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Servizi 0-6 anni, serve piano straordinario assunzioni

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Il grave problema del precariato nei nidi e nelle scuole comunali d’infanzia è al centro di una risoluzione presentata alla Camera dai deputati Pd della Commissione Istruzione, compresa la modenese Manuela Ghizzoni. “Lo stato di sofferenza dei Comuni è stato più volte denunciato dall’Anci – spiega l’on. Ghizzoni – Occorre che si preveda un piano straordinario di assunzione di educatori e insegnanti e, nel frattempo, si applichi la possibilità di reiterare i contratti di lavoro a tempo determinato in attesa di attivare il nuovo piano e le nuove procedure concorsuali”.

I Comuni devono essere messi nelle condizioni di attuare un piano di azione per la salvaguardia e lo sviluppo dei servizi educativi e scolastici per l’infanzia, grazie anche alla risoluzione della cronica carenza di personale attuata attraverso un piano straordinario di assunzione di educatori e insegnanti e alla possibilità di reiterare, nel frattempo, per il prossimo triennio i contratti di lavoro a tempo determinato. La sofferenza in cui versano i Comuni nel mantenere la qualità dei servizi educativi rivolti ai bambini della fascia d’età 0-6 anni, più volte denunciata dall’Anci, è al centro di una risoluzione – presentata alla Camera dai deputati Pd della Commissione Istruzione, tra cui la modenese Manuela Ghizzoni – con cui si impegna il Governo a risolvere, nel prossimo provvedimento utile, probabilmente la futura Legge di stabilità, il problema del precariato nei nidi e nelle scuole comunali. “Lo Stato deve consentire un piano straordinario di assunzioni – spiega Manuela Ghizzoni – nei nidi e nelle scuole dell’infanzia a gestione diretta dei Comuni. A causa dei limiti imposti in materia di assunzioni e per i vincoli di bilancio collegati al Patto di stabilità, i Comuni sono sempre più in difficoltà a garantire la costante erogazione di un servizio pubblico essenziale come i nidi e le scuole d’infanzia. Ogni anno devono ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato con un aggravio di costi e nell’impossibilità di assicurare continuità educativa. Come già accaduto per le scuole statali, occorre garantire un organico di personale stabile”. La risoluzione presentata impegna il Governo “ad assumere – nelle debite forme – iniziative anche normative che consentano ai Comuni di elaborare e realizzare un piano di azione per la salvaguardia e lo sviluppo dei servizi educativi e scolastici per l’infanzia da 0 a 6 anni nel quadro del sistema integrato di educazione e di istruzione previsto dalla legge n. 107 del 2015; di predisporre e realizzare un piano straordinario di assunzioni di educatrici, educatori e insegnanti attingendo dalle graduatorie permanenti e dalle graduatorie concorsuali aperte; di prorogare per il prossimo triennio la facoltà per i Comuni, così come previsto per la scuola statale, di reiterare i contratti di lavoro a tempo determinato per consentire loro di procedere all’attuazione del predetto piano straordinario di assunzioni e all’attivazione di nuove procedure concorsuali”.

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