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Giorno del ricordo, Fossoli, crocevia delle tragedie del ‘900, e il villaggio San Marco

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Fossoli come crogiuolo dei “buchi neri” del ‘900. Lo abbiamo detto più volte, a Fossoli di Carpi, nelle baracche dell’ex campo di transito, si incrociano le vicende tragiche del “secolo breve”. In un campo ormai dismesso, dal 1954, cominciano ad arrivare gli esuli della Dalmazia, di Fiume e dell’Istria, quegli italiani rimasti senza nulla perché le loro proprietà erano passate alla Jugoslavia di Tito, cacciati da quelle che da sempre erano state le loro terre. Nella giornata nazionale del Ricordo delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, io voglio ricordare il Villaggio San Marco, allestito in via Remesina, e i piccoli alloggi ricavati nelle baracche che, prima, avevano ospitato gli ebrei e i militari italiani in transito vero i campi di concentramento in Germania e in Polonia. La Fondazione Fossoli rimanda al bel libro di Maria Luisa Molinari che ricostruisce la vita e le peculiarità di questo “campo profughi” ante litteram. Le diffidenze, anche politiche, di cui, inizialmente, vennero circondati. Il silenzio sulla loro sorte e su quanto stava accadendo nel confine orientale. La lenta integrazione nella comunità carpigiana. Il dolore, lungo tutto una vita, per la perdita della terra e dell’identità. Tra le tragedie del Novecento dobbiamo inscrivere anche questa pagina di storia troppo spesso, e in alcuni casi volutamente, dimenticata, per molti anni addirittura negata, derubricata a mero effetto collaterale della fine del secondo conflitto mondiale. #noinondimentichiamo

crediti immagine: fondazione_fossoli/docs/ff_vill_san_marco_int

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