Tutti gli articoli relativi a: interventi

Scienze geologiche, provvedimento incardinato in Commissione Cultura e Istruzione

Dopo il via libera del Senato, è tornata alla Camera la proposta di legge sul sostegno alle Scienze geologiche di cui sono relatrice, un provvedimento importante in un Paese caratterizzato da un grave e persistente dissesto idro-geologico, reso ancora più attuale e urgente dalle continue scosse che stanno devastando il Centro-Italia. Oggi abbiamo incardinato il provvedimento in Commissione Cultura e Istruzione dove tutti i gruppi stanno dimostrando spirito di collaborazione. L’auspicio è quello di un iter rapido che possa, magari, concludersi con l’approvazione già in Commissione in sede legislativa. In allegato, il testo della relazione che ho presentato in Commissione in mattinata e che spiega il valore del provvedimento. Nella seduta del 26 ottobre 2016, il Senato ha licenziato, apportandovi alcune modifiche, il progetto di legge che alla Camera era stato approvato in sede legislativa il 22 aprile 2015 per sostenere gli studi delle Scienze geologiche e le ricerca nel medesimo ambito, anche attraverso la possibilità di istituire nuovi e specifici dipartimenti universitari. La necessità di tale intervento derivava – e oggi si conferma – …

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Dimissioni Capua, un paese incattivito che svilisce i propri talenti

Signora Presidente, Ilaria Capua oggi ci chiede di lasciare il Parlamento. Capua è una virologa di fama internazionale che ha messo liberamente a disposizione dell’intera comunità scientifica internazionale le proprie scoperte e i dati sottostanti, e così ha condizionato lo stesso modo di fare ricerca nel mondo. La rivista Seed l’ha proclamata “mente rivoluzionaria”. Se vogliamo rispettare la sua scelta, e le valutazioni personali che l’hanno determinata, dobbiamo accettarne le dimissioni, pur consapevoli che si tratta di una perdita secca per il Parlamento e per l’intero Paese. Spero di riuscire a interpretare adeguatamente il sentimento di rammarico di tutto il gruppo del Partito democratico per la decisione della collega, e amica, Ilaria Capua. Una decisione maturata in seguito a una vicenda in cui si intrecciano sospetti immeritati, ansie da scoop e un moralismo giustizialista di cui anche noi colleghi parlamentari, o almeno una parte di noi, è decisamente parte in causa. Ilaria Capua è, innanzitutto una ricercatrice, non solo perché ha passato e tuttora trascorre la sua vita tra provette e microscopi, ma perché il …

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Perchè manca l’antisismica?

Di seguito l’articolo pubblicato su l’Unità sabato 3 settembre firmato insieme alla collega Raffaella Mariani: Su una questione sembrano essere tutti d’accordo. Mille volte meglio prevenire che dover poi, a posteriori, cimentarsi nella drammatica conta delle vittime e dei danni. E allora perché la prevenzione sismica in Italia non decolla? Esempi virtuosi, come quello di Norcia dove non sono stati registrati feriti, non mancano. Eppure, quando c’è da costruire in sicurezza, ma lontani da un’emergenza sismica, quando c’è da rivolgersi a professionisti in grado di dare le opportune indicazioni, le lamentele per l’eventuale incremento dei costi non mancano. Le imprese che avevano costruito i capannoni industriali seguendo l’ultima normativa antisismica varata dalla Regione Emilia-Romagna, ad esempio, con il terremoto del 2012 non riportarono danni. Eppure la normativa era stata osteggiata a causa proprio dell’aumento delle spese e per la presunta burocratizzazione delle procedure. Da notare che nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto erano stati pochissimi gli interventi effettuati per miglioramento ed adeguamento antisismico dei fabbricati privati e produttivi che pure potevano beneficiare del …

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Sisma 2012,‬ facciamo memoria politica di quello che abbiamo costruito

Ricostruire una memoria politica di quello che stiamo facendo: questa è la nuova sfida, potenzialmente utile per altre comunità che dovessero trovarsi nella nostra stessa situazione o in una situazione analoga. E’ quello che ho ribadito intervenendo alla Direzione provinciale del Pd modenese dedicata alla ricostruzione post-terremoto a ridosso del quarto anniversario del sisma del 2012. Noi tutti insieme abbiamo costruito un modo di relazionarsi tra i livelli istituzionali, in una filiera corta che collega i territori, la Regione, il Parlamento e l’Europa. E’ una modalità capace di mettere in connessione il bisogno con la soluzione del bisogno. Insomma, dobbiamo far sì che la memoria politica della nostra esperienza si trasformi in una norma di legge, una cornice che ci consenta di affrontare situazioni simili. Per evitare che torni ad accadere che in situazioni analoghe i cittadini abbiamo risposte diverse. Non possiamo permettere, come è accaduto in altre occasioni, che si perda memoria di come intervenire. Ad esempio, noi siamo stati pionieri nella ricostruzione delle scuole. Fu una precisa scelta del commissario Errani. Per prime …

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Le soprintendenze restino autonome, di Manuela Ghizzoni – 24.07.15

Ieri è stato lanciato un appello, da noti studiosi italiani, su una norma contenuta nel disegno di legge delega Madia di riordino della Pubblica Amministrazione, ora in terza lettura al Senato. La norma contestata prevede che tra i principi delega per la revisione delle funzioni delle Prefetture, che diverranno Uffici territoriali dello Stato e quindi il punto di “contatto unico tra amministrazione periferica dello Stato e cittadini”, vi sia la “confluenza nell’Ufficio territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato”. La norma ha sollevato anche i miei dubbi personali, poiché essa pare significare che le soprintendenze preposte alla tutela dei nostri beni culturali saranno sottoposte ai prefetti. Alla Camera si è svolto un dibattito su questo specifico aspetto, che ha trovato sintesi nell’approvazione di un mio ordine del giorno, richiamato anche da Tommaso Montanari nel suo articolo di lunedì scorso su Repubblica. Che cosa prevede l’ordine del giorno? Innanzitutto che il Governo si impegna «a prevedere che le funzioni dirette di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali rimangano …

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Università, come leggere le classifiche. L’esempio di Unimore, di Manuela Ghizzoni – 22.07.15

Graduatorie, che passione! E’ ormai invalso l’uso di commentare a caldo le classifiche delle più varie istituzioni pubbliche che ci vengono proposte quasi quotidianamente. Che si tratti di comuni, di ospedali o di università, ecco che fioccano analisi e ragionamenti, in fondo non dissimili da quelli che accompagnano spesso le classifiche del campionato di calcio o di altri sport. Vi è però una grande differenza tra le prime e le seconde. Facciamo il caso delle università. A differenza delle graduatorie sportive, che si basano sull’esito inoppugnabile delle partite, quelle universitarie si fondano, inevitabilmente, su una pluralità di indicatori quantitativi. Per quanto possano essere numerosi e sofisticati – ma spesso è vero il contrario – questi indicatori si limitano a restituire approssimativamente solo alcuni aspetti delle complesse attività di un ateneo e comprimono inevitabilmente in una sintesi le differenze qualitative tra i diversi dipartimenti. Per giunta, non si può ignorare che tali indicatori sono pesati differentemente, per ottenere il punteggio finale, a seconda delle scelte dell’autore della graduatoria. È proprio per questa ragione che tali classifiche …

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“La «nuova» università deve partire dalla semplificazione”, di Manuela Ghizzoni – Scuola 24 20.07.15

L’università italiana, oltre ad aver subito negli ultimi anni pesanti tagli finanziari come nessun altro settore pubblico, è stata inoltre imbrigliata da insostenibili vincoli burocratici. Vincoli che sono anche la causa, non ultima, della fuga all’estero di tanti giovani ricercatori. Se uno di loro ottiene un finanziamento internazionale di ricerca preferibilmente sceglie di usufruirne in un’università straniera, con il risultato che il nostro Paese perde d’un sol colpo capitale umano (il ricercatore), scientifico (i risultati della ricerca) e finanziario (i fondi di ricerca). Nel triennio 2010-2012, senza tenere in alcun conto la forma budgetaria del finanziamento statale, sono state imposte alle università riduzioni percentuali alle spese per la formazione del personale, per le missioni, per le relazioni pubbliche e la pubblicità, per i convegni, per i contratti a tempo determinato, per le spese di manutenzione degli immobili, per l’acquisto di mobili e arredi. È stato inoltre ripristinato il controllo preventivo della Corte dei Conti su ogni incarico esterno e introdotto l’obbligo di rivolgersi a Consip e Mepa per tutti gli acquisti. Un delirio di burocrazia …

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