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Edilizia scolastica, 13mila gli interventi finanziati


Nel pomeriggio odierno la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha risposto al Question Time alla Camera a una interrogazione sul tema degli investimenti per la riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio di edilizia scolastica presentata da un gruppo di parlamentari Pd, prima firmataria Maria Coscia, che ho avuto il compito di illustrare. Nella sua risposta la ministra ha confermato che la sicurezza di chi studia e lavora nelle nostre scuole rimane una priorità assoluta del Governo Gentiloni come lo era dei precedenti Esecutivi. Il complessivo piano del Governo ha consentito di finanziare oltre 13mila interventi, il cui stato di attuazione è costantemente monitorato e reso pubblico dal Ministero sul suo sito ufficiale con un sistema informativo che ha ricevuto il plauso dell’Europa come buona pratica. In particolare, alla ministra abbiamo chiesto notizie sullo stato di attuazione e avanzamento dei “Piano Bei”, ovvero il corposo mutuo finanziato dalla Banca europea degli investimenti, contratto a totale carico dello Stato e a disposizione degli Enti locali per l’ammodernamento del patrimonio immobiliare sede di istituti scolastici. Valeria Fedeli ha confermato che con il primo piano Bei 2015, di un valore complessivo di 905 milioni avviato nel 2016, sono stati autorizzati 1.215 interventi, di questi ne risultano a oggi, dopo un anno, conclusi 721. A dicembre 2016, inoltre, sono stati autorizzati, con un decreto ministeriale, ulteriori 300 interventi, incentrati sul residuo di mutuo 2015, pari a circa 200 milioni di euro, che saranno avviati nel corso di questa estate. Infine, proprio in questi giorni la ministra ha firmato il decreto interministeriale di autorizzazione alla stipula dei mutui per il 2016: questo consentirà l’avvio, sempre questa estate, di ulteriori 200 interventi per un importo di 238 milioni di euro. Si tratta di uno sforzo molto rilevante, diffuso sul territorio, che muove dall’unica volontà di tutelare la sicurezza dei ragazzi che frequentano la scuola e del personale che ci lavora”.

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