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L’Europa e il Parlamento italiano a sostegno delle Icc, le imprese culturali e creative

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Fino ad ora si è sentito molto più parlare di ICT, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma c’è una realtà in continua crescita, su cui l’Europa e il nostro Parlamento nazionale stanno lavorando simultaneamente, ed è quella delle ICC, le industrie culturali e creative. Ne parla il nostro europarlamentare Luigi Morgano su L’Unità, visto che nell’ultima seduta plenaria il Parlamento europeo ha approvato la relazione, di cui è stato co-relatore, per una politica coerente europea sulle industrie culturali e creative. Proprio questa settimana, inoltre, in Commissione Cultura della Camera, dopo un anno di lavoro, approfondimenti e audizioni, è stato adottato il testo-base di una proposta di legge di disciplina delle imprese culturali e creative, promossa dalla collega Anna Ascani e portato avanti dalla relatrice Irene Manzi

(http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2017&mese=02&giorno=01&view=&commissione=07#data.20170201.com07.allegati.all00010) . L’Unità titola efficacemente, in contrapposizione con i passati governi di centrodestra, “con la cultura si mangia”. Le industrie culturali e creative sono un settore in costante crescita, su cui l’Europa punta per uscire dalla crisi, anche perché giudicato capace di aggredire la conseguenza forse più grave, l’alto tasso di disoccupazione giovanile. I dati europei sulle imprese ICC sono rilevanti: piccole e flessibili imprese (il 95% con meno di 10 addetti), 12mila dipendenti, capacità di generare reddito, propensione all’export, con una rilevante presenza di giovani e, soprattutto, un forte radicamento territoriale. L’ambito – eterogeneo solo all’apparenza – è quelle che si estende dall’architettura all’editoria, passando per l’artigianato artistico, le arti visive e dello spettacolo, la moda e le biblioteche. Morgano le definisce “difficilmente de-localizzabili”. Infatti, il settore è composto da persone che per propensione hanno la mente aperta al mondo, ma che sono il frutto della tradizione e della ricchezza culturale di un contesto territoriale, e, quindi, tutto sommato, ancorate a quel territorio. L’Europa ha già adottato un programma quadro 2014-2020 “Europa creativa”. L’Italia, che di creatività è maestra e fucina di talenti, dovrà imparare a sfruttare al meglio le opportunità offerte a livello europeo e, soprattutto, dovrà saper sostenere (anche con una regolamentazione adeguata) quei talenti e quelle competenze che, al pari dell’industria manifatturiera, possono generare occupazione e ricchezza per la comunità o, come si dice efficacemente nell’articolo 1 del testo-base approvato in Commissione Cultura, sono “mezzo di crescita sostenibile e inclusiva”.

(crediti immagine: luigimorgano.it)

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