attualità, università | ricerca

"Grandi italiani crescono (soprattutto all'estero)", di Beppe Severgnini – Corriere della Sera 05.11.14

I fatti: l’italiana Fabiola Gianotti sarà il prossimo direttore generale del Cern di Ginevra, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Il commento: bella notizia, ma non sorprendente. 
Ogni volta che gli scienziati italiani vengono messi in condizione di lavorare bene, i risultati arrivano. Lavorare bene vuol dire: disporre di mezzi economici sufficienti e strutture adeguate; operare con procedure ragionevoli; poter scegliere i collaboratori (e allontanarli, quand’è il caso); non dover lottare quotidianamente contro politicanti ubiqui e bradipi burocratici.
Certo, non tutti si trovano a dirigere grandi laboratori o istituti internazionali. Una sola è arrivata al vertice nel centro del superacceleratore Lhc, che ha studiato il bosone di Higgs. Ma la regola è la stessa: i buoni luoghi generano buoni pensieri, e i buoni pensieri conducono a grandi risultati. I nomi degli italiani arrivati ai vertici della scienza mondiale sono molti. Un brevissimo elenco, tra le persone che ho conosciuto: l’immunologo Lanzavecchia in Svizzera, il biologo Vescovi in Canada, il genetista Pandolfi a Harvard, il fisico Coppi al MIT, Ferrari a Houston (nanotecnologie mediche), Cipolla a Cambridge e Soatto a Ucla (robotica). Molti altri hanno successo in Italia, per fortuna. Ma state certi: hanno successo perché, a un certo punto, hanno potuto lavorare con serenità.
Le congratulazioni, e la nostra soddisfazione per carriere come quella di Fabiola Gianotti, rischiano di nascondere una sorpresa che non ha motivo d’esistere. Gli italiani non sono solo intelligenti e intuitivi; quando vogliono, sono precisi e affidabili. Messi nelle giuste condizioni, spesso arrivano all’eccellenza. Non vale solo per gli scienziati: vale per tutti noi.
Esistono i caratteri nazionali, ma non esiste un determinismo etnico. Sono gli ambienti che producono i comportamenti. È il terreno che produce i frutti, o li porta a marcire. Mi è capitato di vederlo più volte: una persona, in un cattivo ambiente di lavoro, si comporta male; spostata in un buon ambiente di lavoro, si comporta bene e arriva al successo. Ecco: facciamo in modo che l’Italia diventi un ambiente buono. Altrimenti, per lavorare bene, gli italiani onesti e capaci dovranno andarsene. Ieri non è arrivata solo la notizia della nomina di Fabiola Gianotti. Ne è arrivata anche un’altra sulla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor: ha patteggiato un milione di euro di sanzione pecuniaria. Altri 9 milioni le saranno confiscati, come provento del reato di corruzione nell’ambito del caso Maugeri di Pavia, per cui è stato rinviato a giudizio l’ex governatore lombardo, oggi senatore ncd, Roberto Formigoni, insieme ad altre 9 persone. Conosco ottimi medici, persone perbene, che lavoravano nella Fondazione: come si sentono, oggi, leggendo queste cose?

Condividi