniano si fosse presentato giovedì sera alla cena di Ypres la reazione più probabiòe sarebbe stata un’incontenibile risata. Non tanto e non solo perché le ombre del passato fanno venire in mente più le comiche che le tragedie, più Ghostbuster che Shakespeare, ma perché l’ultimo imperatore bizantino potrà far paura a qualche liceale in prova di maturità, non certo a 28 capi di Stato pronti a far volare coltelli e cosce di pollo piuttosto che accettare serenamente quanto scritto nel secondo libro delle Institutiones. Se lo avessero fatto, non ci sarebbe voluto oltre un mese per indicare in Jean Claude Juncker il successore di José Manuel Barroso alla guida della Commissione europea. Perché se nomina sunt consequentia rerum, la verità dei fatti e delle cose dice che dopo il Trattato di Lisbona il parere degli elettori non è più una variabile indipendente e che il 25 maggio scorso il candidato lussemburghese del Ppe ha preso più voti degli altri cinque sfidanti. Rischiando una sonora bocciatura in latino, i componenti del Consiglio …

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"Made in Italy, la nostra forza in Europa", di Valeria Fedeli

Siamo vicini a profondi cambiamenti, ed è il momento di incidere sulla nuova fase partendo da chi siamo e da quello che sappiamo fare. Ma l’Italia non può immaginare di isolarsi. Dobbiamo avere il coraggio di lanciare davvero un dibattito sugli Stati Uniti d’Europa Legalità, etica, innovazione, ricerca, sostenibilità, paesaggio, bellezza, comunità, coesione: sono parole d’ordine che ispirano una visione di futuro legata al rilancio del “Sistema paese”, ai nostri talenti, alla qualità che è e deve essere il nostro principale biglietto da visita. Abbiamo faticato troppo, come paese, a riconoscere che la competizione si gioca oggi, nei mercati globali, sulla reputazione, sulla credibilità, sulla qualità come fattore reale, complesso, vincente. Lo raccontano le esperienze di tutte quelle imprese e produzioni che hanno continuato a crescere anche durante la crisi, grazie alla capacità di stare nei cambiamenti e nei mercati internazionali puntando proprio sui valori e sulla qualità dei prodotti made in Italy e sulla forza con cui raccontano il nostro paese, la nostra bellezza, quello stile di vita che noi non riusciamo a valorizzare …

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