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La casa-museo di Antonio Gramsci sarà “monumento nazionale”


Casa_Gramsci

 

La casa-museo a Ghilarza, in Sardegna, dove crebbe Antonio Gramsci, sarà “monumento nazionale”. Lo ha stabilito, oggi, la Camera. Si tratta di un appellativo che riconosce e sottolinea la valenza dell’edificio per la storia e la cultura della nazione. L’approvazione odierna è un doveroso omaggio a uno dei più grandi intellettuali italiani del ‘900, politico e scrittore, il cui pensiero e le cui opere sono conosciute in tutto il mondo. Tutte le forze politiche presenti hanno votato a favore, tranne la Lega e i 5 stelle. La Lega, forse per “non imbarazzarsi con un comunista”, si è astenuta. I 5 stelle, ai quali peraltro si deve la decisione di impegnare l’Aula su questo tema visto che si erano già rifiutati di concedere la procedura in sede legislativa in Commissione (procedura più snella e veloce), hanno votato contro. Per giustificare questa decisione hanno dovuto sfoderare un florilegio di luoghi comuni, valutazioni capziose e benaltrismo degni di miglior causa. Il tutto adombrando chissà quali nefandezze, tutte peraltro poggiate su inverosimili punti di partenza. A un certo punto hanno sostenuto che l’operazione serviva per dragare fondi dello Stato da far convergere sulla casa-museo, sapendo benissimo che il presupposto per accedere a risorse da destinare alla tutela e alla manutenzione dei beni culturali è la dichiarazione di “luogo di interesse nazionale” previsto dal Codice dei beni culturali, definizione peraltro già acquisita dalla casa-museo Gramsci che, quindi, proprio su questa base, già può richiedere tali fondi. Ma, mi chiedo, non facevano prima a dire no, “per noi la casa di Ghilarza non è luogo degno di essere monumento nazionale. Gramsci non ci interessa”. Evidentemente non gli interessa nemmeno il suo “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. Insomma, nemmeno in questa occasione è stata una discussione serena. Ora l’ultima parola passa al Senato.

Nell’ambito di questo voto, inoltre, è stato approvato anche un mio ordine del giorno che propone al Ministero di adottare, in casi come questi (sono decine le richieste presentate per edifici e luoghi della memoria in tutta Italia e solo due, compresa questa, le approvazioni avvenute da inizio legislatura), una procedura amministrativa e non legislativa. Non si tratta di svilire la procedura, ma di darle, contemporaneamente, maggiore certezza e celerità. Dal 2013 è diventata “monumento nazionale” solo la Basilica palladiana di Vicenza e la casa-museo di Gramsci è in corso, ma decine e decine sono le richieste che giacciono per monumenti che hanno altrettanto valore straordinario per la nostra storia, penso, vicini a noi, all’ex Campo di Fossoli o a Casa Cervi. E’ un patrimonio di grande valore morale e storico: non tardiamo a riconoscerlo per mere ragioni procedimentali.

 

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(Fonte immagine: casagramscighilarza.org)

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