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Approvata la legge sul cinema e l’audiovisivo, grande risorsa della cultura italiana

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Alla Camera, stamattina, dopo l’esame del Senato, abbiamo approvato in via definitiva la nuova legge per il cinema e l’audiovisivo: una norma attesa da trent’anni, a cui la legge di stabilità per il 2016 ha fornito i fondi necessari per il definitivo decollo. Ricordo che, dieci anni fa, da capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, fui ricevuta, con il mio omologo al Senato, dall’allora ministro della Cultura Rutelli che ci annunciò l’avvio di due importanti provvedimenti legislativi sollecitati e sostenuti dal Governo Prodi: la legge sullo spettacolo dal vivo, di cui si sarebbe occupata la Camera e la legge sul cinema, che sarebbe stata di competenza del Senato. Quella legislatura durò troppo poco per permettere alle due iniziative di essere concluse… Nella legislatura successiva (governi Berlusconi e Monti) alla Camera riprendemmo l’esame sullo spettacolo dal vivo, senza concluderlo… Oggi, invece, la legge sul cinema, diventa finalmente realtà. Come ho detto, è un provvedimento collegato alla legge di Stabilità dello scorso anno: siamo riusciti a farlo diventare legge nel giro di “appena” un anno (periodo breve per i tempi parlamentari), grazie al ricorso di un “escamotage” procedurale che, credo, valga la pena spiegare. Il disegno di legge nasce con una dotazione di fondi importante, doppia rispetto a quella consueta e per non tardarne oltremodo la fruibilità a vantaggio di tutti coloro che, a vario titolo, lavorano nel mondo del cinema e dell’audiovisivo, è stato necessario muoversi con (relativa) rapidità. Ebbene, l’unico modo per accelerare il procedimento, stanti i meccanismi attuali di bicameralismo paritario, è stato quello di superare la consueta “navetta” tra i due rami del Parlamento, concentrando la grande mole di lavoro di esame del provvedimento nel solo Senato. Si è voluto, infatti, costruire misure che andassero incontro alle esigenze reali e attuali del mondo del cinema e, quindi, sono state effettuate più di sessanta audizioni. Poi, sempre al Senato, si è lavorato alla stesura e alle modifiche al testo. La Camera ha rinunciato, di fatto, in nome di un obiettivo condiviso, a svolgere la propria funzione legislativa prevista oggi dalla Costituzione ed ha “ratificato” il testo trasmesso dal Senato. Quando, nelle mie considerazioni sulla riforma costituzionale svolte sul mio blog, parlo di semplificazione e snellimento delle procedure legislative, mi riferisco anche a questo. Superare il bicameralismo paritario, concentrare il lavoro legislativo in una delle Camere, vorrà dire davvero accelerare il procedimento legislativo, a tutto vantaggio delle comunità interessate dai provvedimenti in esame. Ricordo solo brevemente, e rimando alle schede allegate, che la nuova legge istituisce un Fondo per il cinema e l’audiovisivo con uno stanziamento minimo di 400 milioni di euro. Si innalza il tax credit per produttori, distributori ed esercenti. Vengono stanziati 120 milioni a fondo perduto per ristrutturare sale cinematografiche, pubbliche e private. Viene premiata la produzione di qualità e si aiutano le opere prime con finanziamenti ad hoc. Particolare attenzione, infine, è riservata anche alla crescita di un pubblico più consapevole, con, ad esempio, misure per la formazione degli insegnanti e l’introduzione dell’educazione all’immagine nelle scuole.

Dossier Legge Cinema e audiovisivo (Pdf)

By Kotivalo (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

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