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Concordati, al lavoro perché ci sia attenzione specifica

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«Al lavoro perché nella legge delega che mira a riordinare l’intera materia di diritto fallimentare sia posta una specifica attenzione alla condizione di subappaltatori e fornitori nei territori in stato di emergenza, come appunto la nostra Bassa modenese colpita dal sisma del maggio 2012.» Così insieme ai colleghi modenesi del Pd Davide Baruffi, Maria Cecilia Guerra e Stefano Vaccari siamo intevenuti oggi sull’allarme lanciato da Rete Imprese sul preoccupante aumento di richieste di concordato preventivo da parte di imprese appaltatrici dei lavori per la ricostruzione, fenomeno che sta mettendo in seria difficoltà l’indotto composto spesso da ditte di piccole e medie dimensioni, impossibilitate a rientrare dei loro crediti. Ecco la nostra dichiarazione:

“Proprio all’inizio di questo mese di luglio, ci siamo fatti promotori di un incontro, qui a Modena, tra i rappresentati di Rete Imprese e il deputato Alfredo Bazoli, relatore della legge delega che mira al riordino dell’intera materia di diritto fallimentare e della disciplina dei concordati ora all’esame della Camera. Una riforma all’interno della quale stiamo lavorando perché sia posta una specifica attenzione alla condizione di subappaltatori e fornitori nei territori in stato di emergenza, come appunto la nostra Bassa modenese colpita dal sisma del maggio 2012. In quell’incontro i rappresentati delle imprese hanno potuto esprimere la loro preoccupazione per un fenomeno che sta mettendo in seria difficoltà tante aziende, piccole e medie, titolari di subappalti per la ricostruzione post sisma. Attualmente infatti queste imprese, in caso di procedura concordataria o ancor peggio fallimentare da parte di aziende cui hanno fornito servizi o subappalti, vedono le loro possibilità di essere, anche solo parzialmente, indennizzate legate alla classe di appartenenza creditoria e ciò comporta molto spesso il rischio di non vedersi riconoscere le somme loro spettanti. Un allarme del quale ci siamo fatti carico sin da subito portando la questione anche all’attenzione dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, facendoci portatori delle sollecitazioni giunte da professionisti, imprese e Comuni, anche con atti formali come l’ordine del giorno approvato sul tema dall’Amministrazione di Mirandola. Sollecitazioni che avemmo modo di illustrare anche al ministro Maria Elena Boschi, nel corso dell’incontro con Rete Imprese Italia organizzato a Roma nello scorso mese di maggio.”

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