attualità, territorio

Quattro anni fa il “nostro” terremoto

temiano botta bn

 

Quando penso al “nostro” terremoto, penso a quanto abbiamo “ballato”, a quanto fossimo increduli nel vedere la nostra solida terra piatta rivelarsi (inaspettatamente?) un mare ondoso e a come poi siam diventati esperti di INGV, Protezione civile, piani di evacuazione… perché è così che siamo, lo smarrimento ci coglie per un attimo, poi torniamo a riprendere in mano la situazione.

Quando penso al “nostro” terremoto mi viene in mente Tolstoj e l’incipit di Anna Karenina sulle famiglie infelici, ognuna disgraziata a modo proprio, mentre quelle felici si somigliano le une alle altre. Proprio come i terremoti, ognuno disgraziato a modo proprio. Il nostro fu quello dei capannoni, delle vittime che morirono sui luoghi di lavoro, delle imprese che hanno ricominciato sotto un tendone e che adesso aspettano la proroga per la restituzione del mutuo acceso per pagare le tasse…

Quando penso al “nostro” terremoto, penso alla fatica che tutti abbiamo fatto e stiamo facendo per rimetterci in piedi, con dignità e determinazione, con quella “grosta” che ci permette di dire che siamo artefici del nostro destino.
Grazie a tutti voi: ‪#‎TeniamoBotta‬

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