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Ghizzoni “Fuori dal Patto stabilità opere per 44 scuole modenesi” – comunicato stampa 26.06.15

Le spese per i lavori di messa in sicurezza di 44 edifici scolastici modenesi, situati in 22 Comuni, potranno essere escluse dal Patto di stabilità interno, per un importo complessivo di 2 milioni e 850mila euro: lo annuncia la parlamentare modenese del Pd Manuela Ghizzoni, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del dl Enti locali. I Comuni interessati, però, dovranno trasmettere lo specifico modulo compilato entro la fine del mese di giugno alla Presidenza del Consiglio.

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del dl Enti locali entra in vigore una norma molto attesa per proseguire nell’impegno di rendere più sicure le scuole italiane: l’articolo 1 prevede, infatti, la possibilità per i Comuni di escludere dal Patto di stabilità interno le spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il provvedimento istituisce un Fondo con almeno 20 milioni di euro e specifica che le spese che possono derogare dal Patto di stabilità sono quelle derivanti da stanziamenti di bilancio e/o contrazioni di mutuo per gli interventi già finanziati con la delibera del Cipe del giugno 2014. “Nella delibera Cipe – spiega Manuela Ghizzoni – erano previste le risorse legate ai singoli progetti, nel dl Enti locali c’è lo sblocco dal Patto di stabilità. Una norma che, solo nel modenese, riguarda ben 22 Comuni e 44 edifici scolastici, per un totale di lavori il cui importo supera i 2 milioni e 850mila euro”. I Comuni citati nella delibera Cipe sono variamente distribuiti sul territorio provinciale, dalla montagna alla Bassa. Si tratta dei Comuni di Bomporto, Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Campogalliano, Fiumalbo, Formigine, Frassinoro, Lama Mocogno, Maranello, Marano sul Panaro, Modena, Montefiorino, Montese, Nonantola, Novi di Modena, Polinago, Prignano, Ravarino, San Cesario sul Panaro, Serramazzoni, Sestola, Zocca. I lavori presi in considerazioni sono i più vari: vanno dall’adeguamento sismico alla messa in sicurezza di parti degli edifici, dalla manutenzione della copertura alla realizzazione di cucine al rifacimento dei serramenti o della pavimentazione. Ogni Comune, insomma, a suo tempo predispose il progetto ritagliato sulle specifiche esigenze locali: “Ora c’è un’altra scadenza – conclude Manuela Ghizzoni – Per poter accedere allo sblocco del Patto di stabilità, infatti, i Comuni interessati dovranno trasmettere, entro il 30 giugno 2015, uno specifico modulo compilato alla Presidenza del Consiglio dei ministri (mail ediliziascolastica@pec.governo.it). Il vantaggio è evidente per tutti ed era atteso da tempo”.

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