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6 febbraio, Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

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Secondo una credenza della Costa d’Avorio il clitoride femminile racchiuderebbe in sé un grande potere, per questo va tolto e donato agli spiriti.
Questa è una delle presunte giustificazioni della brutale usanza della mutilazione dei genitali femminili: una spiegazione ammantata di mitologia per una pratica violenta ed estremamente dolorosa per la vittima con cui l’uomo, in molte nazioni, cerca di controllare la sessualità femminile “estirpandola”.
Il 6 febbraio è la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili.
Il taglio del clitoride e delle grandi labbra, o addirittura l’infibulazione, riguardano – si calcola – tra le 46mila e le 57mila donne immigrate nel nostro Paese. E’ una usanza antichissima che, purtroppo, nonostante le proteste, le denunce e l’opera di informazione, persiste e continua ad essere inflitta sul corpo delle bambine. In Italia è fuorilegge (e c’è chi la pratica illegalmente), ma ci sono ancora tante famiglie che, approfittano del periodo di vacanze, tornano nei luoghi di origine per far “tagliare” le bimbe.
Con il dente di leone viola messo sulla copertina della mia pagina Fb, simbolo della campagna promossa da ActionAid, voglio contribuire a denunciare le sofferenze di queste giovani donne che, nel corso della loro vita, saranno gravate da pesanti infezioni, cisti e fistole e avranno rapporti sessuali dolorosi.
Basta barbarie sul corpo delle donne.

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