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Territorio, on. Ghizzoni “Rilanciare le Scienze della Terra” – comunicato stampa – 04.02.15

  

La Commissione Istruzione della Camera dei deputati, con voto unanime, ha dato il proprio via libera alla proposta di legge per il rilancio della formazione e della ricerca nel campo delle discipline geologiche, branca fortemente penalizzata dalla riforma Gelmini. La deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni è relatrice del provvedimento. “Occorrediffondere concretamente – dice l’on. Ghizzoni – una cultura di tutela del territorio che parta dall’investimento sulla formazione di professionisti esperti. E’ un atto dovuto al nostro Paese che mostra sempre più la sua fragilità idrogeologica, come drammaticamente testimoniano i territori della Bassa modenese, colpiti a breve distanza da terremoto e alluvione”.  A beneficiare del provvedimento saranno anche i Dipartimenti di Scienze della Terra emiliani, quello modenese compreso, che avevano perso la propria autonomia dipartimentale con la riforma Gelmini.

E’ stato adottato, martedì 3 febbraio, in Commissione Istruzione di Montecitorio il nuovo testo base della proposta di legge per il rilancio della formazione e della ricerca nel campo delle discipline geologiche. La proposta, avanzata dall’on. Raffaella Mariani di cui è relatrice la deputata modenese Pd Manuela Ghizzoni, mette al primo punto premi e borse di studio, aggiuntive rispetto a quelle erogate dal diritto allo studio, agli studenti iscritti ai corsi di laurea in Scienze della Terra. Previsti anche fondi per la ricerca, con la destinazione dell’1% del Fondo per la prevenzione del rischio sismico alle università che investono in strumenti per studio e previsione del rischio geologico, e con lo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro annuali, fino al 2017, a progetti sulla prevenzione dei rischi. Introdotta, inoltre, la deroga ai limiti fissati dalla legge Gelmini per poter costituire Dipartimenti autonomi nelle Università che avrà effetti particolarmente positivi sulla presenza delle scienze geologiche nel sistema universitario. “Il via libera, con voto unanime, della Commissione – commenta Manuela Ghizzoni – esprime la volontà di diffondere concretamente una cultura di tutela del territorio che parte dall’investimento sulla formazione di professionisti esperti. Nel dettaglio abbiamo posto rimedio alle limitazioni derivate dalla riforma Gelmini che avevano fortemente penalizzato i Dipartimenti di Scienze della Terra. Altresì sosteniamo queste discipline scientifiche sia attraverso misure incentivanti delle iscrizioni, sia con contributi all’attività di ricerca. E’ un atto dovuto al nostro Paese che mostra sempre più la sua fragilità idrogeologica, come drammaticamente testimoniano i territori della Bassa modenese, colpiti a breve distanza da terremoto e alluvione”. A beneficiare del provvedimento saranno anche i Dipartimenti di Scienze della Terra delle università emiliane, quello modenese compreso, che, pur vantando tradizioni di studio riconosciute a livello internazionale, avevano perso la propria autonomia dipartimentale con la riforma Gelmini. Lo scorso mese di novembre, ad esempio, Scienze della Terra di Modena si è classificata terza in Italia nella graduatoria di settore stilata dal Censis. Quanto al progetto di legge, per la settimana prossima è  previsto il passaggio al Miur e se il parere del Ministero sarà favorevole si potrà procedere all’approvazione del provvedimento in sede legislativa.

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VM
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“A beneficiare del provvedimento saranno anche i Dipartimenti di Scienze della Terra delle università emiliane”
in base ai numeri attuali ne dubito

Manuela Ghizzoni
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Dubitare è utile, ma non contro l’evidenza. La norma recita “1. All’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Si prescinde dai predetti limiti numerici qualora ad un dipartimento afferisca almeno l’80 per cento dei professori e ricercatori dell’ateneo appartenenti alla medesima area disciplinare, comunque in numero non inferiore a venti».

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