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Ha fatto bene il sindaco a scrivere al ministro contro le “intimidazioni a domicilio”


Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli ha scritto al ministro dell’Interno Marco Minniti sollevando un problema reale. Come evitare che chi compie scelte di collaborazione con le Istituzioni possa essere “intimidito” da presidi “ad personam” o, come ben si esprime il nostro primo cittadino, “manifestazioni a domicilio” come il flash mob inscenato da Forza Nuova? Penso non vada sottovalutata la questione: ieri è toccato ad un gruppo di profughi e a chi ha messo a disposizione l’appartamento in cui sono alloggiati, domani potrebbe essere la volta di una donna che lotta per i propri diritti civili (per FN l’angelo del focolare di fascistissima memoria è il modello a cui le donne dovrebbero riferirsi), o di chiunque pubblicamente professi idee opposte a quelle di FN. Non è un aspetto da poco, su cui invito tutti a riflettere. Non vorrei si dimenticasse il sermone del pastore Martin Niemöller sull’apatia politica: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

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