cultura, partito democratico, politica italiana

"Decreto cultura, si amplia l'art bonus", di Marzio Bartoloni

Via libera della Camera al testo – Alberghi: tax credit anche sui mobili

Senza voti contrari e senza bisogno di ricorrere alla fiducia e dopo solo due giorni di aula il decreto cultura ieri ha incassato il via libera della Camera. Che ha introdotto una serie di modifiche che vanno dall’estensione dell’art bonus all’introduzione di distretti turistici con zone a «burocrazia zero» fino alla possibilità per gli alberghi di usare il tax credit anche per l’acquisto di mobili. Novità subito accolte positivamente dal ministro Dario Franceschini: «Il Parlamento ha migliorato ed arricchito la portata delle norme del decreto».
Tra le altre new entry rispetto al testo iniziale ci sono anche la scelta ogni anno di una capitale italiana della cultura, le deroghe per assunzioni di giovani nei luoghi di cultura, la «carta del turista» con sconti e promozioni e un tax credit per la ristrutturazione delle piccole sale cinematografiche che per il 2015 e il 2016 potranno beneficiare di un credito d’imposta del 30% sui costi sostenuti per restauro e adeguamento tecnologico (il 20% ancora non sono digitalizzate). 
La modifica simbolicamente più importante riguarda però forse l’ampliamento dell’art bonus che è un po’ la bandiera di questo provvedimento: dopo l’intervento di Montecitorio il credito d’imposta del 65% sarà riconosciuto non solo alle donazione a sostegno di istituti e luoghi di cultura pubblici, ma anche a quelle a favore dei concessionari e affidatari di beni culturali pubblici (privati profit e no profit) destinate sempre a realizzare interventi di manutenzione, protezione e restauro. Un portale unico presso il Mibact raccoglierà tutte le informazioni sulle donazioni e sugli interventi realizzati e in corso d’opera. Sul fronte del «Grande progetto Pompei» sono state ridimensionate le deroghe al codice appalti ed è stata introdotta più trasparenza nelle procedure di gara, rafforzando la normativa anticorruzione e innalzando le garanzie a corredo delle offerte delle imprese (dal 2% al 5% del prezzo base del bando). Ogni anno Palazzo Chigi sceglierà poi la «Capitale italiana della cultura» e i progetti saranno finanziati dal Cipe, su proposta del Mibact, a valere sulla quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Parallelamente nascerà il «Programma Italia 2019» per sostener le città italiane candidate a diventare «Capitale europea della cultura». Istituti e luoghi della cultura pubblici potranno infine assumere a tempo determinato professionisti under 40 per servizi di accoglienza e assistenza al pubblico e interventi di tutela, vigilanza, ispezione, protezione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Si tratta della prima concreta applicazione della legge sulle professioni culturali appena approvata dal Parlamento (la cosidetta legge Madia).
Corpose anche le novità al testo per il turismo: oltre agli sconti sull’arredamento degli alberghi che si uniscono a quelli già previsti per le ristrutturazioni si prevede l’estensione del tax credit del 30% sulla digitalizzazione anche alle agenzie di viaggi e ai tour operator incoming (quelli cioè che portano turisti in Italia). In pista anche nuovi criteri per la classificazione degli alberghi: entro tre mesi il ministero rivedrà le classificazioni per adeguarle a quelle utilizzate all’estero premiando accessibilità ed efficienza energetica delle strutture. Un gruppo di lavoro all’Economia rivedrà poi le norme sul tax free shopping che consente ai non residenti di recuperare l’Iva pagata sugli articoli acquistati. Infine con i distretti turistici saranno favorite aggregazioni e reti d’impresa, individuando zone a «burocrazia zero» dove saranno semplificate all’osso le procedure di avvio ed esercizio delle attività imprenditoriali.

da Il Sole 24 Ore

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