Autore: Manuela Ghizzoni

Scuola. Ghizzoni, con Berlusconi libri a pagamento per tutti

Tagliato in finanziaria fondo per testi gratuiti ”Il Governo ha soppresso con la finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo. E’ l’ultimo scippo del governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali”. Lo ha detto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico in commissione cultura alla Camera. “Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo – prosegue -. La gratuità dei libri nella scuola elementare è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse. Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non …

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“Requiem per la scuola pubblica” di Manuela Ghizzoni

Una lettera aperta dell’on. Manuela Ghizzoni del Pd Caro direttore Non mi ha sorpreso la lettera del gruppo di genitori del 3° circolo pubblicata ieri dal suo giornale. Purtroppo è la conferma di quello che l’opposizione parlamentare, i sindacati della scuola, i docenti, le famiglie, gli studenti vanno dicendo da tempo, senza che il governo si sia mai degnato di dare loro ascolto. Proteste, scioperi, interrogazioni e mozioni parlamentari, ordini del giorno, denunce e inchieste sui mezzi di informazione non sono serviti a far desistere il ministro Gelmini dal suo piano di attacco alla scuola pubblica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le scuole non hanno più i soldi nemmeno per pagare i supplenti e il materiale didattico. Dietro la cortina fumogena del ritorno al merito, al grembiulino e alla serietà degli studi, si nasconde un’operazione di mera contabilità economica che riduce pesantemente le risorse a disposizione della scuola e pregiudica la qualità della didattica e dell’apprendimento dei nostri ragazzi. Altro che riforma. Questo governo ha intonato il requiem della scuola pubblica, secondo …

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Strage di Monchio, “Finalmente il processo”

Gli on. Ghizzoni e Miglioli: “I 6 ufficiali delle SS accusati della strage dovranno rispondere delle loro azioni davanti a un tribunale italiano” “Anche se con 65 anni di ritardo, i 6 ufficiali delle SS accusati della strage dovranno rispondere delle loro azioni davanti a un tribunale italiano. Domani finalmente inizia il processo, i parenti delle vittime, le associazioni e le istituzioni che si sono costituite parte civile potranno avere giustizia”. Questo il commento degli on. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli del Pd alla vigilia dell’apertura del processo, domani 11 novembre a Verona, contro sei ufficiali nazisti accusati della strage di 360 civili compiuta tra il 18 e il 20 marzo del 1944 a Monchio, Susano, Costrignano, Cervarolo e Vallucciole di Arezzo. Sono tutti accusati di omicidio plurimo continuato con l’aggravante della premeditazione, sevizie e crudeltà verso civili. Gli imputati, oggi ultraottentenni, facevano parte della divisione Hermann Göring. Sono i sottotenenti Ferdinand Osterhaus, 92 anni, e Hans Georg Karl Winkler, 87 anni; Fritz Olberg, 88 anni, comandante di plotone della terza compagnia; Wilhelm Karl Stark, …

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L’emergenza estetica nell’Italia maschilista, di M.Laura Rodotà

Per le donne in politica e in tv vige il Cun, il canone unico di bellezza. Allarme. Massima attenzione. Al­tro che emergenza democratica. Il Pa­ese sta attraversando un’emergenza estetica. Sulle nostre reti tv circolano ancora donne non corrispondenti al Canone Unico Nazionale (Cun) di gio­ventù e bellezza. Appena una settima­na fa, a Porta a Porta , il premier ha stanato Rosy Bindi. Non è bastato, an­zi: col suo «lei è più bella che intelli­gente », Berlusconi ha fatto imbestiali­re molte donne, chiaramente brutte e/o vecchie. Hanno molto protestato online; e tuttora, a giorni di distanza, frange estremiste di diversamente belle si aggirano per la penisola of­frendo le loro foto alla stampa estera e danneggiando l’immagine dell’Ita­lia. No, per carità, stavamo scherzan­do. L’ultima notizia non è vera. Le al­tre sì. E il Cun c’è sul serio, sottotraccia, da anni. Per anni non ci abbiamo fat­to caso; magari convinte di essere avanzate e spiritose. Non eravamo co­me le americane, che per un battuto­ne sul lavoro minacciano cause da ot­tocento milioni di dollari. Noi ne ri­diamo. Né come …

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La Ministra e il Gioco delle tre percentuali

In un paese ci sono tre università, l’università Virtus, l’università Fortitudo e l’università Olimpia. Il governo finanzia le tre università con 10000 euro l’anno, in maniera più o meno proporzionale alle dimensioni, quindi: 5000 euro all’università Virtus 3000 euro all’università Fortitudo 2000 euro all’università Olimpia. Un giorno la ministra decide di valorizzare il merito e decide che il 10 per cento del finanziamento sarà distribuito in base ad esso. Allora prende 1000 euro dai 10000 e li ripartisce di conseguenza. I rimanenti 9000 euro continueranno ad essere distribuiti per dimensioni, quindi 4500 euro all’università Virtus, 2700 all’università Fortitudo e 1800 euro all’università Olimpia. Possiamo calcolare che in questa prima fase le tre università hanno perso 500, 300 e 200 euro rispettivamente che vanno a costituire il fondo meritocratico di 1000 euro. A questo punto la ministra calcola dei coefficienti di merito Q per ciascuna università ed escono fuori i seguenti valori: Q dell’università Virtus = 4 Q dell’università Fortitudo = 3.3 Q dell’università Olimpia = 2.7 La ministra prende i 1000 euro ed assegna ad …

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“Taranto, il Tar boccia la Provincia ‘Niente donne, assessori da rifare'”, di Lello Parise

Una giunta provinciale azzerata “in nome della legge” tre mesi dopo avere vinto le elezioni. In Italia non capitava da mai. Non ci sono donne tra i dieci assessori dell’amministrazione di Taranto ed ecco perché i giudici del Tar di Lecce decidono il rientro ai box della squadra di centrosinistra guidata da Gianni Florido, a cui danno un mese di tempo per rimediare all’errore. L’ex leader della Cisl nella capitale dell’acciaio dovrà «assicurare la presenza di entrambi i sessi» come prevede, del resto, lo statuto della stessa Provincia: si tratta di «una tipica obbligazione» che «non può essere derogata dagli accordi politici». «La verità è che la donna nasce precaria» s’increspa, per la rabbia, la voce di Franca Rame. La moglie di Dario Fo è amareggiata: «Non basta scegliere una donna in più o in meno. Il guaio è che, a differenza del resto d’Europa, non riusciamo a concepire l’importanza della presenza femminile e non solo nella politica». Il Pd, partito di Florido, è in subbuglio. Nel frattempo è il ministro delle Pari opportunità Mara …

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“Ingaggiato dal Miur per essere imparziale e poi bersagliato da raccomandazioni….”, di Rosaria Amato

ROMA – Claudio Fiocchi è un medico ricercatore nato a Roma, laureato in Brasile e residente da molti anni negli Stati Uniti. Per conto del ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avrebbe dovuto dare il suo giudizio su un paio di progetti scientifici. E sulla base di questo giudizio il Miur avrebbe poi deciso se finanziarli o no. Ma il professor Fiocchi questo giudizio non se l’è sentita di darlo: pochi giorni dopo aver accettato l’incarico, gli sono piovute addosso insistenti richieste “di una decisione favorevole” e “del più alto voto possibile”. Tentativi di raccomandazione, insomma. Malgrado la garanzia avuta dal ministero sul mantenimento del suo anonimato. Una storia “forse fin troppo comune da voi”, commenta con amarezza Fiocchi. Ma per lui, che partecipa da tempo alla valutazione dei progetti dei National Institutes of Health Usa, sulla base dei quali vengono assegnati i fondi federali, queste pressioni non sono affatto normali, tanto che alla fine ha deciso di declinare l’incarico, “con disgusto”, “ma anche con molta tristezza”. E di raccontarlo a Repubblica: “Forse quando …

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