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Strage di Bologna, quel 2 agosto che non si può dimenticare

#2agosto Ci sono eventi che rappresentano i tornanti della nostra vita. Non solo quelli della sfera personale, ma alcuni fatti pubblici. Per me, che ero adolescente negli anni ’70 e quindi negli “Anni di piombo”, penso al rapimento di Aldo Moro, alla morte di Berlinguer e alla strage del 2 agosto alla stazione della “nostra” Bologna. Ricordo esattamente dove e come appresi la notizia di ciascuno di quegli eventi. Allora, non eravamo sempre connessi, le notizie veicolavano con tempi meno rapidi e i telefoni pubblici funzionavano con i gettoni. Della immane strage mattutina seppi solo nel pomeriggio: ero in un campeggio in Puglia, dopo la maturità (che allora si protraeva per tutto il mese di luglio) e la notizia mi colpì come una scudisciata. Ecco perché il 2 agosto resta una data incisa nel mio calendario. Ognuno di noi sentì in se stesso che qualcosa si rompeva, che la democrazia vacillava. La risposta di Bologna fu all’altezza della grave situazione e diede rappresentazione materiale alla sua indole solidaristica e di mutuo soccorso. Anche il Paese tenne, grazie alle forze politiche democratiche. Francamente, non so cosa accadrebbe se oggi, una strage immane colpisse con tale violenza e dimensione. Ecco perché non possiamo dimenticare il 2 agosto, come non possiamo dimenticare le sue vittime e il senso di quell’attacco vigliacco e fascista

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