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Dodici condizioni per la ricerca – Manuela Ghizzoni 29.10.14

Oggi pomeriggio, in commissione Istruzione, è stato approvato il parere, previsto dalla legge, sullo schema di decreto ministeriale per il riparto dei finanziamenti statali destinati agli enti di ricerca vigilati dal Miur. Il parere è  stato approvato all’unanimità: un risultato importante, ottenuto dalla discussione seria ed approfondita svolta in commissione e dalla capacità della relatrice, Ilaria Capua, di fare sintesi del dibattito in 12 punti, che hanno condizionato il parere favorevole. 12 questioni che a nostro avviso chiariscono e rendono più  trasparenti le procedure di riparto dei finanziamenti (come potrete verificare direttamente dall’immagine sottostante).  Oggi è intervenuta ai lavori anche la ministra Giannini, che ha condiviso e accolto le condizioni proposte dalla commissione. Questo significa che il testo del decreto andrà modificato: a questo proposito mi limito ad un apice e ad una considerazione finale. L’auspicio è che non si modifichino ogni anno le modalità per ripartire le risorse, come se si procedesse per approssimazioni successive in assenza di una visione chiara. Apportate le modifiche richieste dalla Commissione, le modalità individuate in questo decreto potrebbero costituire una matrice stabile per il futuro.
La considerazione: siamo ad ottobre e stiamo ancora discutendo le modalità per ripartire le risorse del 2014. Agli enti questi finanziamenti arriveranno quindi a fine anno, mentre la quota premiale, come l’anno scorso, avverrà a primavera inoltrata del 2015. E’ chiaro che questi ritardi “cronici” danneggiano la buona funzionalità degli enti di ricerca così come la loro programmazione: come possiamo pretendere che siano competitivi a livello internazionale se ad ottobre ancora non hanno contezza delle risorse statali a loro disposizione! So bene che le modifiche da apportare al testo richieste dalla Commissione fanno temere agli Enti ulteriori ritardi per l’assegnazione delle risorse, ma se i criteri individuati si stabilizzassero, già dal 2015 si potrebbe procedere con tempi “europei” alla suddivisione delle risorse. Lavoriamo per questo obiettivo: forse piccolo, ma “rivoluzionario”.

 

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