Mese: dicembre 2017

Libera riproducibilità significa che tutti gli istituti devono adeguarsi alla nuova norma

Al momento dell’approvazione della norma, avevo promesso che avremmo continuato a vigilare sulla sua applicazione. Dopo le segnalazioni da parte degli utenti, ho quindi deciso di interrogare il ministro Franceschini sul caso degli Archivi di Stato di Napoli e Palermo che, nonostante l’entrata in vigore della nuova normativa, continuano a frapporre ostacoli alla libera e gratuita riproducibilità dei beni librari e archivistici per motivi di studio e ricerca. Tra l’altro, dopo che in agosto il cosiddetto Dl concorrenza è divenuto legge, la Direzione generale Archivi ha emanato ben due circolari che hanno regolato la materia in dettaglio con l’obiettivo di garantire una applicazione uniforme delle nuove disposizioni. Nonostante ciò, come testimonia il sito web dell’istituto, all’Archivio di Stato di Napoli è ancora necessaria la richiesta di autorizzazione preventiva per la riproduzione con mezzo proprio (smartphone o macchina fotografica digitale). Stessa cosa all’Archivio di Stato di Palermo, con l’aggravante però che, nei fatti, l’autorizzazione viene quasi sempre negata additando la sussistenza del vincolo archivistico che, però, non è certo di ostacolo alla riproducibilità dei documenti. L’unica …

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Università, la no tax area funziona: ben 15mila iscritti in più

A volte, in questo come in tante altre professioni, ci sono battaglie, in cui credi convintamente, ma che non riesci a condurre in porto. Altre, invece, in cui, nonostante difficoltà e contrasti, ottieni risultati che illuminano un percorso e danno un senso ad anni di impegno e attività. Oggi il Sole 24 ore del Lunedì pubblica un inchiesta sulle ricadute pratiche che l’istituzione della no-tax area ha prodotto nelle università italiane. L’esclusione dal pagamento delle tasse universitarie per gli studenti provenienti da famiglie con un Isee inferiore ai 13mila euro ha comportato l’esenzione dalle tasse per quasi 600mila ragazzi e l’iscrizione di ben 15mila studenti in più (dati riportati dal quotidiano) che, verosimilmente, vista la provenienza dai ceti sociali meno abbienti, non avrebbero avuto questa opportunità. Naturalmente ora si tratterà di verificare se tutti questi giovani rientrano in toto nella casistica prevista (penso ai crediti che dovranno, comunque, acquisire per mantenere l’esenzione), se e di quanto sarà necessario integrare la compensazione prevista di 105 milioni di euro di risorse aggiuntive al Fondo di Finanziamento ordinario, …

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