Mese: aprile 2016

L’Italia non è (ancora) un Paese per donne al lavoro

In Italia lavora fuori casa il 20% in meno di donne rispetto agli uomini. Peggio di noi, in Europa, solo Malta. Nella giornata della Festa del lavoro l’inoccupazione femminile è ancora un freno al compiuto progresso del Paese. Più donne al lavoro significa più libertà e autonomia per le donne e crescita economica per il Paese è, quindi, migliore capacità di uscire dalla crisi. Gli ostacoli, però, sono ancora tanti, come sottolinea la vice-presidente del Senato Valeria Fedeli nel suo articolato intervento su L’Unità. Prima ancora che dell’organizzazione del mondo del lavoro e dell’inadeguatezza delle misure di welfare (che pure ci sono), dobbiamo discutere di come superare gli ostacoli di tipo culturale e sociale. Il lavoro di cura e quello domestico, ad esempio, restano ancora in gran parte un carico per le sole donne sebbene sempre le donne abbiano già superato gli uomini in quanto a formazione superiore: negli ultimi anni, sono più le ragazze laureate dei loro colleghi maschi. E’ ora di cambiare le cose anche negli altri ambiti. Solo più donne nel mondo …

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Il futuro dell’‎università‬ italiana tra problemi di finanziamento e valutazione

Il Pd e i Gd di Pavia mi hanno invitato, venerdì 29 aprile, ad un incontro pubblico per discutere di diritto allo studio, finaziamenti alle università statali e valutazione. Con Stefano Ramat e la collega Chiara Scuvera abbiamo ragionato anche  confortata anche degli ultimi dati del Rapporto Alma Laurea.  Con i presenti abbiamo condiviso la necessità di intervenire su tre ambiti: gli studenti, i docenti e il sistema universitario più in generale. E’ necessario completare la normativa del diritto allo studio, ampliando la platea dei beneficiari, garantendo la borsa di studio a tutti gli idonei e rendendo stabile l’incremento di 55 milioni del Fondo integrativo statale. Necessario, inoltre, sperimentare lauree triennali immediatamente professionalizzanti nei settori tecnici e mettere in campo un programma straordinario di orientamento pre-universitario per diminuire gli abbandoni precoci e i frequenti trasferimenti di corso. Per fermare l’emorragia di professori e ricercatori, bisogna rimuovere il blocco del turn over; recuperare nelle retribuzioni quanto perso con il blocco stipendiale 2008-2015; rivedere la giungla dei contratti pre-ruolo e garantire stabilità e regolarità nel tempo del …

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Le zone franche urbane, obiettivo raggiunto

Le zone franche urbane sono una realtà. Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la graduatoria delle 1.700 piccole imprese delle zone del cratere sismico ammesse alle agevolazioni e sono stati stanziati fondi per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro, suddivisi su un biennio. Fa piacere vedere realizzato un obiettivo che si è inseguito a lungo e con pervicacia. La genesi fu difficile, anche a causa del tasso ideologico di qualcuno, Lega nord in testa, che chiedeva con forza la “no tax area” e accusava il Pd di non sostenere le esigenze dei terremotati emiliani. La “no tax area” non era possibile per la normativa europea, come dicemmo fin dall’inizio, ma ci impegnammo concretamente per la realizzazione di forme di fiscalità di vantaggio. Ecco, siamo riusciti a portarle a casa per le imprese collocate nei centri urbani, grazie al confronto con i cittadini, le associazioni, le amministrazioni locali, la Regione e il Governo. Non era un obiettivo scontato. E non è di poco conto, perché i cittadini terremotati, in primis, e i loro …

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Il Brennero, snodo della storia e dell’economia

Non una barriera, ma un varco controllato. Le diplomazie al lavoro cercano di smussare le punte acuminate di un progetto demagogico, nato per ragioni elettoralistiche interne all’Austria, che però rischia seriamente di travolgere l’idea stessa dell’Europa unita e, contemporaneamente, la nascente ripresa economica italiana. Su queste affermazioni ho il conforto di due opinionisti come Guido Crainz e Giorgio Santilli che, in due giorni diversi, su due giornali diversi, analizzano le ricadute politiche, sociali, culturali ed economiche di un’aberrazione delle cui conseguenze, non tutti, hanno consapevolezza. Anche solo un rallentamento del transito al Brennero significa penalizzare pesantemente la circolazione delle merci dirette ai mercati del Nord Europa. E sarebbe, tra l’altro, del tutto inefficace per provare a fermare quelli che, per ora, sono solo ipotetici flussi di profughi: se il “transito umano” si intensificasse, come avvenuto in passato, i “passeur” li porterebbero attraverso i boschi, non certo sulla Statale. Consiglio, quindi, a chi vuole approfondire, la lettura di entrambe le analisi: illuminanti. Sole24Ore – Giorgio Santilli: in discussione non è Schengen ma il mercato unico Repubblica …

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Il politico nel bidone dell’indifferenziato e la bellezza della politica

Sul web impazza un fotomontaggio che rappresenta una signora (in questo un po’ sessista) che conferisce nel cassonetto dell’indifferenziato molti volti noti della politica nazionale per rimarcare che i suddetti non sono adeguati nemmeno per la raccolta differenziata e che la loro giusta collocazione è tra il materiale non riciclabile. I commenti che accompagnano l’immagine sono ancora più caustici. Purtroppo, abbondano gli esempi di mala-politica che alimentano e giustificano certi giudizi, che hanno trovato nelle parole di Davigo sui politici che una sintesi sferzante ancorché sommaria (in parte mitigata da una sua successiva dichiarazione, che però è stata scarsamente veicolata). Sono immagini e commenti che mi toccano direttamente come donna impegnata in politica e come parlamentare. Così come mi ha toccato direttamente la notizia dell’avviso di garanzia ricevuto dal presidente del Pd campano Stefano Graziano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, sulla scorta di una telefonata tra due boss mafiosi che lo citano. Lui si è detto fiducioso nell’operato della magistratura e sicuro di poter dimostrare l’estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Come …

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Edilizia scolastica, il punto sulle linee di finanziamento

Stamattina in Commissione Cultura è è intervenuta l’arch. Laura Galimberti, che coordina la Struttura di missione sull’edilizia scolastica, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Si è fatto il punto sulle diverse linee di finanziamento che, con diverse tipologie (finanziamenti diretti, fondi rotativi, sblocchi dai vincoli di bilancio), sommano a 4,2 miliardi di investimenti, come illustra la foto sottostante. Una disponibilità di risorse importanti che hanno consentito e consentiranno in tutta Italia l’apertura di cantieri per nuove scuole o per intervenire su quelle esistenti. Sul sito italiasicura.governo.it si può prendere visione della mappa interattiva dei cantieri. A questo proposito, la struttura di missione ha sviluppato un webgis open data dove saranno georiferiti tutti gli interventi sugli edifici scolastici, che potranno essere visionati da tutti i cittadini. La relazione dell’Architetto Galimberti della Struttura di missione sull’edilizia scolastica (file pdf) Condividi

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La cultura allunga la vita, la mancata prevenzione la accorcia

Disuguaglianze sociali che si consolidano, di tipo sociale, geografico e di istruzione. Sembra essere questa la sintesi consegnataci da due ricerche i cui risultati sono oggi sui giornali: il rapporto “Osservasalute” redatto dall’Università cattolica e uno studio Istat sulle disuguaglianze sociali nella mortalità. Premesso che i fenomeni demografici sono di complessa lettura e analisi, con concause che si intrecciano e interagiscono, e con conseguenze tutte da decifrare sul più lungo periodo, gli esiti destano, comunque, preoccupazione. Il rapporto sulla salute certifica, per la prima volta negli ultimi 50 anni, una frenata nell’aspettativa di vita. Di due mesi appena, ma comunque una frenata su quella che, molti di noi nati nel secondo dopoguerra, avevano immaginato essere una linea retta progressiva. La ricerca Istat certifica, invece, che un laureato ha un’aspettativa di vita superiore di cinque anni rispetto a un suo coetaneo con la licenza elementare. Le prime avvisaglie di un cambio di rotta le avevamo avute qualche mese fa, quando furono diffusi i dati Istat su un picco di mortalità (+54mila decessi) registratosi nel 2015. Secondo …

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