attualità, cose che scrivo

La libertà di stampa, attuazione ancora in progress

World Press Freedom Day 2016

In tutto il mondo si è celebrata martedì la Giornata mondiale per la ‪‎libertà‬ di ‪stampa‬. Ci piacerebbe pensare che il tema riguardi soprattutto altri. In particolare altri Paesi, soggiogati a regimi. Purtroppo la recentissima graduatoria stilata da Reporter senza frontiere classifica l’Italia al 77esimo posto nel mondo, in calo di quattro posizioni rispetto a un anno fa. Siamo fanalino di coda anche in Europa, uno dei continenti, comunque, dove maggiore è la tutela dei giornalisti. Veleggiamo nella zona bassa delle classifiche soprattutto per la quantità di intimidazioni e minacce rivolte ai cronisti. E, in effetti, se penso alla mia regione, l’Emilia-Romagna, sono molte le vicende che hanno visto i giornalisti come protagonisti loro malgrado delle cronache. A partire dal modenese Giovanni Tizian che, da anni, vive sotto scorta dopo aver scritto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo del gioco illegale, per arrivare ai cronisti reggiani minacciati, come confermato dai dossier dell’inchiesta Aemilia. Era un ricercatore, ma anche un giornalista appassionato, ‪‎Giulio Regeni‬, alla cui memoria è stato dedicato il concertone del 1° maggio, ma anche i sit-in organizzati dalle associazioni dei giornalisti e per la difesa della libertà di stampa tenutisi, a Roma, nella giornata di lunedì, davanti alle sedi di alcune ambasciate. Come ha detto con efficacia il segretario dell’Onu Ban Ki-moon: “I media sono i nostri occhi e le nostre orecchie”. Difendiamone l’operato.

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