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Ottobre rosa: voler bene a se stesse e al proprio corpo

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Alla presenza della vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, domani mattina, a Carpi, si svolgerà un importante convegno: “Il tumore al seno: dalla prevenzione alla terapia”. E’ un’iniziativa nell’ambito dell’“Ottobre rosa” promosso dall’Azienda Sanitaria di Modena, che ringrazio per aver scelto Carpi come sede del convegno: una scelta non casuale, legata all’attenzione da sempre dedicata a questo tema dalla città, dalle sue Amministrazioni, dall’Ospedale con il suo personale medico e sanitario e dalle associazioni femminili e di volontariato. Il convegno affronterà temi cruciali per il territorio e la salute delle donne. La prevenzione è uno strumento fondamentale che abbiamo a disposizione per combattere il tumore, una patologia che, nonostante i tanti successi ottenuti dalla medicina, fa ovviamente ancora paura. Invito le donne a superare i propri comprensibili timori e a partecipare con regolarità agli screening di prevenzione e, una volta individuata la malattia, a sottoporsi alle cure che, davvero, riescono a salvare delle vite. Le donne devono voler bene al proprio corpo, non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello sanitario. Viviamo in una regione, l’Emilia-Romagna, che ha fatto della prevenzione uno dei punti di forza del proprio sistema sanitario: di questo dobbiamo sentirci fieri, ma soprattutto non dobbiamo lasciare cadere gli inviti a partecipare ai controlli periodici previsti. In caso di esito positivo, è naturale, che si scatenino ansie e timori, ma non bisogna avere paura delle terapie. Non facciamoci abbindolare da possibilità di cura miracolistiche, ma affidiamoci a medici seri, che seguono i protocolli sperimentati dalla comunità scientifica internazionale. Al medico, in particolare, spetta una grande responsabilità: saper trasmettere, sin dal primo e importantissimo incontro con la paziente, la consapevolezza che verrà non solo curata in quanto malata, ma “presa in carico” in quanto persona in tutto il suo percorso di risoluzione della malattia. Purtroppo nella formazione del medico, la preparazione alla relazione e alla comunicazione con il paziente ha un rilievo ancora marginale: eppure dal primo approccio medico-paziente tanto dipende del prosieguo e dell’esito della cura, che deve basarsi innanzitutto su un “sano” rapporto di fiducia e di rispetto reciproci. Lo sanno bene al Day Hospital Oncologico di Carpi, dove la persona che si ammala è al centro del lavoro quotidiano dei medici, degli infermieri e del personale non sanitario, oltre che dei volontari dell’AMO. Grazie, a tutti voi!

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