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Bangladesh, una strage vicina, una strategia di risposta da individuare

terrorismo

L’italiano sopravvissuto, Gian Galeazzo Boschetti, è modenese. Tra gli imprenditori del tessile uccisi c’era chi aveva rapporti di lavoro diretti con il distretto del tessile carpigiano. La strage di Dacca coinvolge anche il territorio modenese.g Effetti della globalizzazione. Anche ciò che accade in un altro continente ci tocca direttamente. E’ per questo che a chi invoca una guerra contro i terroristi non resta che chiedere “Ma guerra a chi?”. L’attentato è stato attribuito in un primo momento all’Isis, ma non è più così certo. Chi indaga in Bangladesh segue anche la pista di Al-Qaeda, come pure quella di gruppuscoli estremisti locali che si sono solo ispirati alle compagini integraliste più conosciute. Guerra all’Islam, allora? Eppure, proprio nell’attentato di Dacca, abbiamo visto all’opera il fanatismo dei terroristi che in nome di Allah si sono fatti giustizieri, ma anche il giovane studente universitario musulmano che per difendere le sue due amiche indiane si è fatto martirizzare. L’unica domanda, mi sembra, che dovremmo porci è: “Erano intercettabili? Avevano mandato segnali che potevano essere meglio e in anticipo intercettati? Era possibile, insomma, prevedere e quindi prevenire la strage?”. E allora la risposta non può essere che “maggiore intelligence”, dobbiamo cercare di meglio capire, conoscere e indagare per mettere in campo tutte le possibili azioni e strumentazioni che ci consentano di giocare d’anticipo. Difficilissimo, naturalmente. Ma non ci sono altre opzioni.

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